Le uova di Fabergé: segreti, sorprese e leggenda

Fabergè, una delle cinquanta uova imperiali

Il guscio prezioso delle uova di Fabergé o quello di cioccolato dei dolci stagionali rappresentano  il sipario che separa il mondo dal mistero di una sorpresa. É Pasqua, e le uova decorate sono una tradizione giunta da lontano.

Per gli antichi Persiani, gli Egizi e i Greci, sono doni propiziatori scambiati all’inizio della primavera, simboli della vita che sboccia: esattamente ciò che accade all’interno dell’uovo stesso.

Prima l’uovo o la gallina?

Ma, nasce prima l’uovo o la gallina? Ebbene, gli scienziati hanno dato finalmente una risposta: vince l’uovo.

Più di trecento milioni di anni fa, una membrana rigida si forma intorno agli embrioni di uccelli e rettili, un guscio abbastanza forte da poter custodire e proteggere il mistero della vita fino al momento della nascita.

L’Uovo di Gallina

Una delle sorprese nell'Uovo di Gallina
Una delle sorprese nell’Uovo di Gallina del 1885 Via Wikimedia Commons

In tempi più recenti, esattamente nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo, in alta gioielleria vince ancora l’uovo. Nel 1885 lo Zar Alessandro III desidera regalare alla moglie, Maria Fëdorovna, un uovo di Pasqua speciale. Chiama il miglior orafo sul mercato: Peter Carl Fabergé e gli chiede di eseguire un gioiello sublime, un uovo di Pasqua prezioso che contenga una sorpresa.

Fabergé crea L’uovo con gallina: un guscio di smalto bianco opaco che si apre per rivelare un tuorlo d’oro, che a sua volta contiene una gallina d’oro, che nasconde una replica della corona imperiale con un piccolo rubino.

Fabergé - sorprese dell'Uovo di Lapislazzuli
Sorpresa dell’Uovo di Lapislazzuli Via Wikimedia Commons

La struttura a matrioska è geniale, ma il gioielliere non è propriamente l’inventore di questa trovata. Fabergé si ispira al Guldægget med hønen o Uovo d’oro francese del 1720, in avorio con il tuorlo d’oro, la gallina smaltata e lo scompartimento per la corona, che oggi appartiene alla Royal Danish Collection (Kongernes Samling). Originale o ispirata a un modello antico, ad ogni modo è un successo.

Fabergé diventa gioielliere dello Zar

Peter Carl Fabergé viene nominato gioielliere della corte imperiale e ha inizio la leggenda.

Lo Zar, da questo momento, ogni anno per Pasqua, vuole che venga realizzato un uovo gioiello da offrire alla Zarina. Unica condizione: l’uovo, oltre a essere una sorpresa per tutti, nemmeno lo Zar in persona può conoscerne il disegno, deve contenere esso stesso una sorpresa.

Fabergé - L'Uovo dell'incoronazione
Fabergé – L’Uovo dell’incoronazione
Via Wikimedia Commons

La tradizione continua con il figlio di Alessandro III, Nicola II. Diventato Zar ogni anno commissiona a Fabergé due uova da regalare a Pasqua, una per la moglie e una per la madre.

Le uova imperiali di Fabergé

Fabergé, L'Uovo dell'alloro
L’Uovo dell’alloro, o Uovo albero d’arancio, è una delle uova imperiali Fabergé.
Via Wikimedia Commons

L’orefice disegna in tutto cinquanta uova pasquali imperiali, dieci su ordine di Alessandro, le altre commissionate da suo figlio Nicola, ciascuna con un disegno diverso. Le progetta personalmente ma le produce avvalendosi di una squadra di ottimi artigiani specialisti nel taglio delle pietre, nell’incastonatura, nella smaltatura e nell’oreficeria.

Le sorprese, eseguite in metalli, smalti e pietre preziose, non vogliono essere (solo) ostentazione di ricchezza, ma un modo per raccontare le emozioni e la storia della famiglia Romanov. Sono capolavori di arte e ingegneria: un piccolo ritratto, la miniatura di un palazzo, una carrozza, un trenino funzionante, un trittico di icone sacre… Se all’interno è nascosta la vita privata e la grandiosità dei Romanov, il guscio delle uova rappresenta l’Impero Russo.

Le uova di Fabergé sparse in tutto il mondo

Il 1917 segna la caduta degli Zar e del loro mondo perfetto.

Fabergé Uovo del palazzo di Gatčina
Fabergé Uovo del palazzo di Gatčina 1901,
Via Wikimedia Commons

I palazzi imperiali sono svuotati e destinati a funzioni pubbliche. Tutto il contenuto viene portato via e venduto all’estero per finanziare l’industrializzazione della Russia. Tra questi tesori ci sono anche le uova imperiali di Fabergé. Alcune, poche per fortuna, si perdono per sempre. Oggi conosciamo la sorte di quarantatré di loro.  Molte appartengono a collezioni private. Tante si possono ammirare nei musei.

L’Uovo d’Inverno

L’ultimo uovo a far parlare di sé e della Maison Fabergé è quello che il due dicembre 2025 viene battuto all’asta, da Christie’s, a Londra. Lo acquista un anonimo compratore per la sbalorditiva cifra di ventidue milioni e ottocentomila sterline (circa ventisei milioni di euro)

Uovo d' inverno
Particolare dell’uovo d’inverno estrapolazione Foto pubblico dominio da sito Fabergè.nl (Christie’s Auction House/AP)

Si tratta di un uovo commissionato da Nicola II nel 1913 per sua madre e pagato a Fabergè il prezzo eccezionale di ventiquattromilaseicento rubli. A idearlo non è Fabergé in persona, ma una delle pochissime donne designer dell’azienda: la ventiquattrenne Alma Theresia Pihl.

Alma immagina l’Uovo d’Inverno mentre osserva i cristalli di brina sui vetri di San Pietroburgo.

L’opera incarna simbolicamente la Pasqua e il concetto di rinascita e simboleggia il passaggio dall’inverno alla primavera. L’oggetto che Alma disegna è un capolavoro pieno di poesia. Il guscio è in cristallo di rocca, intagliato per sembrare ghiaccio che si scioglie, l’interno è inciso da un sussurro di brina mentre all’esterno si sono fermati fiocchi di neve in platino tempestato di diamanti.

La sorpresa svela un minuscolo cesto a doppio manico in treillage di platino dove è sistemato un mazzo di anemoni in quarzo bianco con steli e stami in filo d’oro, foglie in nefrite e centri in granato demantoide. Il basamento del cestino reca l’incisione FABERGÉ 1913.

Ancora una volta, la vita sboccia attraverso il gelo.

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