Il 20 Novembre, in occasione della Giornata Mondiale della Filosofia 2025, il Ministero italiano dell’Istruzione e del Merito ha organizzato un Giorno di Studi sul tema “Filosofia e AI. Pensiero critico, sfida etica, opportunità educativa”. L’iniziativa – quarta dal 2002 – ha coinvolto più di mille docenti, che hanno partecipato in diretta o in streaming. Insegnare Filosofia nell’era dell’Intelligenza Artificiale è una sfida con cui oggi deve fare i conti un gran numero di insegnanti, di diverse discipline.
La Professoressa Carla Guetti, Coordinatrice nazionale Scuole Associate Italiane UNESCO, ha organizzato e coordinato l’incontro. Obiettivo “…fornire ai partecipanti spunti di riflessione sul valore della Filosofia per la crescita culturale ed educativa dei giovani ai tempi dell’IA, da tradurre all’interno dei curricoli e nelle aule in percorsi didattici innovativi, inclusivi ed equi.” Una risposta alla sfida che attende la Scuola nell’era dell’AI: educare ragazze e ragazzi a un uso responsabile e creativo dell’Intelligenza Artificiale.
E, come sempre avviene, si è parlato di Platone e di Aristotele.

Insegnare filosofia. Il Professor Vincenzo Vespri e l’ombra di Platone nell’algoritmo
Vincenzo Vespri, Professore Ordinario di Matematica presso l’Università di Firenze, introduce il suo intervento con un quesito: “Dopo l’ingresso nella nostra vita dell’Intelligenza artificiale, cos’è la realtà e cos’è il resto?”
Per Vespri la ricerca di una risposta parte, inevitabilmente, da Platone. Il fondatore dell’Accademia – attento conoscitore del pensiero di Pitagora, il primo a capire come la matematica serva a descrivere il mondo e non solo a contare le pecore – nella Repubblica sostiene che la matematica è “conoscenza di ciò che esiste eternamente”. Ovvero, detto in linguaggio contemporaneo: ciò che esiste davvero è ciò che è scritto nelle relazioni matematiche.
L’intelligenza artificiale è vera quanto può esserlo una equazione. Detto in altro modo, l’intelligenza artificiale produce entità che vivono solo nelle idee.
Un abitante del mondo delle idee non ha corpo e non ha sostanza ma reagisce, parla, ci guarda: è una creatura di pura forma, come le idee platoniche.
Per Platone, la realtà quotidiana delle cose è solo una copia imperfetta, un’ombra proiettata sul fondo della caverna.

L’ avatar e la differenza tra reale e irreale
Detto con altre parole: un avatar oggettivamente non è che un programma ma se noi cominciamo a porgli domande, a interagire con lui, diventa una realtà. Se poi, come già accade, lui/lei ragiona come noi, chi è più reale? Il corpo che cammina qui o l’immagine nello schermo?
C’è chi risponde che la realtà è solo quella cui il nostro cervello presta attenzione. Oppure, che realtà è ciò che pensiamo sia reale.
Ora, immaginiamo un adolescente, con i problemi di identità che caratterizzano questo periodo della vita, e le conseguenze negative che possono derivare da un approccio disordinato a questa realtà. Come è possibile prevenirle?
“Io faccio costruire agli studenti un avatar sulla base di un algoritmo, – ci spiega il professor Vespri – in modo tale che avendolo costruito non lo considerano umano”. Le sue considerazioni finali possono essere intese come una rassicurazione.

La prima è che con il tipo di intelligenza artificiale sviluppato sino a ora, si riesce a replicare solo la parte sinistra del cervello. L’emisfero che si occupa del linguaggio, del calcolo, del ragionamento.
Non solo: gli esseri umani hanno la facoltà di chiedersi chi sono. L’avatar no.
Insegnare filosofia. Andrea Tabarroni la questione AI è filosofica
“L’Intelligenza Artificiale è l’innovazione tecnologica più filosofica che abbia mai segnato la storia dell’umanità.”
Entra in campo a gamba tesa, Il professor Andrea Tabarroni, ordinario di Storia della Filosofia Medievale presso l’Università degli Studi di Udine. A sostegno della sua affermazione cita studi significativi di Alan Turing e dei fratelli Dreyfus. Un articolo del 1950, in cui Turing analizza il rapporto tra una macchina calcolatrice e l’intelligenza, e uno studio in cui i fratelli Dreyfus – uno filosofo e l’altro ingegnere – cercano, nel 1983, di definire la differenza tra mente e cervello, ai fini della costruzione di una mente o di un cervello.
Esempi sufficienti per riconoscere che la questione Intelligenza Artificiale appartiene di diritto all’ambito della Filosofia. Allora, quali sono le domande che la Filosofia pone alla IA? Quelle di sempre. Renderai gli uomini più intelligenti o più artificiali? E, soprattutto, li farai felici?

Reale e irreale.
Interrogata da Tabarroni, la IA Perplexitiy fornisce inevitabilmente una risposta a due facce. La IA può aumentare il patrimonio di informazioni a disposizione dell’uomo, e quindi permettergli di prendere decisioni migliori. Quindi lo rende più felice. Presenta tuttavia anche rischi di artificialità, perché può ridurre la capacità di analisi indipendente. Generando quindi una sensazione di inadeguatezza, di infelicità. Questo, d’altra parte, è un effetto tipico di ogni innovazione tecnologica.
A questo punto appare quasi inevitabile tornare alle origini, a chi tra i primi si è preoccupato di definire la differenza tra ciò che è artificiale ciò che non lo è.

Si è citato Platone? Ora è il turno di Aristotele! Lo Stagirita è tra i primi a preoccuparsi di trovare una differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è.
All’inizio del secondo Libro della Fisica troviamo una affermazione che, a distanza di secoli, ha ancora il potere di dividere: ciò che è naturale ha in sé il principio del proprio cambiamento. Lo strumento artificiale, invece, cambia in base allo scopo che gli è stato assegnato. Non solo, l’azione di un ente naturale ha come obiettivo se stesso. Lo scopo di un ente artificiale, invece, è raggiungere il compito che gli è stato assegnato.
Questa è la situazione, per ora.
NOTA: Per problemi di spazio non è possibile riportare tutti gli interventi della Giornata. La registrazione dell’intera Giornata di studio organizzata dal Ministero dell’Istruzione e del merito è accessibile cliccando qui

Glossario per capire meglio
Chi furono
- Pitagora – Visse nel VI secolo avanti Cristo, nacque a Samo, viaggiò nell’area mediterranea e si stabilì in Sicilia. Dottrina: i numeri regolano l’universo e tutto ciò che in esso è contenuto.
- Platone – Visse nel IV secolo avanti Cristo, nacque ad Atene, fu allievo di Socrate, viaggiò in Sicilia, fondò l’Accademia di Atene. Dottrina: le Idee esistono, eterne e immutabili, esse sono la realtà. L’uomo le ha conosciute ma dimenticate.
- Aristotele – Visse nel IV avanti Cristo, nacque a Stagira, fu precettore di Alessandro Magno. Dante lo definisce Il Maestro di color che sanno. Dottrina: ogni oggetto è tale per azione di quattro cause: la materia di cui è fatto, la sua forma, chi l’ha prodotto, per quale scopo è stato prodotto.
Chi sono stati
- Alan Turing – 1912/1954, matematico logico e filosofo. Dottrina: ha definito i concetti di algoritmo e di calcolo e costruito la macchina di calcolo che ha preso il suo nome. Considerato il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale.
- Hubert e Stuart E. Dreyfus – Hubert, 1929/2017, professore di filosofia a Berkeley, nel suo pensiero l’esperienza umana non può essere riprodotta artificialmente; Stuart E., 1964, professore emerito di ingegneria industriale. Coautori di Mind Over Machine: The Power of Human Intuition and Expertise in the Era of the Computer (1983).
Chi sono
- Andrea Tabarroni Si è occupato di storia del pensiero politico francescano, di storia della logica e della metafisica nel Medioevo, dello Studio bolognese di medicina e arti (XIII-XIV sec.), del pensiero politico di Dante Alighieri e di storia’ dell’Averroismo.
- Vincenzo Vespri Si è occupato di Fisica Matematica e Analisi funzionale. Negli ultimi anni i suoi interessi di ricerca si sono rivolti anche ai modelli matematici, alla Matematica Industriale, all’architettura dei mondi ultraterreni della Divina Commedia.
La Giornata mondiale della Filosofia 2025
Istituita dall’UNESCO nel 2002, per evidenziare il ruolo della filosofia nella formazione e nello sviluppo dello spirito critico. Il tema individuato dall’UNESCO per quest’anno è stato Social Transformation and intercultural Dialogue.











