Il tesoro di Adriano: una collezione d’arte nella Roma imperiale

villa adriana il tesoro di Adriano statua al tamonto

Il tesoro di Adriano: l’arte sopravvive al tempo

È l’anno 138 d.C., l’imperatore Adriano trascorre i suoi ultimi giorni terreni a Baia dove l’aria che si respira è migliore. Il dolore fisico lo sovrasta fino a fargli desiderare una morte che non arriva. Il tempo scorre lento tra il profumo di limoni e di aranci aggrappati ai pendii e la vista del mare. Il conforto più grande è sapere che i capolavori raccolti nella sua villa di Tivoli – il tesoro di Adriano – sopravviveranno.

Accarezza con la mente i ricordi di bellezza, di arte e di cultura e poi lascia questi pochi versi:

«Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t’appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti.»

(Historia Augusta, Adriano, 25, 9. Poesia composta da Adriano poco prima della morte, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani)

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Tivoli_Hadrianus_csaszar_-_Villa_Adriana – licenza CC

Collezionare come Status Symbol: la passione greca di Adriano

Se pensate che collezionare oggetti d’altri tempi sia un passatempo di recente scoperta siete fuori strada. Nella Roma antica la passione per l’antiquariato, in particolare per l’arte greca si proiettava ben oltre al gusto estetico e diventa un vero e proprio status symbol. Avere una collezione d’arte è un modo per dimostrare la propria raffinatezza culturale e la propria educazione.

Adriano, che si distingue appunto per la sua cultura, è un eccezionale collezionista di antiquariato. Appassionato di tutto ciò che arriva dalla Grecia infatti, proprio per questo è chiamato il piccolo greco. Dai suoi viaggi porta cimeli di grande pregio.

il tesoro di Adriao, busto di Adriano consevato i Musei Capitolini
Bust_Hadrian_Musei_Capitolini – foto licenza CC

Un Imperatore di talento: la bellezza come progetto di potere

Adriano è un imperatore dalla doppia personalità. Lo definiscono allo stesso tempo severo e amichevole, lascivo e moderato, avaro e generoso, simulatore e sincero, crudele e clemente. Soprattutto è un uomo ricco di intelligenza e talento. La passione sfrenata per la bellezza e per la storia lo portano a circondarsi di oggetti di pregio, di persone affascinanti, eleganti e graziose, di opere d’arte d’eccezione.

Costruisce monumenti imponenti che ancora oggi possiamo ammirare in tutto il mondo. Tiene per sé luoghi arredati con statue e reperti provenienti dal mondo ellenico o da quello egizio.

villa Adriana panorama
villa Adriana panorama – foto licenza CC

 

La villa di Tivoli, il vero deposito del tesoro di Adriano

La sua villa di Tivoli, sfarzosa e grandiosa, diventa il luogo ideale di residenza e di rappresentanza per far vivere i reperti che acquista e le opere fatte costruire per suo volere, quasi tutte ispirate o addirittura copiate mirabilmente da antichi tesori e sistemate in tutta la proprietà, in particolar modo nel Teatro Marittimo, il suo luogo di ritiro personale.

Villa Adriana è legata anche all’arte egiziana tanto che sono stati trovati frammenti scultorei e statue importate direttamente dall’Egitto, come le statue di Ramses nel Canopo. Dopo la tragica morte del suo amante Antinoo, Adriano commissiona numerose sculture, busti, gemme e bassorilievi di Antinoo divinizzato, che diventano un elemento centrale della sua collezione e della sua devozione.

Ulteriori dettagli Ritratto di Antinoo detto "di Ecouen", scoperto nel XVIII secolo nella villa Adriana a Tivoli, oggi al Museo del Louvre di Parigi

Ritratto di Antinoo detto “di Ecouen”, scoperto nel XVIII secolo nella villa Adriana a Tivoli, oggi al Museo del Louvre di Parigi – licenza CC

Dalle collezioni dell’Imperatore Adriano a quelle dei privati cittadini nella Roma imperiale

Se Adriano è un diffusore di cultura e di bellezza, molti antichi cittadini romani sono avidi di collezioni atte a dimostrare esclusivamente la loro grandezza e la loro superiorità. Si sviluppa un fiorente mercato di copie e repliche di alta qualità di capolavori greci. Le collezioni comprendono anche gioielli, vasellame di pregio, mosaici, argenteria e altri beni di lusso.

La crescente domanda di opere d’arte porta alla nascita di un vero e proprio mercato dell’arte, con botteghe che producono copie e opere originali, e un commercio che si estende in tutto l’Impero. Non tutti i Romani, tuttavia, vedono di buon occhio il collezionismo privato. Agrippa, per esempio, sosteneva che le opere erano di proprietà pubblica e dovessero essere accessibili a tutti i cittadini.

Canopo_di_Villa_Adriana_Tivoli_Lazio licenza CC

Canopo_di_Villa_Adriana_Tivoli_Lazio licenza CC

La villa dell’imperatore Adriano patrimonio dell’umanità

La Villa Adriana nel 1999 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità con questa motivazione. “É un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo.”

foto cartello villa adriana patrimmonio unesco
Villa_Adriana_Tivoli_ licenza CC
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