Ogni anno arriva puntuale, si traveste da scherzo innocente, notizia assurda o piccolo tranello in ufficio o a scuola. Ma come è nato il pesce d’aprile?
La risposta più onesta è questa: le sue origini non sono certe, e proprio per questo la ricorrenza del 1° aprile continua a muoversi in una zona sospesa tra storia, folklore e letteratura.
Il bello è che attorno al pesce d’aprile non ruotano solo scherzi e burle, ma anche poemi del Cinquecento, errori di interpretazione medievali, tradizioni francesi con pesci di carta e perfino un invito a vedere i leoni “lavati” alla Torre di Londra. Insomma, dietro uno dei giorni più leggeri dell’anno si nasconde una storia sorprendentemente colta.

Le origini del pesce d’aprile? Più mistero che certezza
Chi cerca una data di nascita ufficiale resterà un po’ deluso: gli studiosi non concordano su un’unica origine del pesce d’aprile. Enciclopedia Britannica e Merriam-Webster lo dicono chiaramente: la tradizione è antica, diffusissima, ma la sua nascita precisa resta in gran parte indecifrabile.
Fra le teorie più note c’è quella che collega il 1° aprile ai cambiamenti di calendario tra Medioevo ed età moderna. Secondo questa ipotesi, quando in Francia si diffonde l’uso di far cominciare l’anno il 1° gennaio, alcune persone continuano a festeggiare il capodanno a primavera e finiscono per essere derise come “sciocchi di aprile”. È una teoria molto popolare, ma non basta a chiudere il caso.
Un’altra pista porta all’antica Roma e alla festa di Hilaria, celebrata il 25 marzo, in un clima di allegria, travestimenti e rovesciamento giocoso delle regole. Anche qui, però, la prudenza è d’obbligo: la somiglianza c’è, ma mancano prove dirette.
La prima traccia davvero solida arriva da un poema del 1561
Se l’origine assoluta sfugge, c’è almeno un punto da cui si può partire con maggiore sicurezza. La prima testimonianza considerata certa di un 1° aprile legato agli scherzi compare in un poema fiammingo del 1561 dello scrittore Eduard De Dene.
Nella poesia, un nobile manda il suo servo avanti e indietro con commissioni assurde: in pratica, un perfetto catalogo di “fool’s errands”, le classiche missioni impossibili con cui si prende bonariamente in giro qualcuno.

Chaucer ha inventato il pesce d’aprile? Probabilmente no
Per molto tempo qualcuno ha pensato che il pesce d’aprile affondasse le radici addirittura in Geoffrey Chaucer, l’autore dei Canterbury Tales. Il sospetto nasce da un passaggio del Nun’s Priest’s Taleche, letto in un certo modo, sembrerebbe collocare uno scherzo il 1° aprile.
Gli studiosi fanno notare che quel passo è discusso e potrebbe derivare da una lettura sbagliata o da un problema testuale; in altre parole, Chaucer probabilmente non ha inventato il pesce d’aprile. Splendida ironia filologica: perfino la storia del 1° aprile sembra costruita su un possibile fraintendimento.
Perché si chiama proprio “pesce d’aprile”?
Qui il viaggio ci porta in Francia, dove la tradizione è ancora vivissima. I
La Library of Congress ricorda che un riferimento a poisson d’avril compare già nel 1508 in un poema di Eloy d’Amerval.
Ed è proprio dalla Francia che deriva una delle usanze più tenere e più note: attaccare di nascosto un pesce di carta sulla schiena di amici e parenti.
In Gran Bretagna si chiama “Fooles holy day”
Il pesce d’aprile non è solo francese. In area britannica compare una testimonianza importante nel 1686, quando John Aubrey parla del 1° aprile come di “Fooles holy day”, cioè una sorta di “giorno sacro degli sciocchi”.
In Scozia, la giornata è legata al termine gowk, cioè il cuculo, animale associato simbolicamente allo sciocco.
La burla più famosa? Andare a vedere i leoni lavati alla Torre di Londra
Fra le curiosità storiche più insolite e meglio documentate ce n’è una che sembra scritta da un umorista. Il 2 aprile 1698, un giornale londinese riporta che il giorno precedente varie persone erano state mandate alla Tower Ditch per assistere al lavaggio dei leoni della Torre di Londra.
Naturalmente non c’era nessuna cerimonia del genere: era uno scherzo perfetto. In altre parole, molto prima dei social network esistevano già le fake news in versione cerimoniale.

Il pesce d’aprile tra folklore e letteratura
Se c’è una ragione per cui il pesce d’aprile continua a piacerci, è che non è solo una tradizione: è una piccola macchina narrativa. Funziona perché costruisce un racconto, crea attesa, chiede complicità e porta a un finale a sorpresa.











