La biblioteca del futuro esiste davvero e si trova a Oslo.
Osserviamo una fotografia di una scena in movimento. Lo scatto congela tutto in un istante preciso, ma la vita continua senza rallentare.

Foto a.m.
Ora immaginiamo che il fermo macchina avvenga in forma scritta, bloccato in un manoscritto da leggersi nel futuro.
È il 2014 e l’artista scozzese Katie Paterson dà inizio a un’opera destinata a svolgersi in un tempo di cento anni. L’idea di base è un patto intergenerazionale attraverso la natura e la letteratura. Il progetto ambizioso e concettualmente affascinante si concluderà tra cento anni.

foto Oliver Mark – via Wikimedia Commons
La biblioteca del futuro a Oslo: un’opera in divenire
Due sono gli aspetti di quest’opera.
Da un lato c’è la foresta. Katie Paterson ha piantato 1.000 piccoli abeti rossi nella foresta di Nordmarka, appena fuori Oslo. Questi alberi crescono, anno dopo anno, nello stesso luogo in cui sono stati tagliati quelli utilizzati per creare la Stanza Silenziosa.
Dall’altro, ogni anno nei cento anni dal 2014 al 2114, un autore contemporaneo di fama internazionale viene invitato a donare un manoscritto inedito. Si tratta di un romanzo, una poesia, un saggio o un racconto. Del suo lavoro è autorizzato a rivelarne solo il titolo. Nessuno, nemmeno gli editori, sa cosa contengano.
La Stanza Silenziosa
Il manoscritto viene conservato in una Stanza Silenziosa. Questo luogo è strutturato come l’interno di un grande albero e si trova all’ultimo piano della biblioteca pubblica Deichman Bjørvika di Oslo.

Future library Deichman Bjørvika Oslo
Via Wikimedia Commons
Le pareti ondulate ospitano 100 piccole nicchie di vetro. Quelle illuminate contengono fisicamente i manoscritti consegnati, chiusi a chiave. All’esterno della teca si leggono l’anno, il nome dell’autore e il titolo dell’opera. Le altre nicchie sono vuote e buie, in attesa del loro anno solare.
L’aspetto più affascinante è proprio il paradosso del luogo: si entra in una biblioteca, il tempio della lettura, e poi ci si ritrova in una stanza dove l’unico atto richiesto è quello di non leggere. Ci si siede, si osserva e si attende.
2114: la carta per la stampa è pronta
Adesso immaginiamo di possedere la macchina del tempo e di viaggiare nel futuro. È il 2114.
I mille alberi sono pronti e vengono tagliati per produrre la carta su cui stampare un’antologia contenente le cento opere segrete.
Gli unici custodi di questo segreto sono gli autori stessi, tutti di altissimo calibro.
La biblioteca del futuro come custode e testimone
Margaret Atwood è stata la prima a sigillare il suo manoscritto intitolato Scribbler Moon. Per lei, l’esperienza si è concentrata sul rapporto tra il tempo, la mortalità e la fiducia. La scrittrice ha paragonato la stesura del libro all’antico gesto di affidare un messaggio a una bottiglia gettata nell’oceano, con la speranza che qualcuno, un giorno su una spiaggia lontana, lo raccolga e lo legga
L’ultimo autore in ordine di tempo a unirsi a questo straordinario mosaico è il grande scrittore, giornalista e antropologo indiano Amitav Ghosh, scelto per l’anno 2025. Ha raccontato la sua esperienza attraverso una potente lente ambientale e planetaria. Il suo focus è la connessione biologica del progetto. La letteratura è sempre legata intimamente agli alberi attraverso la produzione della carta. La Biblioteca del Futuro rende questo ciclo esplicito e quasi sacro. Sapere che le sue parole debbano letteralmente aspettare la lenta e silenziosa crescita di una foresta prima di potersi materializzare rende la sua partecipazione un’opportunità di comunicare direttamente con le generazioni future che si ritroveranno ad abitare un mondo inevitabilmente trasformato.

Via Wikimedia Commons
Ogni scritto restituisce un’istantanea congelata. Ogni pagina racconta che la vita ha continuato il suo corso e sta a chi legge carpirne il senso, le emozioni e renderle attuali.
I manoscritti di cento scrittori restano bloccati in un unico punto sospeso, anche se intorno tutto continua senza rallentare e ricordano ai lettori del futuro che il tempo ondeggia e diventa testimone grazie alla memoria.











