Copertine d’argento, vetro rotto, sabbia colorata, piume, fili da ricamo e perfino un cavalluccio marino essiccato. Una mostra appena aperta a New York racconta che per i surrealisti anche la forma del libro era una regola da infrangere. Prendiamo un libro di poesie. Poi immaginiamo che dentro le due copertine siano state inserite lastre di vetro frantumato. Non è uno scherzo, il libro esiste davvero. Un libro rilegato con vetro frantumato.

© 2026 Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome;
De Chirico e il libro rilegato con vetro frantumato
Si intitola Défense de savoir, pubblicato nel 1928 da Paul Éluard con un frontespizio tratto da un disegno di Giorgio de Chirico. Ma l’esemplare oggi conservato al Museum of Modern Art di New York (MoMa) ha una storia ulteriore.
Nel 1936 Georges Hugnet e Louis Christy realizzano per Hugnet una rilegatura speciale: pelle, decorazioni a secco, pittura e, sia sul piatto anteriore sia su quello posteriore, un foglio di vetro al piombo frantumato imprigionato fra altre due lastre di vetro. Anche le carte di guardia vengono trasformate, utilizzando carta metallizzata e decalcomania. L’esemplare è il numero 14 di un’edizione di cento copie.
È uno degli oggetti esposti in The Surrealist Book: Tomorrow Lives in Mirrors, la mostra aperta al pubblico il 4 ottobre al MoMA e visitabile fino al 23 gennaio 2027. Riunisce libri di André Breton, Claude Cahun, Salvador Dalí, Paul Éluard, Max Ernst, Toyen, Unica Zürn e altri protagonisti delle avanguardie, seguendo il rapporto fra Surrealismo e libro dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta e Sessanta.
Perfino il Manifeste du surréalisme di André Breton finisce per cambiare pelle.
La copia esposta al MoMA, pubblicata nel 1924 insieme a Poisson soluble, conserva annotazioni di Breton e viene arricchita con manoscritti e un poema-collage ripiegato all’interno.
Nel 1931 il grande rilegatore Paul Bonet realizzò per il collezionista René Gaffé una custodia su misura in alpacca, una lega dall’aspetto argenteo. Il testo che aveva contribuito a definire il Surrealismo diventa così un oggetto metallico, quasi un reliquiario dell’avanguardia.

© 2026 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris
Un libro con un cavalluccio marino dentro la copertina
Poi c’è Onan.Il volume di Georges Hugnet esce nel 1934 con un frontespizio di Salvador Dalí. Due anni dopo Hugnet e Louis Christy realizzano una rilegatura destinata alla copia personale dell’autore.
Sul davanti inseriscono sabbia colorata di verde fra due lastre di vetro. Sul retro fanno qualcosa di ancora più imprevedibile: tra altre due lastre sistemano un cavalluccio marino essiccato
Pelle, vetro, sabbia, rayon, collage e un organismo marino entrano così nella struttura fisica di un libro di poesie.

© 2026 Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Artists Rights Society
Claude Cahun: il libro come autoritratto impossibile
Aveux non avenus, pubblicato nel 1930, contiene dieci riproduzioni in rotocalco di fotomontaggi oltre a una fotografia. Volti, occhi, mani, oggetti e frammenti corporei vengono assemblati fino a perdere una lettura stabile.
La pagina assume la logica di un sogno: elementi riconoscibili, accostati in maniera abbastanza incongrua da produrre qualcosa che nella realtà non potrebbe esistere.
Duchamp e la “settima faccia” del dado
Nel 1936 Georges Hugnet lavora con Marcel Duchamp a La septième face du dé: Poèmes-découpages.
Già il titolo contiene un piccolo paradosso: un dado, naturalmente, ha sei facce. Il libro riunisce venti riproduzioni dei collage di Hugnet, testi tipografici, interventi ad acquerello e una rilegatura speciale progettata da Duchamp. Nelle copie di pregio compaiono fogli di plastica, fotografie colorate a mano, tessuto e una cucitura laterale in rafia. La copertina viene indicata dallo stesso MoMA come Couvertures cigarettes.

© 2026 Ray Johnson Estate / Artists Rights Society (ARS), New York
Piume, piante, carte da gioco e filo da ricamo
La mostra arriva fino al 1960 con uno degli oggetti più affascinanti dell’intero percorso.
Orakel und Spektakel, IV. Buch: Anagramme und Zeichnungen di Unica Zürn contiene disegni a inchiostro e matita, carte strappate e incollate, ma anche materiale vegetale essiccato, piume, buste, una carta da gioco e un rocchetto con filo da ricamo.
Le pagine misurano poco più di trenta centimetri. Ma dentro quello spazio finiscono scrittura, disegno, collage e piccoli reperti della realtà quotidiana, come se il libro fosse diventato una stanza nella quale raccogliere associazioni mentali e oggetti.
Poco prima, intorno al 1955, Ray Johnson aveva costruito The Thee for and Lai Book con carte colorate e metallizzate, fogli dalle forme irregolari, fori, lembi da sollevare e pagine ripiegabili. Un libro che obbliga chi lo apre a compiere gesti diversi dal consueto semplice voltare pagina.











