Con Sotto mentite spoglie, Antonio Manzini firma ancora un capitolo della saga del vicequestore Rocco Schiavone, confermandosi una delle voci più intense e originali del noir italiano contemporaneo. Pubblicato da Sellerio Editore, il romanzo si muove tra le atmosfere gelide e contraddittorie di un’Aosta natalizia, dove la luce delle luminarie contrasta con le ombre interiori del protagonista.
Un romanzo sull’identità, sulla verità che si nasconde sotto la superficie, sulla fatica di restare umani in un mondo che premia l’ipocrisia. Antonio Manzini ci regala un’opera matura, intensa e profondamente etica, che conferma la sua statura di narratore e la forza letteraria di Rocco Schiavone.

Sotto mentite spoglie: tre casi, una sola verità
Il romanzo si apre con tre indagini apparentemente scollegate:
– una rapina finita male,
– un cadavere incatenato e zavorrato in un lago ghiacciato,
– la misteriosa scomparsa di un chimico legato al mondo farmaceutico.
Manzini intreccia queste trame costruendo un giallo che è anche un’indagine sull’identità, sulla menzogna e sulla fragilità umana. Il titolo Sotto mentite spoglie diventa oltre che riferimento narrativo, anche una chiave etica: tutti i personaggi indossano maschere, chi per sopravvivere, chi per nascondersi.
Rocco Schiavone: l’angelo caduto
Rocco Schiavone, il vicequestore romano trapiantato in Valle d’Aosta, è sempre più un antieroe dolente. Cinico, insofferente alle regole, ma dotato di un codice morale incrollabile, Schiavone attraversa il romanzo con gli “occhi socchiusi” – gesto che è insieme stanchezza e disillusione. La presenza onirica della moglie defunta Marina continua a guidarlo come una coscienza malinconica, mentre la squadra investigativa cresce e si compatta, offrendo spiragli di umanità in un mondo sempre più opaco.
Chimica e travestimenti: la metafora del cambiamento
Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è l’uso della chimica come metafora narrativa. Le trasformazioni molecolari diventano specchio dei cambiamenti morali e identitari dei personaggi. Il delitto, come spesso accade nei romanzi di Manzini, è solo un pretesto per esplorare la complessità dell’animo umano e le sue zone d’ombra.
Antonio Manzini
Antonio Manzini è nato a Roma il 7 agosto 1964. Attore, sceneggiatore, regista e scrittore, ha studiato recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Dopo una lunga carriera nel mondo dello spettacolo, ha esordito come scrittore con Sangue marcio (2005), ma il successo arriva nel 2013 con Pista nera, primo romanzo della serie dedicata a Rocco Schiavone.
Allievo e amico di Andrea Camilleri, Manzini ha saputo costruire un personaggio iconico, capace di evolversi romanzo dopo romanzo. I suoi libri sono regolarmente ai vertici delle classifiche e hanno ispirato una fortunata serie TV con Marco Giallini nel ruolo del protagonista.










