Il viaggio del divano letto di Pierre Jourde parte da un’idea tanto semplice quanto geniale: trasportare un vecchio divano letto di famiglia, dalla banlieue parigina all’Alvernia. Ma non è solo un trasloco: è un pretesto narrativo per scatenare una valanga di ricordi, aneddoti e confessioni familiari. Il viaggio del divano letto è molto più di una storia di trasloco. È un ritratto ironico e profondo della famiglia, un viaggio nella memoria e un esempio brillante di letteratura francese contemporanea
Il viaggio del divano letto, una famiglia e un divano brutto da morire
I protagonisti, due fratelli e la moglie di uno dei due, stipati in un furgone, si raccontano storie vere, tragicomiche, a volte assurde, che spaziano da viaggi in Himalaya a liti condominiali finite al commissariato. Tramite la storia del divano e di altri oggetti è tutta la storia della famiglia a essere raccontata, così come la relazione stretta e conflittuale tra i due fratelli. Ruotando attorno alla figura della madre, prende corpo una narrazione ora esilarante ora feroce nella descrizione di certe nevrosi familiari, colma di ruvida tenerezza, di comica collera, d’irridente erudizione.
Una comica collera
La figura della madre, assente e distante, è il fulcro attorno a cui ruotano le dinamiche familiari. Il viaggio deldivano letto, oggetto ereditato, diventa metafora di un legame mai veramente costruito.Jourde riesce a descrivere le nevrosi familiari con una comicità feroce, ma mai superficiale. Il romanzo è colmo di “ruvida tenerezza” e “comica collera”, elementi che lo rendono unico nel panorama della narrativa contemporanea. Pierre Jourde è noto per la sua capacità di fondere generi e registri. In questo romanzo, il suo stile è giubilante, irriverente e profondamente letterario. La traduzione di Silvia Turato mantiene intatta la forza espressiva dell’originale francese.
Il suo stile è brillante, colto ma mai pedante, e riesce a trasformare ogni episodio in un piccolo spettacolo. I titoli dei capitoli come La tazza di tè della vergogna o La conchiglia castratrice, sono già di per sé irresistibili. Il ritmo è incalzante, il tono scanzonato. Eppure sotto la superficie si intravede una riflessione profonda sui legami familiari, sulla memoria e sull’identità. La figura della madre, assente e distante, è il fulcro attorno a cui ruotano le dinamiche familiari. Il viaggio del divano letto, oggetto ereditato, diventa metafora di un legame mai veramente costruito.
Curiosità dal retrobottega del libro
Il divano protagonista del libro è realmente esistito: era appartenuto alla nonna dell’autore e, a detta di tutti, era davvero brutto. Il romanzo è stato presentato al Salone del Libro di Torino 2024, dove Jourde ha raccontato come questo viaggio sia diventato un’occasione per “verificare gli affetti” e ridere delle assurdità . Nonostante il tono leggero, il libro è un memoir a tutti gli effetti: ogni episodio è tratto da esperienze reali, raccontate con una sincerità disarmante.
Una piccola perla
E’raro trovare un libro che faccia ridere a voce alta e, allo stesso tempo, lasci un retrogusto malinconico e autentico. Il viaggio del divano letto è una piccola perla che mescola il road trip, la saga familiare e il racconto umoristico in un mix irresistibile. E poi, chi non ha mai avuto un mobile ingombrante e un parente testardo da gestire?
Chi è Pierre Jourde?
Pierre Jourde è uno degli autori più originali della scena letteraria francese. Nato nel 1955, è scrittore, saggista e professore universitario. In Francia è noto anche per le sue polemiche letterarie e per il suo spirito anticonformista. Pubblica con Gallimard e ha vinto numerosi premi, ma in Italia è ancora poco conosciuto, nonostante Prehistorica Editore stia portando avanti un lavoro prezioso di traduzione e diffusione delle sue opere.










