Il furto della Gioconda, verità e leggenda sul furto al Museo del Louvre

waiam cia entrata laterale del Louvre dove si è verificto il furto della Gioconda

Sono giorni che i notiziari parlano del furto di domenica 19 ottobre 2025 al Louvre. E la mente non può che tornare a quello che finora era considerato il più grande colpo da maestro proprio nello stesso museo. Il furto della Gioconda. Forse non tutti sanno che oltre a Vincenzo Peruggia, ladro dichiarato e accertato del quadro di Leonardo, un altro elemento accomuna il furto del 1911 all’Italia: il Micro Museo della Gioconda a Cadero. Una piccola frazione del comune italiano di Maccagno con Pino e Veddasca in provincia di Varese

Una storia che vi racconto in prima persona. In cui tutte le certezze che avevamo potranno essere messe in discussione. Una storia con protagonisti veri.

il furto della Gioconda il quadro di leonardo
licenza CC

La Gioconda del Louvre o quella di Cadero? La vera storia, o forse no, del furto della Gioconda

“Les Puces de Nice” è un luogo fermo nel tempo, pieno di oggetti misteriosi e brocanteurs che attendono collezionisti, antiquari e turisti appassionati. È il 2019, abito a Nizza e al mercato di antiquariato vicino al porto ci vado spesso.

Trovo l’italien appoggiato al montante del suo stand zeppo di curiosità e statuine spaiate, pronto ad attaccare bottone con chiunque passi. «Non ha mai sentito parlare del furto della Gioconda al Louvre? Vivo qui in Costa Azzurra da quarant’anni, ma sono di Cadero, sa?»

Non che mi interessi molto, ma sul bancone c’è una coppia di pappagalli in ceramica che attira la mia attenzione. «Lei, per esempio, lo sa che la vera Gioconda potrebbe trovarsi ancora a Cadero e non  al Louvre?»

cartello-micro-museo-della-Gioconda-immagine-dal-sito con la scritta A Parigi è esposto un falso
Cartello all’interno del Micro Museo della Gioconda. Foto dal sito web museo di Cadero

Il Micro Museo della Gioconda a Cadero

«Il Micro Museo della Gioconda, a Cadero in Val Veddasca, racconta la vera storia del capolavoro di Leonardo da Vinci. Non lo sapeva, vero? Non saprà nemmeno che al Louvre è esposta una replica perfetta, una delle sei commissionate dal marchese Valfierno. A guardare la gente che ogni giorno fa la fila per ammirare un falso, là dove sono se la staranno ridendo a crepapelle tutti quanti: Leonardo da Vinci, i fratelli Lancellotti, il marchese, il falsario Chaudron e Vincenzo Peruggia, quel povero ignorante che per avere un attimo di notorietà, qualche soldo e una pena più lieve si è fatto passare per il patriota che voleva restituire il quadro agli Italiani.»

Vaneggia…

copertina-della-domenica-del-corriere del 1911 con-limmagine-del-furto-della-Gioconda
foto pubblico dominio CC

L’Osteria del Garibaldi a Cadero, un nascondiglio perfetto

L’italien continua il suo monologo.

«Dunque, a Cadero quel Micro Museo sorge dove c’era l’Osteria Garibaldi dei fratelli Vincenzo e Michele Lancellotti. E i due fratelli tornano alla taverna di famiglia subito dopo il furto del 1911. Eh beh, Mona Lisa con il suo sorriso enigmatico, magari si trova ancora sotto qualche tavolo della taverna

Ecco cosa è successo davvero: il 20 agosto del 1911, Vincenzo Peruggia – che lavora al museo come imbianchino – fa entrare i due fratelli vestiti da inservienti e li nasconde nell’armadio fino alla chiusura. I tre tirano giù la Gioconda, scappano con il quadretto sotto il braccio e vanno dal marchese che per la paura ha cambiato idea e non vuole più il quadro.

Facade_Sud_de_laile_Richelieu_-_Pavillon_Turgot_-_1800-1900_-_Louvre
Facade_Sud_de_laile_Richelieu_-_Pavillon_Turgot_-_1800-1900_-_Louvre licenza CC

Che fanno? Si dividono e i fratelli tornano a Cadero dove con la complicità della madre nascondono il dipinto sotto un tavolo. Ma che diavolo, devono pur guadagnarci qualcosa! Così, improvvisano segretissime visite guidate a 20 centesimi a persona per mostrare la Gioconda, ma il padre li scopre e succede un putiferio.»

La narrazione finisce qui perché l’italien si è accorto del mio interesse per i pappagalli. Mi annuncia un prezzo esagerato, ma mi piacciono e li compro.

copertina del libro sul furto della Gioconda, Un libro nato dalle voci e leggende della Val Veddasca per sostenere le attività del Micro Museo a Cadero.
Un libro nato dalle voci e leggende della Val Veddasca per sostenere le attività del Micro Museo a Cadero.

Sette minuti al Louvre un colpo da Arsenio Lupin

Ora torniamo al furto di domenica 19 ottobre 2025.

Un colpo da maestri, una scena da film e uno schiaffo morale alla France! Sotto gli occhi di tutti si sono portati via buona parte del tesoro della Corona di Francia, gioielli con pietre da sogno addirittura appartenuti a Napoleone e all’Imperatrice Eugenia,  stimati 88 milioni di euro: un’operazione degna di Arsenio Lupin, eseguita con una tale rapidità e precisione da non crederci. In sette minuti sono entrati dalla finestra e sono scappati in scooter.

il Louvre di Notte
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Due operazioni criminali a confronto

Giro lo sguardo e scorgo i pappagallini in ceramica bianca che avevo acquistato dall’italien a Nizza, ripenso alla Gioconda di Cadero e sorrido come Mona Lisa.

I due furti al Museo del Louvre, quello del 1911 e quello di qualche giorno fa, non sono poi tanto diversi:

  • Entrambi sono operazioni di squadra pianificate a tavolino.
  • Entrambi hanno un mandatario invisibile.
  • Entrambi non sarebbero stati possibili senza una falla interna o una fonte che conosceva perfettamente l’obiettivo e i suoi punti deboli.

Scorro i titoli dei quotidiani internazionali e mi salta agli occhi quello di Nice Matin. «Le casse du siècle»: le vol des bijoux du Louvre sidère aux quatre coins du monde et fait la une de la presse internationale. (“Il furto del secolo”: il furto dei gioielli del Louvre sconvolge il mondo e fa notizia sulla stampa).

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