Per chi ama le storie vere, intense e senza filtri. Anthony Hopkins come non lo avete mai letto prima. Dalla costa del Galles a Hollywood: un viaggio dentro la vita di una leggenda. L’attore premio Oscar racconta la sua vita nel memoir “È andata bene, ragazzino”, appena pubblicato in Italia da Longanesi (uscita mondiale: 4 novembre 2025).
Un libro sincero e toccante, dove il protagonista de Il silenzio degli innocenti abbandona il mito del genio inarrivabile per mostrare l’uomo che ha saputo rialzarsi dopo ogni caduta. Un invito a guardare dentro sé stessi, con la stessa onestà con cui Hopkins guarda la propria vita. Una lettura che emoziona, ispira e, in fondo, consola: perché anche i giganti del cinema hanno avuto un bambino impaurito dentro di loro.

Il ragazzo di Port Talbot
Anthony Hopkins nasce il 31 dicembre 1937 a Margam, nel Galles meridionale. Figlio di un fornaio e di una madre severa ma affettuosa, cresce in un ambiente duro e operaio, dove, come racconta nel libro, “gli uomini rifiutavano ogni forma di vulnerabilità”.
Da bambino non brillava a scuola, soffriva di dislessia e di una timidezza che lo isolava dai coetanei. Tutto cambia quando, adolescente, assiste a una rappresentazione di Amleto: un colpo di fulmine per la recitazione che segnerà per sempre la sua vita.

La formazione teatrale e il salto al cinema
Dopo gli studi al Welsh College of Music and Drama, Hopkins si trasferisce a Londra, dove entra nella Royal Academy of Dramatic Art. Viene notato da Laurence Olivier, che lo invita a unirsi al National Theatre: un riconoscimento raro per un giovane attore.
Negli anni ’70 inizia la carriera cinematografica, ma è con Il silenzio degli innocenti (1991) che il mondo intero impara a conoscere il suo volto e la sua voce glaciale nei panni di Hannibal Lecter. Da allora, una pioggia di premi e riconoscimenti: due Oscar, quattro BAFTA, due Emmy e un Leone d’Oro alla carriera.
Anthony Hopkins e Katharine Hepburn
[…]alla fine delle prove la Hepburn mi disse: «Vorrei darti un consiglio». Per quanto arrogante, non potevo prendere sotto gamba un consiglio di Katharine Hepburn.
«Lì` c’è la macchina da presa», mi disse. «È la macchina che ti fa guadagnare il pane. Sei bravo. Non recitare tutta la scena con la nuca rivolta alla macchina da presa, altrimenti ti ruberò la scena, anche se probabilmente lo farò comunque. Non sforzarti di interpretare le battute. Hai una bella voce. Hai una bella testa grande e due spalle larghe. Sembri forte. Fai come Spencer Tracy, come Bogart. Non recitare. Limitati a essere. Basta che tu dica le battute. Tu sei Riccardo Cuor di Leone! » – da Anthony Hopkins, è andata bene ragazzino – su licenza Longanesi

La battaglia contro l’alcol e la rinascita
“Il 29 dicembre 1975, alle 11 del mattino, decisi di smettere di bere.” Con questa frase Hopkins segna la svolta della sua vita. Dopo anni di eccessi e relazioni distrutte, sceglie la sobrietà e un nuovo equilibrio personale.
Nel memoir racconta questa rinascita con una voce lucida, ironica, mai compiaciuta. “Scrivo per dire che ce l’ho fatta nonnonostante la vita, ma grazie ad essa”, confessa l’attore.
Un libro che parla di umanità, arte e memoria
“È andata bene, ragazzino” (titolo originale We Did Ok, Kid) è una riflessione profonda sull’arte, sulla disciplina, sul perdono e sulla consapevolezza del tempo. Lo stile è diretto, sincero, per nulla autocelebrativo. Hopkins alterna aneddoti di set, ricordi d’infanzia e riflessioni intime sul rapporto con suo padre, figura centrale della sua vita. Tra le curiosità: l’attore porta sempre con sé una foto scattata in spiaggia quando aveva tre anni, il suo “talismano contro il dubbio”.
Anthony Hopkins, curiosità su di lui
- Hopkins è anche compositore e pittore: nel 2011 ha esposto i suoi quadri a Las Vegas.
- È stato nominato Sir dalla Regina Elisabetta II nel 1993.
- Ha dichiarato di non aver mai più visto Il silenzio degli innocenti dopo la prima visione.
- Vive tra Los Angeles e il Galles, dove continua a dipingere e suonare il pianoforte.
I diritti del libro sono stati venduti in oltre 20 Paesi. In Italia, Longanesi propone un’edizione curata e raffinata, fedele allo stile asciutto e autoironico di Hopkins. Per leggere le prime trenta pagine del libro clicca qui










