Tra le righe e dietro le quinte spunta una figura dai contorni incerti, non tutti la conoscono. L’editor è una strana creatura, armata di pazienza e penna rossa, determinata e disponibile, in grado di frantumare interi capitoli e di ricostruire, insieme a chi scrive, la storia perfetta.
Editor una pagina dal passato
Dai cassetti della memoria, o per meglio dire dalla sottocartella di una sottocartella, è saltata fuori una pagina un po’ impolverata scritta oltre diciott’anni fa quando muovevo i primi passi come editor. Se oggi mi chiedessero “Come descriveresti il tuo lavoro?” userei le stesse parole, credendoci, ora come allora.
Un mestiere in penombra
Vi sono mestieri che fioriscono in penombra, che si sviluppano e crescono lontano dai riflettori. Essere editor è come aprire le porte di una serra straripante di colori e un’esperienza rigorosa e creativa allo stesso tempo.
Occorre spirito mosso dalla curiosità e dal rispetto divisi in parti uguali. Curiosità per gli argomenti, a volte del tutto sconosciuti, su cui si presenta l’occasione di documentarsi. Curiosità per le ricerche di materiale e informazioni che spaziano da internet alle vecchie enciclopedie, ai manuali, agli ormai quasi dimenticati libri di scuola. Rispetto per l’opportunità di assistere alla trasformazione di pensieri e storie che, attraverso l’animo e la capacità dell’autore, diventano una creatura completa, a sé stante, vivente.
Occorrono quindi attenzione e rispetto per maneggiare la delicatissima filigrana della scrittura altrui, per suggerire senza sovrastare, per adeguarsi a uno stile mettendone in luce i pregi e cogliendone le particolarità.

Editor e autore, compagni di avventura
E la condivisione di questa “avventura” che unisce autore e editor, quasi incomprensibile a chi sta all’esterno, resta impressa come un marchio a fuoco.
Per un breve o lungo periodo, si entra in confidenza con l’autore. Le conversazioni e i messaggi abbandonano con disinvoltura quel linguaggio formale che, di solito è d’obbligo nel trattare con una persona appena conosciuta. E se anche è trascorso molto tempo, incontrarsi nuovamente è sempre come una piccola rimpatriata.
Un amore infinito
E’, senza dubbio, un mestiere che si fa amare. Anche nel suo lato più severo e intransigente, quando, armati di penna rossa, si scorrono le righe cercando la virgola mancante, l’errore, la ripetizione, l’assonanza fastidiosa che interrompe il morbido fluire delle parole, la frase aggrovigliata da dipanare, il periodo troppo lungo da alleggerire. Occorre anche passione per la lettura. E’ quella che permette in ogni caso di apprezzare lo scritto come se lo si esaminasse contemporaneamente su due livelli differenti: quello che riguarda lo sviluppo della narrazione e la logica concatenazione degli eventi e quello della correttezza ortografica e sintattica

Vedere oltre
Tempo fa un autore mi disse che alcune mie osservazioni sull’analisi del personaggio protagonista del suo romanzo l’avevano fatto riflettere perché ero riuscita a mettere in evidenza aspetti di cui nemmeno lui si era reso conto fino in fondo. Da queste parole ho capito che stavo facendo un buon lavoro e lo ringrazio per averle pronunciate.
Un viaggio sempre nuovo
Essere editor è un cammino in penombra, sotto i vetri della serra. Ogni nuova creatura è una nuova avventura da affrontare con entusiasmo, pronti a mettersi in gioco. Ma non in prima fila, in piena luce. Il posto dell’editor è un passo indietro, tra le quinte, per poter ascoltare, non visti, il suono degli applausi.
Ci ritroveremo qui altre volte, se lo vorrete, per osservare più da vicino alcuni aspetti della scrittura e della revisione di un testo.










