C’è chi sceglie una meta perché ha visto un tramonto su Instagram. Chi perché ha trovato un volo a 29 euro. Chi perché “ci sono andati tutti, quindi almeno una volta bisogna andarci”. E poi c’è una specie particolare di viaggiatore: quello che parte perché ha letto un libro. Il cosiddetto, e sempre più di moda, turismo letterario: si viaggia per ritrovare un’atmosfera.
Il turismo letterario non è però una novità assoluta. Da secoli i lettori visitano luoghi legati agli autori amati, dalle case di Shakespeare ai paesaggi delle sorelle Brontë, da Dublino sulle tracce di Joyce fino alla Sicilia di Camilleri. La novità è che oggi questo fenomeno è diventato un trend molto popolare.

Il turismo letterario è il nuovo souvenir intelligente
Non a caso, nel 2026 diverse testate e osservatori turistici hanno indicato il viaggio ispirato ai libri come una tendenza in crescita. National Geographic ha parlato apertamente di vacanze costruite intorno a libri, autori, festival e tour letterari, anche sulla spinta delle community online come BookTok. Nel 2025 Condé Nast Traveller ha descritto proprio quest’ultimo come uno dei motori più evidenti della nuova stagione dei viaggi ispirati alla letteratura.
Il turismo letterario funziona propio perché insieme alla destinazione vende anche una storia. Può diventare il set mentale di un libro letto da ragazzi, il paesaggio di una saga scoperta sui social, la piazza dove si svolge un festival, il bar dove si immagina che un autore abbia scritto un capitolo fondamentale. L’effetto è potentissimo: il lettore-viaggiatore vede, ma soprattutto riconosce. La strada vera incontra la strada mentale.

Un libro che diventa desiderio di partire
Il turismo letterario può nascere da un video di trenta secondi: qualcuno piange su un romanzo, mostra una copertina bellissima, racconta una scena ambientata in Scozia, in Grecia o a Parigi, e improvvisamente quella meta smette di essere solo un luogo geografico. Diventa desiderio.
Il meccanismo è semplice e geniale: leggo, mi innamoro di un mondo narrativo, cerco il luogo reale che gli assomiglia o che lo ha ispirato, parto. È il passaggio dal “voglio leggere quel libro” al “voglio stare dentro quel libro”. E per una generazione abituata a trasformare ogni passione in esperienza, il viaggio letterario è praticamente perfetto.

Mantova, Torino e l’Italia che si muove per i libri
Se Torino è la grande festa nazionale del libro con Il Salone Internazionale del Libro di Torino che nel 2025 ha registrato 231.000 visitatori e 2.647 eventi Mantova non è da meno. La città per alcuni giorni si trasforma in una mappa letteraria vivente con Festivaletteratura che, nel 2025, ha registrato 69.000 presenze, confermandosi uno degli appuntamenti più solidi e amati del panorama culturale italiano.
Il dato interessante è il tipo di esperienza. Chi va a un festival letterario abita una città in modo diverso. Cammina da una piazza a un teatro, da un chiostro a una sala, da un incontro con un autore a una cena improvvisata. Il libro diventa una scusa bellissima per scoprire un luogo.

Il caso britannico: quando la letteratura diventa economia turistica
Che i libri possano muovere turismo non è solo una sensazione romantica. Nel Regno Unito il legame tra letteratura e viaggi è ormai anche un dato economico. Secondo The Publishers Association, il valore complessivo del turismo letterario britannico, tra visitatori domestici e internazionali, dovrebbe passare da 1,7 miliardi di sterline nel 2024 a 2,1 miliardi entro il 2030, con una crescita prevista di quasi il 25%. Inoltre, il 54% degli adulti internazionali coinvolti nello studio ha dichiarato di essere stato ispirato a visitare luoghi del Regno Unito per il loro legame con opere della letteratura britannica.
Questo significa una cosa molto chiara: un libro può diventare infrastruttura immateriale di un territorio.

Non solo grandi classici: anche romance, fantasy e noir fanno viaggiare
Il turismo letterario non vive solo di Dante, Shakespeare e Jane Austen. Oggi si muove anche grazie a generi che per anni sono stati guardati con sufficienza: romance, fantasy, thriller, noir, young adult.
In questo senso, il turismo letterario può diventare anche un modo per riscoprire territori meno centrali. Piccoli comuni, province, paesi, zone interne, luoghi laterali che la narrativa locale può illuminare in modo sorprendente.

Turismo letterario: un viaggio reale dietro un personaggio finto
Per chi vuole provare, basta scegliere un libro e chiedersi: dove mi sta portando? Si può partire da un autore amato e visitare i suoi luoghi. Oppure fare il contrario: scegliere una città e leggere un romanzo ambientato lì prima di partire. O costruire un piccolo viaggio personale, senza troppe regole, seguendo una frase, un’atmosfera, un personaggio.
La cosa bella è che il turismo letterario non ha bisogno di essere perfetto. Non serve sapere tutto, né diventare esperti. Serve lasciarsi incuriosire. In fondo, i libri migliori fanno proprio questo: aprono porte. Ci insegnano a guardare meglio, a camminare più lentamente, a cercare storie dietro le facciate e anche a restituire profondità alle mete.











