Jinbōchō, a Tokyo i libri sono un quartiere

persone e libri in strada

Se i libri avessero un indirizzo, a Tokyo risponderebbero senza esitazione: Jinbōchō (神保町). E lo farebbero con la calma di chi sa di abitare un luogo unico al mondo. Nel distretto di Chiyoda, a due passi dal Palazzo Imperiale, c’è un quartiere in cui i volumi sono residenti di lungo corso.

Scaffali che escono in strada, vetrine stipate di edizioni introvabili: Jinbōchō è considerata una delle più grandi concentrazioni di librerie dell’usato al mondo.  Milioni di libri e opere d’arte sono custoditi ad oggi in circa 200 librerie con centinaia  e centinaia di volumi impilati dal pavimento fin su al soffitto.

Ci sono persino librerie temporanee: allestite per riempire aree vuote e che rimangono aperte solo per alcuni giorni. I libri non riempiono soltanto i locali interni: ma anche tavoli, tavolini e scaffali esterni.

 

interno di libreria a Jinbōchō
foto da Flickr

Jinbōchō, un quartiere nato dai libri e dalle università

Il destino letterario di Jinbōchō non è casuale. La zona prende il nome dal samurai Nagaharu Jinbō, ma il suo vero battesimo culturale avviene tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando nelle vicinanze sorgono importanti università come Meiji, Nihon e Senshū. Studenti e professori creano una domanda vorace di testi accademici, manuali e libri stranieri, attirando librai e editori.

Il momento decisivo arriva però nel 1913, quando un grande incendio devasta l’area. Dalle ceneri nasce una libreria destinata a fare storia: Iwanami Shoten, fondata dal professor Shigeo Iwanami, che diventerà una delle case editrici più influenti del Giappone. Da lì in poi, Jinbōchō non smetterà più di essere sinonimo di libri.

 

libri impilati con scritte in giapponese
foto licenza CC

Il paradiso delle specializzazioni improbabili

Passeggiare per Jinbōchō significa abbandonare l’idea di “libreria generalista”. Qui ogni negozio è un mondo: c’è chi vende solo mappe antiche, chi è specializzato in filosofia tedesca, chi tratta esclusivamente fotografia d’autore, teatro nō, manga d’epoca o edizioni francesi del primo Novecento.

Alcune librerie, come Isseido, sono attive da oltre un secolo e custodiscono manoscritti e libri rari sopravvissuti a terremoti e bombardamenti.  Ma Jinbocho non è solo rarità, contemporaneamente si iniziano a produrre anche i primi libri tascabili a basso costo (i cosiddetti “libri da 1 yen“), che aumentano la disponibilità di volumi per il pubblico giapponese. Non stupisce infatti che sia stato definito una sorta di “quartiere latino giapponese”.

 

strade con libreria
foto da flickr

L’odore dei libri, nel vero senso della parola

Jinbōchō è entrata perfino nella lista ufficiale dei “100 paesaggi olfattivi del Giappone”, stilata dal Ministero dell’Ambiente. Il profumo della carta usata, delle pagine antiche e della polvere gentile dei volumi è considerato un patrimonio sensoriale da proteggere.

Curry, caffè e lettori silenziosi

Un quartiere di libri non vive di sola carta. Jinbōchō è celebre anche per i suoi curry restaurant storici, frequentati da studenti e lettori fin dagli anni del dopoguerra. Piatti economici, sostanziosi, perfetti per affrontare ore di caccia bibliografica. Non mancano caffè minuscoli e retrò dove si legge in silenzio, spesso accompagnati da musica classica o jazz.

 

esterno di un caffè
Currycaffe foto da web pubblico dominio

Festival dei libri di Jinbōchō

Un evento da non perdere è sicuramente il Kanda Kohon Matsuri 神田古本まつり (“Festival dei libri di seconda mano di Kanda”). Si tratta di una vera e propria festa che si tiene ogni anno a fine ottobre. Vi partecipano tutte le librerie di Jinbōchō, con oltre 1 milione di libri in esposizione. Per l’occasione vengono messi in vendita anche  pezzi molto rari.

La parte più caratteristica del festival è il “tunnel dei libri” situato lungo il marciapiede di Yasukuni Dōri, la via principale. Un vero e proprio tunnel composto da circa 500 metri di scaffali stracolmi di volumi.

 

festival dei libri jinbocho
foto da Flickr

Le librerie più famose di Jinbōchō

  • Sanseido Bookstore, un’ istituzione. Ha aperto nel 1881 come negozio di libri usati per poi specializzarsi con il tempo in un vero e proprio “grande magazzino” dove si può trovare un’enorme varietà di volumi.
  • Libreria Tamura (Tamura Shoten), fondata nel 1904 dal Signor Tamura, gestisce volumi di seconda mano. Il piano terra è riservato ai libri giapponesi, mentre il primo piano a quelli stranieri (in particolare tedeschi e francesi).

 

il quartiered ei libri Jinbocho tokyo
foto flickr

Un quartiere resiliente, anche nell’era digitale

L’avvento dell’e-commerce e la pandemia hanno messo a dura prova le librerie di Jimbōchō: nel 2020 molte sono costrette a chiudere temporaneamente. Eppure il quartiere resiste, adattandosi, puntando sulla competenza dei librai, sulle edizioni introvabili e su un’esperienza fisica che nessun algoritmo può replicare.

Non a caso, Time Out ha inserito Jimbōchō tra i quartieri più interessanti del mondo negli ultimi anni, riportando l’attenzione internazionale su questo santuario della lettura.

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