Una calda mattina di luglio: il sole picchia sulla costa siciliana. Un mare apparentemente tranquillo, una gita in barca che promette relax, e invece… sette cadaveri su uno yacht alla deriva. Ecco l’incipit (senza spoiler) di Mandorla amara, ultimo romanzo di Cristina Cassar Scalia.
Mandorla amara, un giallo insolito
La trama si apre infatti con un giallo insolito: qualcuno ha mischiato cianuro, anzi, forse “latte di mandorla” contenente cianuro, a bordo di un panfilo. Parte così un vortice di indagini, sospetti e relazioni inquietanti.
E se la premessa è forte, lo è anche il contesto: la splendida ma insidiosa Sicilia che diventa protagonista con la costa e il Porto di Catania insieme alla brillante protagonista, il vicequestore Vanina Guarrasi.
Un giallo brioso, agile e piacevole, che combina ambientazione mediterranea, protagonista solida e una trama che cattura.

Un’indagine tra introspezione e colpi di scena
Torna dunque Vanina, la poliziotta siciliana protagonista della serie della Cassar Scalia. Forte, intelligente, curiosa, e con un passato che la porta a combattere non solo i crimini ma anche i suoi demoni interiori.
In Mandorla amara dopo un momento complicato della sua vita personale, è di nuovo pronta a immergersi in un’indagine serratissima che la porta tra onde, yacht di lusso, segreti nascosti, personaggi influenti, segreti finanziari e rivalità antiche. Il mistero si dipana tra momenti di introspezione e colpi di scena che sorprendono, ma senza perdere coerenza.
Mandorla amara: elegante, agile e carico di atmosfera
L’autrice sa raccontare la Sicilia in modo vivido, ma non idealizzato. Ha luce, ma anche ombre: profumi di agrumi, saline, ma anche segreti che ribollono sotto la superficie. La Sicilia quindi, non è solo lo sfondo, ma un vero “personaggio narrativo”, con i suoi contrasti luminosi e oscuri. Cristina Cassar Scalia non esagera con troppi colpi di scena bruschi, ma costruisce l’intreccio con pazienza: ci sono momenti più riflessivi, dialoghi, ricostruzioni investigative, e poi esplosioni di tensione.
Vanina Guarrasi è il vero fulcro del romanzo: non è un’eroina perfetta, ma ha grinta, fragilità e un vissuto che pesa. Questo la rende umana e credibile, non una figura stereotipata. Grazie alla sua formazione da medico chirurgo oculista, Scalia è molto attenta ai dettagli — anche quelli tecnici legati alle indagini — il che dona un senso di realtà al racconto.
Cristina Cassar Scalia
Cristina Cassar Scalia è una scrittrice siciliana nata a Noto nel 1977, ma vive e lavora ad Aci Castello, in provincia di Catania. Oculista medico chirurgo specialista in oftalmologia. Nonostante la carriera letteraria, infatti, non ha abbandonato la sua vita professionale: come lei stessa ha raccontato, “di sera scrive” — e spesso i suoi pazienti “finiscono nei libri”.
Ha esordito nel 2014 con il romanzo La seconda estate, raccolto con favore dalla critica e premiato con il Premio Internazionale Capalbio Opera Prima.
Ma è con il giallo – e in particolare con la serie dedicata al vicequestore Vanina Guarrasi – che ha raggiunto un grande successo. Il suo primo giallo, Sabbia nera (2018), ha vinto il Premio Racalmare Leonardo Sciascia.
La sua Sicilia, spesso contraddittoria e piena di chiaroscuri, è un elemento centrale nei suoi libri: non è solo ambientazione, ma “personaggio narrativo” con una sua anima
Nel 2025 ha ricevuto il Premio Troisi come “mamma letteraria” di Vanina Guarrasi.










