The Following. Quando Ryan Hardy riceve la telefonata in cui gli comunicano che il suo peggior nemico è evaso dal carcere di massima sicurezza, per l’ex agente FBI è l’inizio di un incubo. The Following inizia senza tanti preamboli e mette davanti agli occhi dello spettatore gli ingredienti della serie: colpi di scena e adrenalina che non vi faranno dormire.
The Following, una trama avvincente e un cast d’eccezione
La serie statunitense consta di tre stagioni uscite tra il 2012 e il 2015 e presenta una trama avvincente e un cast d’eccezione. Ryan Hardy, ex poliziotto federale, è interpretato da Kevin Bacon (per Hollywood ha recitato in numerosi film – Footloose, Mystic River, Sleepers, Il fiume della paura, Apollo 13 per citarne solo alcuni più famosi. Recentemente sugli schermi con la serie Citiy on a hill e The Bondsman – due stagioni). Il suo antagonista è Joe Carroll, ex professore universitario di letteratura, interpretato dal britannico James Purefoy ( Il destino di un cavaliere, Solomon Kane, John Carter e film minori).
La grande capacità attoriale di entrambi vi porterà ad affezionarvi a Ryan Hardy in quanto paladino della giustizia, ma rimarrete sorpresi nel riconoscere in Joe Carroll un “perfetto cattivo”. Venendo alla trama, si potrebbe credere che si tratti di una semplice rincorsa tra guardia e ladro, tra un detective e un assassino, ma in realtà The Following è molto di più. L’evaso, infatti, non soltanto è un serial killer spietato, ma il capo di una setta formata da seguaci disposti a obbedirgli incondizionatamente. Facile intuire che Joe Carroll, utilizzi il suo charme, e ne ha davvero tanto, per commissionare omicidi efferati verso cittadini americani innocenti e inconsapevoli.
Il riferimento ad Edgar Allan Poe
La setta di Carroll si ispira al poeta Edgar Allan Poe e ai suoi romanzi. Infatti sulle scene del crimine vengono lasciati riferimenti allo scrittore alle sue opere tinte di nero. Nonostante siano passati otto anni da quando l’agente Ryan ha arrestato Joe Carroll, ora che è scappato dalla galera, si vede costretto a tornare in forza all’ FBI perché ritenuto, a ben vedere, l’unico capace di contrastarlo e dargli la caccia. Tra i due antagonisti si creerà un rapporto di assoluta dipendenza e il serial killer proverà ogni strategia per far cadere Ryan nella ragnatela del suo magnetismo.

I personaggi divisi tra il bene e il male
Il titolo della serie, The Following, esplicita il fatto che oltre ai due personaggi principali, troveremo una lunga lista di Followers, i seguaci di Joe Carroll. Intercettati dal loro mentore mentre era ancora dietro le sbarre, entrano in azione in seguito alla sua evasione.
Si tratta di personaggi divisi tra il bene e il male, uomini e donne che vengono manipolati, vedendo nella setta di Carroll una nuova ragione di vita. Alcuni follower spiccano su altri e saranno una valida arma per Joe per ciò che compiranno nel dipanarsi della trama e nelle diverse stagioni.
Man mano che la serie si evolve, anche il carisma di Carroll ha un’evoluzione. Ryan Hardy, invece, tormentato dal suo passato che graffia ancora il suo presente e dalla dipendenza dall’alcool che cerca a più riprese di abbandonare, sembra sempre stargli un passo indietro. Arriva costantemente in ritardo sulla scena del crimine, comprende in ritardo i meccanismi crudeli che la setta attua per raggiungere il suo scopo.
Tutto questo, nonostante, egli sia circondato dal suo fedele compagno d’indagini Mike Weston e dall’agente Debra Parker, da sua nipote, anche lei consulente FBI, Max Hardy (nella seconda e terza stagione) e da Claire Matthews, la donna che ama, ex moglie di Joe Carroll, con la quale ha avuto un figlio. Proprio quest’ultima, ha infatti avuto una relazione con Ryan, mentre Joe era in carcere. Cosa può succedere se tra due uomini già divisi dal principio del bene e del male, ci si mette anche una donna?

Tensione e cliffhanger
La serie thriller tiene incollati allo schermo grazie a due ingredienti ricorrenti che avvolgono lo spettatore senza dargli scampo: la tensione e i cliffhanger. Il primo elemento si manifesta costantemente nei dialoghi tra Ryan e Joe, nell’ottima colonna sonora dai ritmi ansiogeni e nella crudezza degli omicidi. Il secondo si espicita proprio come l’emozione che prova un arrampicatore appeso a una parete. Aggrappato alla roccia e risucchiato dal vuoto si chiede se vincerà lui oppure la tentazione di lasciarsi cadere.
Ogni episodio di The Following, inoltre, lascia lo spettatore con il fiato sospeso in un vortice di tensione che lo spingerà a voler vedere l’episodio successivo.












