C’è un tempo in cui Torino non è più capitale politica, ma non per questo smette di sognare in grande. Anzi, proprio in quel momento, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la città e l’intero Piemonte iniziano a reinventarsi, gettando le basi di un futuro fatto di fabbriche, invenzioni e genialità imprenditoriale. Ed è questo lo scenario che Gianni Oliva ci fa rivivere nel suo libro I grandi industriali del Piemonte. I pionieri, Capricorno edizioni
Con uno stile chiaro e avvincente, Gianni Oliva firma un libro che è al tempo stesso saggio, album fotografico e romanzo corale. I grandi industriali del Piemonte è il ritratto d’epoca di una regione in fermento. Un territorio che, partendo dal cuore di Torino, lascia un segno indelebile nell’economia e nella cultura italiana diventando culla di marchi e nomi destinati a entrare nella leggenda.

Gianni Oliva, una carrellata di geni con il fiuto per il futuro
La forza del libro e la bravura di Gianni Oliva stanno nella galleria di personaggi straordinari, narrati con stile divertente e non cattedratico.
Troviamo Alessandro Cruto, lo “scienziato-artigiano” della lampadina. Giovanni Agnelli e Vincenzo Lancia, i padri di quell’epopea automobilistica che avrebbe portato Torino a farsi chiamare la “Detroit italiana”. Luigi Lavazza, che dal retrobottega ha creato il mito del caffè italiano nel mondo.
E poi ancora Napoleone Leumann con il suo villaggio operaio. La famiglia Borsalino che ha reso il cappello un’icona internazionale e i tessili biellesi che hanno portato il made in Italy nell’eleganza quotidiana. Fino ad arrivare a Camillo Olivetti, visionario capace di unire industria, design e cultura.

Torino capitale del cinema: dal mito dei Lumière a Cabiria
Tra le pagine più sorprendenti, spicca il capitolo dedicato alla nascita dell’industria cinematografica a Torino. Pochi lo sanno, ma proprio qui ,appena un anno dopo la storica proiezione dei fratelli Lumière a Parigi nel 1895, si tiene la prima proiezione pubblica italiana. Un evento che segna l’inizio di un’avventura entusiasmante raccontata da Gianni Oliva con lo stesso ritmo incalzante di un romanzo.
Il percorso ci porta fino al 1914, anno di Cabiria, il primo lungometraggio italiano distribuito in contemporanea a Torino e Milano. Un’opera grandiosa che spiega perché il Museo del Cinema non poteva che trovare la sua sede naturale sotto la cupola scenografica della Mole Antonelliana.

La riscoperta delle radici d’Italia
Oliva racconta questi imprenditori ricchi di sfide, intuizioni e coraggio. Non solo una lezione di storia economica, ma un inno al talento e alla creatività. Ogni capitolo è un tassello di un mosaico che mostra come il Piemonte, in pochi decenni, sia diventato laboratorio d’innovazione a livello europeo. Leggerlo significa scoprire le radici di un’Italia che, grazie a questi pionieri, ha iniziato a farsi conoscere nel mondo. A rendere tutto ancora più coinvolgente le immagini. Fotografie d’epoca, documenti e curiosità che trasformano la lettura in un viaggio nel tempo.
Insomma, un testo che appassionerà chi ama la storia, chi è curioso di capire da dove nascano i marchi che ancora oggi fanno parte della nostra vita quotidiana e chi cerca ispirazione nelle biografie di chi ha saputo osare.
Grandi Industriali del Piemonte. I Pionieri. I temi
Per chi vuole saperne ancora di più ecco una carrellata su tutti i temi toccati da Gianni Oliva all’interno del suo libro. Elettricità, motore a scoppio, acciaio. Un antesignano: Alessandro Cruto e la fabbrica di lampadine di Alpignano. I pionieri del motore: Giovanni Agnelli. Vincenzo lancia e la scelta della qualità. Il caffè di Luigi Lavazza. Carlo e Giuseppe Vigliardi Paravia. Napoleone Leumann e la città sociale. Dai Martiny alla Superga. La città di Cabiria. Il distretto tessile di Biella. «Borsalino», il cappello di Humphrey Bogart. Le macchine da scrivere di Camillo e Adriano Olivetti.
In programma il seguito. Dagli Anni Venti al Boom Economico
Gianni Oliva spiega che con il termine “pionieri” ha voluto concentrare l’attenzione sul periodo che va dalla fine dell’Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale. Restano quindi fuori figure come Adriano Olivetti, la famiglia Ferrero, Riccardo Gualino, Vittorio Valletta e Gianni Agnelli, veri e propri “giganti” di un’epoca successiva. L’autore anticipa anche che l’idea è di proseguire con un secondo volume, in uscita il prossimo anno, dedicato al periodo che va dagli anni Venti fino al boom economico. Quanto a un terzo libro, che dovrebbe affrontare i decenni del declino industriale e arrivare fino al presente, Oliva lascia intendere che spetterà agli storici del futuro occuparsi di una fase troppo malinconica per essere raccontata oggi.

Gianni Oliva
Nato a Torino il 26 ottobre 1952. Assessore all’Istruzione nella Provincia di Torino e Vicepresidente della stessa, fino a ricoprire il ruolo di Assessore regionale alla Cultura (2005–2010). Oliva ha iniziato a pubblicare saggi storici verso la fine degli anni ’70. Autore prolifico, ha scritto oltre quaranta volumi divulgativi su temi centrali della storia contemporanea italiana: Resistenza, esercito, Savoia e storia del Piemonte.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate nazionali come La Stampa, Panorama, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta del Popolo e Il Piccolo. I suoi libri hanno ricevuto premi importanti, tra cui il Premio Rhegium Julii per la saggistica e altri riconoscimenti legati alla diffusione culturale. Dal 2019 è presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Attualmente docente di “Storia delle istituzioni militari” alla “Scuola di Applicazione d’Arma” di Torino.











