Da Solo più uno a Status quo
Lo avevamo salutato ad Alba, in un’estate di pioggia e di delitti, fra collaborazioni radiofoniche ed eccellenze gastronomiche. Ora ritroviamo il commissario Incantalupo in casa sua, a Torino rilassato sul divano con la sua consorte e collega Marianna, a leggere un racconto di Edgar Allan Poe. La tranquillità ha però breve durata. Un tonfo al di là del muro, i due tutori dell’ordine attraversano il pianerottolo e scoprono che il loro vicino di casa è stato assassinato.

Oro, diamanti e francobolli
L’indagine di Incantalupo sul delitto e sul furto di preziosi inizia con gli interrogatori di rito con l’aiuto del vicecommissario Santini, ma gli elementi che si accumulano sembrano rendere sempre più confuso il quadro generale. A tutto questo si aggunge la presenza dei servizi segreti con i quali Lupo ha già avuto a che fare.
Una pallina da tennis e i palazzi del potere
Gli ambienti esclusivi che frequentava la vittima vengono passati al setaccio. Una vecchia pallina da tennis fa la sua comparsa. Nel frattempo personaggi di spicco si incontrano e tramano nell’oscurità di ambienti desolati, tra la sporcizia e l’incuria. Incantalupo intraprende un viaggio a Roma per recuperare importanti documenti e incontrare un senatore che sembra sapere molto di più di ciò che dice.

Talpe, tradimenti e occhiali Ray-Ban
Ma i casi da risolvere non sono solo quelli importanti. Nel piccolo commissariato di periferia la squadra di Incantalupo è alle prese anche con un giardino assediato dalle talpe, un cane che abbaia troppo e un’attrice chiacchierona. L’indagine principale porta alla luce intrecci clandestini, affari sporchi e il lato più torbido della politica.

Umorismo e pause caffè a sorpresa
Chi conosce il commissario Incantalupo e i componenti della sua squadra dice che a ogni nuovo titolo è come ritrovare dei vecchi amici con i quali è piacevole trascorrere il tempo della lettura. L’atmosfera del piccolo commissariato di periferia è improntata a cogliere il lato positivo degli inevitabili disagi. Uno di questi è la presenza nel corridoio corto e storto di un distributore automatico di caffè che propina bevande dal gusto inquietante.

Due domande all’autore di Status quo
Mentre il commissario è impegnato a mettere nel giusto ordine i molti elementi di questo caso con la speranza di risolverlo, poniamo un paio di domande a Paolo Domenico Montaldo.
Siamo all’indagine numero 16. Il commissariato, a rischio di chiusura, viene salvato da un grande lavoro di squadra. Cosa c’è nel futuro del commissario Incantalupo, di Marianna e di Santini?
Ci sono molte cose: lavoro, vita coniugale, assassini da trovare, furti da sventare, misteri, intrighi e molto altro. Anche figli, perché no, ma tra un po’ di tempo. La parte bella saranno sicuramente gli amici e i colleghi e tanta ironia, senza dimenticare i caffè della famigerata macchinetta.
Di solito, dopo la frase “e vissero tutti felici e contenti”, la storia finisce. Invece lei sceglie di raccontare una storia d’amore, quella tra Armando e Marianna che non va in crisi, non si spezza per la morte di uno dei due componenti, non è soggetta a scappatelle. Come si fa a costruire e a far vivere nel tempo due personaggi che si amano così tanto senza l’utilizzo di un dramma incombente?
Non servono i drammi, serve l’amore, quello vero, quello che non finisce mai. Esiste nella vita reale? Sì, esiste, ma solo se lo vogliamo noi. L’amore fra Armando Incantalupo e Marianna Morando è quello che tutti noi vorremmo, ma costa fatica, dedizione e tanta complicità.
Status quo – la sedicesima indagine del commissario Incantalupo
Pagine: 240 – euro 12,00
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