Dai fratelli Oro e Argento alla tradizione cinese

Templi di Kyoto

All’interno della saga di Naruto Shippuden Kinkaku e Ginkaku compaiono durante la Quarta Guerra Ninja come due ninja leggendari del Villaggio della Nuvola. Sono anche noti come i fratelli Oro e Argento e hanno caratteristiche che sembrano non avere particolari peculiarità ma in realtà, come spesso accade negli anime, nulla è lasciato al caso.

Aspetto estetico e tratti caratteriali

Kinkaku ha una corporatura muscolosa e imponente, pelle chiara e capelli biondi. L’espressione del suo chakra è di colore rosso-dorata. Ginkaku invece, ha una corporatura simile a quella del fratello anche se leggermente più minuta, pelle chiara e capelli grigi. In generale appare con colori più freddi e tonalità argentee. I fratelli inoltre, utilizzano come abbigliamento tipico una giacca Kumogakure, nera ai bordi, con sopra un’uniforme viola a collo alto ed entrambi hanno due grandi corna sulla capo.

raffigurazione dei due fratelli
Foto by AI Chat GPT

I due hanno un potere sicuramente interessante che deriva da uno scontro diretto con Kurama avvenuto anni e anni prima. I due fratelli infatti, sono stati inghiottiti dalla volpe a nove code. Sono sopravvissuti all’interno del suo stomaco mangiandone la carne e acquisendo così parte del chakra. Oltre a questo però, Ginkaku e Kinkaku sono famosi per aver utilizzato i “Tesori del Saggio dei Sei Sentieri”, armi leggendarie capaci di sigillare e manipolare le parole degli avversari. Ed è proprio qui che Naruto smette di essere solo un battle shōnen e inizia a pescare da tradizioni molto più antiche.

Dai fratelli ai templi di Kyoto

I nomi Kinkaku e Ginkaku richiamano quasi certamente due dei luoghi più famosi del Giappone: Kinkaku-ji Ginkaku-ji, ovvero il Padiglione d’Oro e il Padiglione d’Argento. Per quanto riguarda il tempio di Kinkaku-ji nasce come villa dello shōgun Ashikaga Yoshimitsu, prima di diventare un tempio zen. Rappresenta l’estetica della ricchezza e della luminosità e gli ultimi due piani risaltano molto grazie al colore dorato delle pareti. C’è da sapere inoltre che nel buddhismo zen il padiglione rappresenta il contrasto tra bellezza materiale e impermanenza. 

Tempio di Kyoto sul lago
Foto by Pixabay

Ginkaku-ji nasce circa un secolo dopo come residenza dello shōgun Ashikaga Yoshimasa. A differenza del fratello “dorato”: non è stato ricoperto d’argento, presenta un’estetica molto più sobria, ed è legato ai concetti zen di semplicità e contemplazione. Se il Kinkaku-ji rappresenta lo splendore e la bellezza, il Ginkaku-ji invece rappresenta la raffinatezza nascosta. Questo dualismo oro/argento evidente nelle caratteristiche dei templi, riflette perfettamente anche la costruzione narrativa dei due fratelli in Naruto.

tempio di Kyoto
Foto licenza CC by Laitr Keiows

Mitologia cinese classica

Kishimoto, il creatore di Naruto, non si è basato solo sui due padiglioni di Kyoto, ma ha unito anche la tradizione cinese. I due fratelli prendono ampiamente spunto infatti dal classico “Journey to the West“. In questa storia i fratelli sono due Re Demoni sono conosciuti come il Grande Re Ginkaku e il Grande Re Kinkaku. Entrambi vivono nella Grotta del Loto, sul Monte Heichō, e posseggono diversi strumenti interessanti ed estremamente potenti. Alcuni di questi possono sigillare, imprigionare e persino assorbire i poteri altrui, e qui cominciano ad esserci delle evidenti similitudini con l’anime.

raffigurazione dei due fratelli nel classico cinese
Foto by AI Chat GPT

Le armi dei fratelli in Naruto infatti, funzionano proprio come reliquie soprannaturali basate su parole, nomi e sigilli, esattamente nello stile del folklore cinese e hanno le medesime peculiarità degli strumenti posseduti dai Re Demoni. Nel romanzo cinese molti poteri funzionano pronunciando il vero nome della vittima, in Naruto questo concetto viene semplicemente trasformato: la giara dei fratelli sigilla chi pronuncia la parola che usa più spesso. Questo è un tema molto presente sia nel taoismo sia nel buddhismo esoterico: conoscere il vero nome significa esercitare potere sull’essenza di qualcuno.

Forse è proprio questo che rende l’universo di Naruto ancora così affascinante: dietro molti personaggi si nascondono quasi sempre leggende antiche.

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