Viaggio del Ricordo: nei luoghi delle foibe per non dimenticare

scoperta delle Foibe foto archivio ANSA

Il Viaggio del Ricordo, vissuto dagli alunni di Campobello di Mazara (TP), presso la Scuola Media “Luigi Pirandello”, si è concluso con la visita ai luoghi che custodiscono una delle pagine più dolorose del Novecento italiano: quella delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Un’esperienza intensa e formativa, capace di trasformare lo studio in consapevolezza e la memoria in responsabilità civile.

Tra le rocce del Carso e il silenzio solenne di quei luoghi, gli studenti hanno percepito il peso di una tragedia che ancora oggi interroga le coscienze. Le foibe, nel loro buio simbolico e reale, hanno restituito ai ragazzi il senso di una sofferenza collettiva fatta di paura, violenza, sradicamento e perdita. Non è stata una semplice visita d’istruzione, ma un autentico incontro con la storia.

Viaggio del ricordo, il silenzio dei luoghi e la forza dell’emozione

Immersi in quegli scenari, gli alunni hanno oltrepassato idealmente i confini dello spazio e del tempo, lasciandosi attraversare dalle suggestioni della memoria. Il silenzio dei luoghi, più di ogni spiegazione, ha dato voce alle assenze. Gli occhi lucidi, l’emozione trattenuta e la partecipazione sincera hanno raccontato il segno profondo lasciato da questa esperienza, capace di toccare non solo la mente, ma anche l’anima.

Di forte impatto anche la visione del film “La bambina con la valigia”, che ha reso ancora più concreto il dramma degli esuli. Attraverso il linguaggio del cinema, gli studenti hanno potuto immedesimarsi in una vicenda lontana nel tempo ma vicinissima sul piano umano. La storia, così, ha smesso di apparire astratta per diventare esperienza viva, dolore riconoscibile, memoria condivisa.

Il lavoro tra i banchi della Scuola “Luigi Pirandello”

Il percorso, però, non è cominciato con il viaggio. Come già emerso nelle attività scolastiche precedenti, il progetto ha preso forma tra i banchi della Scuola Media “Luigi Pirandello” attraverso ricerche, laboratori, conferenze e incontri con esperti. Gli studenti hanno analizzato documenti storici e storiografici, approfondendo gli eventi con metodo, rigore e spirito critico. Questo lavoro preparatorio ha reso possibile una comprensione più matura dei fatti, conferendo solidità culturale e valore formativo all’intera esperienza.

Le tappe del Viaggio del Ricordo

Il 29 gennaio, le scolaresche hanno raggiunto il Friuli-Venezia Giulia e, nello stesso giorno, sono state accompagnate nei luoghi delle prime foibe. Durante i quattro giorni previsti per la visita d’istruzione, hanno attraversato alcuni dei luoghi simbolo del confine orientale: da Trieste alla Foiba di Basovizza, fino a Mestre e Gorizia, per oltrepassare poi il confine verso Capodistria. Un itinerario denso di significato, che ha permesso di osservare da vicino scenari storici spesso conosciuti soltanto attraverso i libri.

La scuola come laboratorio creativo della memoria

Al termine del viaggio, la scuola si è trasformata in un vero laboratorio creativo della memoria. È stata allestita una mostra documentaria di grande impatto, realizzata in un’aula adiacente alla biblioteca e poi estesa lungo i corridoi dell’edificio. Le pareti sono state arricchite con pannelli, disegni evocativi e testi creativi prodotti dagli alunni delle classi terze, guidati dai docenti di arte e lettere. Da questa collaborazione è nato un percorso espressivo autentico, in cui il dolore del passato ha trovato forma nel linguaggio grafico e nella scrittura.

Durante il progetto, gli studenti hanno assunto anche il ruolo di divulgatori della memoria, realizzando articoli e video-podcast di taglio storico-documentaristico. I loro lavori non si sono limitati a una ricostruzione cronologica dei fatti, ma hanno accolto anche riflessioni personali profonde e partecipate. In questo modo, la sofferenza del passato è stata rielaborata e trasformata in un messaggio di speranza, consapevolezza e impegno.

Dare voce a chi è stato dimenticato

Studiare una pagina così complessa e a lungo rimossa della storia ha insegnato ai ragazzi che il passato non è fatto soltanto di date, ma di persone, identità e dignità. Grazie a questo progetto, il silenzio è stato spezzato. E una nuova generazione, partita da Campobello di Mazara, ha scelto di dare voce a chi per troppo tempo non è stato ascoltato, custodendo con serietà e sensibilità il valore della memoria collettiva.

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