Quando si pensa alla primavera, al Giappone e ai fiori, d’istinto viene in mente il tipico fiore rosa dei ciliegi, i Sakura. Non tutti sanno però che non è solo la fioritura dei ciliegi ad essere un evento importante e rinomato. Anche i prugni, con la loro fioritura degli Ume (i fiori del susino), hanno un ruolo di rilievo nella tradizione giapponese. Tra fine gennaio e inizio marzo i parchi si colorano di bianco, rosa e rosso, donando un’atmosfera ancora invernale fatta di aria fredda e cieli limpidi.

ume in fiore
Foto by pixabay

Le origini degli Ume

Ad oggi l’hanami (fioritura) degli Ume è un evento di nicchia rispetto all’hanami dei ciliegi, anche se, in passato, era esattamente l’opposto. La tradizione degli Ume matsuri ha radici antiche ed è strettamente collegata con la Cina, poesie di corte e l’idea di spiritualità. Infatti, i pruni non nascono in terra giapponese, ma sono stati importati proprio dalla vicina Cina tra il III e il VIII secolo circa. Già nell’antica cultura cinese gli Ume sono considerati un simbolo di purezza, perseveranza e rinascita. A quel tempo il Giappone ha molto a cuore la filosofia cinese e per questo la tendenza è quella di prendere spunto da essa ed imitarla.

prugne
Foto by pixabay

Il massimo prestigio storico e culturale degli Ume gira attorno al mondo dell’aristocrazia giapponese. Nella capitale di allora, Kyoto, le famiglie più abbienti della corte imperiale organizzano banchetti sotto gli alberi in fiore per prendere ispirazione e scrivere poesie all’aria aperta. Il più antico grande testo poetico giapponese, il Man’yōshū, contiene numerose poesie dedicate proprio agli ume, a dimostrazione della loro importanza culturale originaria, superiore persino ai sakura. In quel periodo, si dava per scontato che osservare l’hanami, significava spesso osservare i pruni, non i ciliegi.

Il legame religioso e i Sakura giapponesi

Gli Ume oltre che avere radici storiche molto antiche, hanno sicuramente anche un legame con la religione. La leggenda narra di uno studioso e politico degli anni 845–903, Sugawara no Michizane. Sugawara, accusato di tradimento, viene esiliato nel santuario di Dazaifu Tenmangū. Secondo la tradizione, prima di partire per l’esilio, scrive una poesia al suo albero di pruno preferito, proprio nel giardino della sua residenza: 

Se il vento d’oriente soffia,
manda il tuo profumo.
Anche se il tuo padrone non c’è più,
non dimenticare la primavera.

Una volta arrivato al santuario, scopre con piacere ed estrema sorpresa che l’albero di pruno di famiglia l’ha seguito fino a lì per non lasciarlo solo. Questo è il motivo per cui Sugawara è stato poi divinizzato come kami della cultura e dello studio. Da allora i santuari sono spesso circondati da alberi di pruni. Spesso gli studenti fanno tappa lì proprio per pregare prima di un esame importante.

tempio e fiori rossi
Foto by pixabay

Ume in epoca moderna

Ad oggi Ume Matsuri, (letteralmente “festival dei fiori di prugno”), è tra gli eventi stagionali più affascinanti del Giappone. Questi fiori addolciscono il paesaggio invernale con la loro presenza dagli inizi di febbraio, e si possono ammirare in diversi parchi, oltre che vicino ai principali santuari. Luoghi iconici come il santuario Kitano Tenmangū a Kyoto o il parco Kairakuen nella città di Mito attirano ogni anno migliaia di visitatori. Kairakuen è considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone e ospita oltre 3.000 alberi di pruno di circa 100 varietà diverse.

Sakura in Giappone
Foto by pixabay

Purtroppo rimane comunque un festival di nicchia e meno conosciuto rispetto ai Sakura in fiore, nonostante gli Ume donino uno spettacolo più duraturo e abbiano un profumo più avvolgente e presente rispetto ai fiori di ciliegio. Inoltre le due fioriture hanno peculiarità diverse e una simbologia differente. I fiori di ciliegio raggiungono il culmine della bellezza per pochi giorni. La fioritura infatti dura massimo due settimane per poi cadere tutti insieme creando una bellissima pioggia rosa. Questo ciclo è collegato al concetto buddhista di impermanenza: tutto è destinato a mutare nel tempo.

Per quanto riguarda gli Ume invece, fioriscono quando le temperature sono ancora molto basse e spesso i rami sono ancora coperti da uno strato di neve, creando un connubio di colori unico. Proprio per questo il fiore del prugno è simbolo di resilienza, perseveranza e rinnovamento.

Fiorire mentre l’inverno non è ancora terminato è sicuramente una metafora potente, che spiega perché questi alberi siano amati da secoli.

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