Samhain: il Capodanno celtico degli spiriti

fate e elfi Araniart_-_Elves_leave_Middle-earth

Samhain, il capodanno celtico tra storia, riti e il mistero di un mondo che si apre all’aldilà

Molto prima che Halloween si tingesse di arancione e zucchero, le nebbie dell’Europa celtica erano popolate di spiriti, fuochi sacri e presagi. Era il tempo di Samhain (pronuncia: “sow-in”), la festa che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’oscurità. Samhain non era solo un passaggio stagionale: era un momento sospeso tra i mondi, in cui il tempo si piegava e i confini tra vivi e morti si dissolvevano.

Un Capodanno fuori dal tempo

Celebrato tra il tramonto del 31 ottobre e il 1° novembre, Samhain è il  Capodanno celtico, che divide l’anno in due grandi stagioni: la metà chiara (primavera-estate) e la metà oscura (autunno-inverno). Secondo il Calendario di Coligny, un reperto gallo-romano del II secolo d.C. e unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i Celti, Samhain è una delle quattro grandi festività stagionali, insieme a Imbolc, Beltane e Lughnasadh.

Per i Celti, infatti, il tempo non era lineare ma ciclico. Samhain rappresentava la morte simbolica della natura, preludio alla rinascita. Era il momento in cui si chiudevano i raccolti, si stipavano le provviste e si preparavano le comunità al lungo inverno.

Una curiosità: nell’emisfero australe il Samhain si celebra tra il 30 aprile e il 1º maggio, data che nel nostro emisfero corrisponde invece alla notte di Valpurga:  un’antica celebrazione pagana della primavera attribuita ai popoli germanici.

Samhain, il calendario Coligny copertina foto di nantonosaedui-licenza-cc-samhain
il calendario Coligny foto di nantonosaedui-licenza-cc

I fuochi di Tlachtga: il cuore rituale d’Irlanda

Il centro nevralgico delle celebrazioni era la Collina di Tlachtga (oggi Hill of Ward), nella contea di Meath, non lontano dalla più celebre Collina di Tara, sede dei re supremi d’Irlanda. Qui si accendevano fuochi sacri che irradiavano protezione su tutta l’isola. Le fiamme domestiche venivano spente e riaccese da quel fuoco centrale, in un gesto di purificazione collettiva.

Secondo gli annali medievali, i druidi officiavano riti di divinazione, sacrifici simbolici e cerimonie che coinvolgevano l’intera comunità. Era anche il momento per stipulare alleanze, risolvere dispute e onorare gli antenati.

Notte della Valpurga a Heidelberg con tante persone e lanterne. Di Andreas Fink (andreas-fink@gmx.de) at de.wikipedia - Opera propria, CC BY-SA 2.0 de,
Di Andreas Fink  – Opera propria, CC BY-SA 2.0 de

Il velo sottile: quando i morti camminano

Samhain era considerato un tempo “fuori dal tempo”, in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si sovrapponevano. Gli spiriti degli antenati tornavano a visitare le loro case, accolti con offerte di cibo e bevande lasciate sui davanzali. Ma non tutti gli spiriti erano benevoli: per difendersi da quelli maligni, si indossavano maschere e si accendevano lanterne, spesso ricavate da rape intagliate, antenate delle moderne zucche di Halloween.

trio di zucche illuminate nella notte per lo Samhain
foto licenza CC

Sidhe, Banshee e altre presenze

La notte di Samhain era anche il regno delle creature del Síd, il popolo fatato che abitava i tumuli e le colline. I Sidhe, né buoni né cattivi, erano esseri potenti e imprevedibili. Secondo le leggende nordiche, un popolo fatto di folletti, fate, elfi, gnomi. La traduzione letterale è popolo delle Colline.

Ebbene, si diceva che in questa notte aprissero i loro portali per attraversare il mondo umano. Chi si avventurava nei boschi o presso i cerchi di pietre rischiava di essere rapito o di tornare cambiato.

Le Banshee erano invece gli spiriti femminili del lamento e annunciavano la morte con il loro pianto straziante. In alcune leggende, apparivano solo alle famiglie nobili, ma il loro grido era sempre presagio di lutto imminente.

La contesa di Oberon e Titania, opera di Joseph Noel Paton (1849) ispirata a Shakespeare. spiriti del samhain
licenza cc- La contesa di Oberon e Titania, opera di Joseph Noel Paton (1849) ispirata a Shakespeare.

Un’eredità che sopravvive

Con l’avvento del Cristianesimo, Samhain viene progressivamente assorbito nelle celebrazioni di Ognissanti (1° novembre) e della Commemorazione dei Defunti (2 novembre). Ma le sue tracce sono rimaste nei riti contadini, nelle leggende popolari e, più tardi, nella trasformazione americana di Halloween.

Oggi, Samhain è celebrato da praticanti neopagani come momento di introspezione, memoria e connessione con il ciclo della natura. Ma anche per chi non segue questi percorsi spirituali, la notte del 31 ottobre conserva un’aura di mistero ancestrale, come se qualcosa di antico continuasse a sussurrare tra le ombre.

Condividi articolo
Facebook
X