Madame Bovary, storia e curiosità del romanzo di Gustave Flaubert

immagine evocativa Madame Bovary tratta dal dipinto Young Lady in a Boat, by French painter James Tissot (1870)

La letteratura mondiale è costellata di opere immortali, e Madame Bovary, di Gustave Flaubert, è senza dubbio una di queste per l’analisi intramontabile delle passioni e delle debolezze umane. Una curiosità su tutte: Madame Bovary è pubblicata per la prima volta a puntate sul giornale La Revue de Paris tra il 1º ottobre e il 15 dicembre 1856. Ed è subito uno scandalo.

copertina della prima edizione di Madame Bovary
Copertina della prima edizione di Madame Bovary (Lévy, Paris, 1857). Foto licenza CC

Emma Bovary fa condannare Flaubert

E a far gridare allo scandalo è proprio la protagonista del romanzo, Emma Bovary, una giovane donna insoddisfatta della monotonia del suo matrimonio con Charles Bovary, un medico di provincia gentile ma poco ambizioso. In cerca di emozioni e di una vita più lussuosa, Emma si rifugia nelle sue fantasie romantiche e nei romanzi. Questa sua incessante ricerca di felicità la porta a compiere scelte azzardate, tra relazioni extraconiugali e spese folli, conducendo il lettore in un vortice di passioni, speranze e disperazione.

Detto fatto, il libro è attaccato per immoralità e oscenità. Dopo neanche venti giorni dalla fine della pubblicazione a puntate, precisamente nel gennaio del 1857, inizia il processo a Gustave Flaubert. Il  giudice condanna moralmente il romanzo “poiché la missione della letteratura deve essere di onorare e di ricreare lo spirito innalzando ed epurando i costumi”. Da sottolineare che i redattori della rivista avevano già  eliminato 71 passaggi e molti termini considerati non consoni.

Potenza della letteratura: il 7 febbraio 1857 Flaubert è assolto. Ovviamente – e poteva non essere così?- la prima tiratura di 6750 copie va esaurita in due mesi.

L’amore, pensava, doveva manifestarsi di colpo, esplosione di lampi e fulmini, uragano dei cieli che si abbatte sulla vita, la sconvolge, strappa via ogni resistenza come uno sciame di foglie e risucchia nell’abisso l’intiero cuore.- Da Madame Bovary.

Mdame Bovary con il suo amante scena tratta da film - licenza immagine CC
Scena tratta dall’ultimo film – licenza immagine CC

 

L’origine di Madame Bovary: la vera storia che ha ispirato Gustave Flaubert

Su suggerimento di un amico, Gustave Flaubert scrive Emma Bovary ispirandosi a una storia vera: quella di Eugène Delamare. Delamare è un giovane medico che, rimasto vedovo, sposa Delphine, figlia di un contadino. Giovane e affascinante, la donna conduce una vita piena di sogni e desideri, ma ben presto si annoia della monotonia della provincia e del matrimonio con il medico, che disprezza e tradisce. Nonostante tutto, il marito la ama profondamente e sopporta in silenzio ogni suo capriccio.

Delphine, ossessionata dal lusso e dalle apparenze, spende somme esorbitanti in vestiti e gioielli, finendo sommersa dai debiti. A soli 26 anni, travolta dalla disperazione, si toglie la vita avvelenandosi. Il marito, sconvolto e depresso, la segue poco dopo nello stesso tragico destino, lasciando orfana la loro bambina. Questo episodio, avvenuto nel 1848, sconvolge la Francia intera.

Anche al suo cuore era accaduto qualcosa di simile: sfiorato dal lusso si era velato di un non so che d’impalpabile e d’indelebile. Da Madame Bovary.

foto dominio pubblico Pinterest

Curiosità su Madame Bovary

  • Una pioniera dell’antieroe. Emma Bovary è considerata una delle prime antieroine della letteratura, un personaggio tanto complesso quanto umano, capace di ispirare empatia e frustrazione allo stesso tempo.
  • Dettagli storici e realistici. Flaubert visita personalmente molte delle località descritte nel romanzo per assicurarsi di  rappresentarle con assoluta accuratezza.
  • Estrema cura nello stile. L’autore lavora minuziosamente su ogni frase cercando la perfezione assoluta.
  • Il boom continua anche dopo secoli.  Emma Bovary conta la bellezza di 9 adattamenti cinematografici. Il primo è del 1933 per la regia di Jean Renoir, l’ultimo del 2014 di Sophie Barthes. Stessa sorte per la televisione: 7 sceneggiati. Il primo è del 1953 regista  Claude Barma, l’ultimo del 2000 porta la firma di di Tim Fywell. 33 invece le traduzioni italiane del libro di innumerevoli case editrici. La prima in assoluto è del 1881: traduttore Oreste Cenacchi,  Treves Edizioni.

Il significato e l’attualità del “bovarismo”

Il termine bovarismo nasce proprio dal romanzo Madame Bovary e dalla complessa personalità della sua protagonista, Emma Bovary. Con questa parola si descrive una vera e propria condizione psicologica e sociale, caratterizzata da un profondo senso di insoddisfazione borghese e dal desiderio di vivere una vita diversa, più intensa e romantica di quella reale.

Chi manifesta bovarismo tende a idealizzare la realtà, inseguendo sogni di amori perfetti, lusso, successo e felicità illusoria. La quotidianità appare grigia e monotona, mentre il mondo dell’immaginazione diventa un rifugio irresistibile. Tuttavia, questo continuo conflitto tra desiderio e realtà porta spesso a delusione, frustrazione e disillusione, proprio come accade a Emma Bovary, simbolo per eccellenza dell’illusione romantica.

un uomo e una donna in un bosco in piedi vestiti ottocenteschi
Immagine licenza CC

Un archetipo universale

Il termine “bovarismo” è coniato alla fine dell’Ottocento dal filosofo Jules de Gaultier, che riconosce in Emma Bovary un archetipo universale: l’essere umano incapace di accettare la propria esistenza e costantemente proiettato verso un ideale irraggiungibile.

Ancora oggi, il bovarismo è un concetto sorprendentemente attuale, che descrive la tendenza moderna a costruire identità idealizzate, spesso amplificate dai social media, e a inseguire modelli di perfezione irrealistici. In questo senso, Madame Bovary, è anche una profonda riflessione sulla psicologia del desiderio, sull’insoddisfazione umana e sulla ricerca di sé in un mondo dominato dalle apparenze.

Gustave Flaubert fotografato da Nadar.
Gustave Flaubert fotografato da Nadar. Immagine pubblico dominio, licenza CC

Gustave Flaubert: il genio dietro l’opera

Gustave Flaubert (Rouen, 1821 – Croisset, 1880) è considerato uno dei più grandi scrittori della letteratura francese dell’Ottocento. Autore raffinato e perfezionista, dedica la sua vita alla ricerca del “mot juste”, la parola esatta capace di rendere ogni frase impeccabile.

La sua fama universale, come abbiamo visto,  è legata al romanzo Madame Bovary (1857), capolavoro del realismo francese. Tra le sue altre opere più note figurano L’Éducation sentimentale, Salammbô e La tentation de Saint Antoine. Flaubert rimane ancora oggi un punto di riferimento per la narrativa moderna grazie al suo stile preciso, alla profondità psicologica dei personaggi e alla sua visione critica della società.

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