Oggi mettiamo sotto la lente il romanzo Il negozio fantasma (titolo originale *The Moving Toyshop) di Edmund Crispin, uscito da poco in una nuova edizione curata da Blackie Edizioni con prefazione a cura di Marco Malvaldi. Un libro che spiazza come un caleidoscopio. Crispin, infatti, mescola giallo classico, atmosfere accademiche, citazioni colte e tocchi farseschi, rendendo la lettura scorrevole e divertente.
Un’occasione per riscoprire un autore spesso citato dagli aficionados del giallo inglese. Ma, nonostante sia considerato uno dei migliori giallisti inglesi della sua epoca – capace di dare alla forma del detective story una scossa brillante e originale – e Il negozio fantasma sia presente nella lista dei 100 migliori gialli letterari, continua ad essere poco conosciuto dal grande pubblico.

Il negozio fantasma
In una notte insonne, il poeta in crisi d’ispirazione Richard Cadogan arriva a Oxford, si aggira per le vie universitarie e… sorpresa! Trova un negozio di giocattoli aperto, e al piano superiore un cadavere. Al risveglio è rinchiuso in un ripostiglio ma, quando arriva la polizia, il negozio sembra sparito, rimpiazzato da una drogheria. Confuso, chiede aiuto all’amico eccentrico, il professor detective Gervase Fen, per risolvere il mistero di questo “negozio fantasma”.
Insomma un romanzo che gioca con la trama e con la forma con a capo un detective poco ortodosso.
Oxford la più probabile scena di eventi improbabili
Già nelle prime pagine si raccoglie bene il tono ironico-intelligente di Crispin:
«Solo i più ciecamente creduloni immagineranno che i personaggi e gli eventi di questa storia siano altro che fittizi. È vero che l’antica e nobile città di Oxford è, tra tutte le città d’Inghilterra, la più probabile progenitrice di eventi e persone improbabili. Ma ci sono dei limiti.»
Questa battuta iniziale fa molto. Introduce Oxford non come sfondo “normale”, ma come un luogo in cui accadono cose improbabili per poi ammettere con ironia che persino lì “ci sono limiti”. Già dal prologo, quindi, Crispin ci introduce in una Oxford notturna, metaforica e reale allo stesso tempo. I negozi che scompaiono e il poeta improvvisato detective, fanno sì che alcuni recensori descrivano quest’opera come un giallo “impossibile” .
L’atteggiamento giocoso di Crispin verso il giallo e verso sè stesso è evidente. Insomma, il contesto accademico-british unito all’eccentrico detective Fen, è il mix perfetto per chi ama in un giallo “trovare il colpevole” e anche divertirsi e ridere mentre lo fa.

Il negozio fantasma, curiosità da giallisti
Il romanzo è il terzo della serie con Gervase Fen. Crispin, oltre all’ironia, ama inserire riferimenti accademici e letterari. Ad esempio nel capitolo 10 introduce un saggio ironico completamente inventato: “The Influence of Sir Gawain on Arnold’s Empedocles on Etna” che è un omaggio-beffa al poeta Philip Larkin.
In più il titolo originale de Il negozio fantama, The Moving Toyshop, deriva da una citazione di Alexander Pope “With varying vanities, from every part, / They shift the moving toyshop of their heart”. (Con vanità diverse, da ogni parte, / Spostano il negozio di giocattoli in movimento del loro cuore).
Edmund Crispin (alias Robert Bruce Montgomery)
L’autore de Il negozio fantasma nasce il 2 ottobre 1921 a Chesham Bois, Buckinghamshire. Si laurea in Lingue Moderne presso il St John’s College, Oxford nel 1943, dove è anche organ scholar e direttore del coro.
Versatile e caleidoscopico come i suoi libri, ha una duplice carriera. Come “Edmund Crispin” scrive una serie di romanzi gialli con protagonista Gervase Fen. Come “Bruce Montgomery” è compositore di musica da chiesa, concerti e colonne sonore di film britannici. Dopo gli anni ’50 la produzione di romanzi si affievolisce anche a causa di problemi personali tra cui l’alcool. Muore il 15 settembre 1978 a West Hampstead, Londra.










