Piccoli inganni crudeli, il thriller di Bak Sulmi

una panchina su un lago tinte oscure, licenza CC

Piccoli inganni crudeli di Bak Sulmi non è il solito thriller dove scatta l’azione in tempo reale, ma un racconto che si costruisce “a ritroso”, da confessioni e rivendicazioni. Le tre (o anche più) prospettive rendono la narrazione dinamica e incalzante. Un libro dai temi forti  ma ben trattati: colpa, ingiustizia, vendetta, divario sociale, l’ombra delle ambizioni familiari. Il tutto in un’ambientazione sudcoreana, patria dell’autrice Bak Sulmi (1984).

Piccoli Inganni crudeli: introspettivo, psicologico e adrenalinico

Il libro ha una scrittura scorrevole, attenta all’introspezione: come segnalato dalla critica, la prosa alterna momenti riflessivi e momenti serrati, mantenendo alta la tensione pur esplorando la psicologia dei personaggi. Può essere definito un fenomeno editoriale: l’opera ha avuto grande successo in Corea del Sud e altrove prima dell’edizione italiana di Longanesi. Un romanzo che colpisce con una forza discreta e, al tempo stesso, inesorabile. Un’indagine sull’umano, sul fatto che nessuno esce completamente “pulito” quando in gioco ci sono sovraccarichi emotivi, discriminazioni, silenzi. 

Piccoli inganni crudeli è perfetto per chi ama thriller psicologici con un’anima drammatica e un forte senso morale. Ideale per lettori attratti da storie che esplorano il lato oscuro delle relazioni familiari e sociali. Anche raccomandato per  chi gradisce romanzi che “mettono in causa” chi legge perché fa riflettere su giustizia, colpa, inganno.

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copertina del libro piccoli inganni crudeli

Trama a grandi linee

La storia parte con una premessa che fissa lo scenario: la protagonista, Mira, ha vissuto una tragedia familiare: ha perso la madre e il fratellino in un evento tragico che ha completamente spezzato la sua vita.
Un anno dopo, Mira comincia a dare ripetizioni a Yujae, un adolescente schivo, problematico e meno fortunato sotto molti aspetti. Anche se abita in una casa di lusso e ha un fratello maggiore, Yuchan, molto promettente e appoggiato dalla madre Jiwon.

Quello che sembra un incarico innocuo si trasforma presto in qualcosa di assai più intricato: tensioni familiari, pressioni sociali, traumi nascosti, colpe che neppure sembrano colpe. Il romanzo è costruito in sezioni che cambiano voce narrante (Mira, Jiwon, Yujae) e lasciano emer­gere “piccoli inganni” che si rivelano crudeli davvero.

 

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