Les Fleurs du mal: il processo, la condanna e la riabilitazione. Lo scandalo di Baudelaire

piante carnivore immagine da erbario simbolica per les fleurs du mal

Quando si parla di censura letteraria, il processo a Les Fleurs du mal resta uno degli episodi più clamorosi dell’Ottocento francese. Un capolavoro nato tra scandali, aule di tribunale e accuse di immoralità che oggi fanno sorridere ma che, nel 1857, scuotono la società del Secondo Impero.
Ecco l’intera storia tra processo, condanna, poesie censurate e riabilitazione.

Il processo del 1857: quando Baudelaire finisce davanti ai giudici per Les fleurs du Mal

Appena pubblicato, nel luglio del 1857, Les Fleurs du mal attira l’attenzione della Revue de la Presse, un giornale moralista che accusa l’opera di “immoralità” e “oscenità”. La denuncia è immediata e, pochi giorni dopo, la Procura Imperiale di Parigi apre un procedimento contro Charles Baudelaire (autore) e Auguste Poulet-Malassis ed Eugène de Broise (editori)

L’accusa? Oltraggio alla morale pubblica e religiosa, secondo l’articolo 263 del Codice Penale. Nel mirino finiscono sei poesie considerate “licenziose”, “morbose” e potenzialmente “corrottrici delle anime innocenti”.

Etienne Carjat ritratto di Charles Baudelaire circa 1862. Immagine pubblico dominio, licenza CC
Etienne Carjat, ritratto di Charles Baudelaire circa 1862. Immagine pubblico dominio, licenza CC

Le poesie censurate: i sei testi proibiti

Ecco i componimenti banditi dall’opera e perché scandalizzano i giudici del tempo.

  1.  Lesbos. Celebra l’amore saffico. Per la morale dell’epoca, un tema “innominabile”.
  2. Femmes damnées (Delphine et Hippolyte). Ancora amore tra donne, ma immerso in un’atmosfera mistica: doppio scandalo.
  3. Le Léthé. Carico di sensualità e abbandono fisico, è giudicato troppo corporeo.
  4. À celle qui est trop gaie. Mescola eros e crudeltà: il tribunale la definisce “morbosa”.
  5. Les Bijoux. Esalta la nudità femminile come opera d’arte: troppo audace per il 1857.
  6. Les Métamorphoses du vampire. Seduzione, mistero e una vampira fatale: per l’accusa è “oscena e perversa”.

La sentenza: condanna, multa e censura

Il 20 agosto 1857 arriva la condanna. Baudelaire: 300 franchi di multa (poi ridotti a 50). Gli editori: 100 franchi ciascuno. L’opera: censura e rimozione obbligatoria delle sei poesie

La messa all’indice rimane in vigore 92 anni, un primato nella storia letteraria francese. Baudelaire la definisce una “atroce umiliazione”. Una curiosità su tutte: Baudelaire ha sempre riportato il titolo della sua opera indicando il Male con la maiuscola.

 

copertina del libro les fleurs du mal di Baudelaire del 1900 , immagine di pubblico dominio
copertina del 1900, immagine pubblico dominio licenza CC

Processo Baudelaire vs processo Flaubert: due casi, stesso procuratore

Curiosamente, nello stesso anno 1857, un altro gigante delle lettere finisce in tribunale: Gustave Flaubert per Madame Bovary.
Accusatore identico: il procuratore Ernest Pinard.

Le differenze? Flaubert assolto, Baudelaire condannato. Per Pinard era un modo diverso di trattare la “morale”. Flaubert mostra l’adulterio di Emma Bovary in chiave critica e moralistica: la donna sbaglia, soffre e muore. Baudelaire, invece, rappresenta il male in modo estetico, senza punirlo né condannarlo, ma analizzandolo.

Insomma, Madame Bovary condanna l’adulterio, Les Fleurs du mal esplora il male senza moralismi. Per  il procuratore la poesia simbolica è più pericolosa del romanzo realistico. Risultato: un capolavoro punito perché troppo moderno.

1949: la riabilitazione de Les Fleurs du  Mal e la fine della censura

Nel 1949, la Corte di Cassazione francese annulla definitivamente la condanna del 1857.
Le motivazioni sono storiche :

  • Le poesie non sono oscene. Il tribunale riconosce che Baudelaire non mirava alla corruzione, ma alla rappresentazione artistica del male.
  • Il valore letterario è innegabile. L’opera viene considerata un pilastro della poesia moderna.
  • La società è cambiata. Temi un tempo scandalosi sono ormai accettati dalla cultura del Novecento.
  • Riabilitazione completa. Le sei poesie censurate sono reintegrate e la reputazione del poeta pienamente ripristinata

Le copie censurate con pagine tagliate sono oggi tra le più preziose del collezionismo letterario. La messa all’indice non ha fermato Les fleurs du Mal, anzi ne ha solo alimentato il mito. Baudelaire diventa il simbolo del poeta maledetto, colui che sfida la morale per inseguire la bellezza.

“Tu m’as donné ta boue et j’en ai fait de l’or.”(Tu mi hai dato il tuo fango, e io ne ho fatto oro). – C. Baudelaire

 

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