A dire Grand Egyptian Museum (GEM) viene in mente l’araba fenice. “Che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Eppure ora lo sappiamo: è a Giza, in Egitto, e ha finalmente aperto le sue porte. Dopo 28 anni di attesa, rinvii, traslochi monumentali e qualche incendio di troppo, il museo più ambizioso del mondo è pronto ad accogliere milioni di visitatori.

Great Sphinx of Giza, Giza, Egypt foto by Diego Delso licenza CC
Grand Egyptian Museum, una storia lunga quanto un regno
Tutto comincia nel 1992, quando il progetto del Grand Egyptian Museum viene annunciato per la prima volta. La data di apertura? Doveva essere il 2012. Poi il 2018. Poi il 2020. Poi il 2022. E infine, eccoci: novembre 2025. Nel frattempo, Ramses II ha fatto le valigie nel 2006, lasciando Piazza Ramses al Cairo per trasferirsi sull’altopiano di Giza. La sua statua colossale è oggi il benvenuto ufficiale del museo.
Nel mezzo: nel 2007: il museo ottiene un prestito di 300 milioni di dollari dalla Japan Bank for International Cooperation. Il 2 febbraio 2010, il Ministero della Cultura egiziano firma un contratto con Hill International e l’EHAF Consulting Engineers, per servizi da erogare durante la progettazione e la costruzione del museo. Nel 2015 l’allora ministro Mamdouh al-Damaty annuncia che il museo aprirà parzialmente a maggio 2018.
La maledizione dei faraoni continua e il 29 aprile 2018 scoppia un incendio vicino all’ingresso. Nessun danno alle opere ma le cause ancora oggi rimangono ignote ( forse rappresaglie dal museo del Cairo?). Maggio 2018 l’ultimo dei carri del faraone Tutakhamun è trasferito al GEM.

Grand Egyptian Museum, il progetto arriva dall’ Irlanda
Nel 2002, lo studio irlandese Heneghan Peng vince il concorso internazionale per la progettazione dell’edificio. Il risultato? Una struttura avveniristica che dialoga con le Piramidi, fatta di vetro, pietra e geometrie che sembrano scolpite dal vento del deserto.
Numeri da capogiro
Il Grand Egyptian Museum è il più grande museo al mondo dedicato a una singola civiltà. Mezzo milione di metri quadrati, dodici gallerie tematiche, un centro conferenze, cinema, ristoranti, negozi e un laboratorio di restauro visibile al pubblico. Il governo egiziano stima 5 milioni di visitatori l’anno. E non è difficile crederci.

Il cuore pulsante del museo? Tutankhamon.
Per la prima volta, tutti i 5.400 oggetti ritrovati nella sua tomba sono esposti insieme. Non solo la celebre maschera dorata, ma anche i suoi letti funebri, i carri da guerra, il trono, gli amuleti e persino gli oggetti quotidiani. Il tutto in un allestimento immersivo che racconta la vita, la morte e il culto del faraone bambino.
La barca di Cheope e la statua di Ramses II
Il GEM ospita anche un’ altra perla: la barca solare di Cheope, un’imbarcazione di legno di 4.600 anni fa, trasferita in 48 ore da una struttura vicina alle Piramidi. Un’impresa logistica degna di un film d’avventura. Accanto a lei, nel foyer, troneggia la statua colossale di Ramses II, alta 12 metri e pesante 83 tonnellate, spostata, come abbiamo visto, dall’omonima piazza del Cairo. Un ingresso che lascia senza fiato.

Un ponte tra passato e futuro
Il Grand Egyptian Museum è un’esperienza. Un campus culturale che unisce archeologia, tecnologia e turismo. A pochi chilometri, il nuovo Sphinx International Airport è operativo e pronto a ricevere voli da tutto il mondo. L’obiettivo? Trasformare Giza in un polo turistico globale, dove le Piramidi e il museo si completano a vicenda.
Come ha sottolineato il premier Mostafa Madbouly, “l’importante non è chi ha posto la prima pietra, ma chi ha avuto la determinazione di portare a termine quest’opera monumentale”.
Grand Egyptian Museum, un viaggio nel tempo
Il GEM è un viaggio nel tempo. È il punto d’incontro tra la magnificenza dell’antico Egitto e l’innovazione contemporanea. È il sogno di un paese che, nonostante tutto, continua a credere nella forza della sua storia.
Dopo anni di attesa, il Grand Egyptian Museum è finalmente realtà. E vale ogni minuto di quei 28 anni.










