Naruto: trama, tecniche e mitologia

Ulteriori dettagli Stampa giapponese che ritrae Amaterasu mentre esce dalla caverna e torna ad illuminare la terra.

In un mondo di ninja, un ragazzino un po’ ribelle e apparentemente dispettoso insegue un sogno: diventare Hokage. Per raggiungere il suo obiettivo passerà attraverso gioie, dolori, fatiche e soprattutto tanto, tantissimo allenamento. Naruto è un ragazzo che sembra essere come tanti altri ma, attraverso la solitudine e il dolore, riesce a cucire rapporti preziosi e farsi voler bene da tutto il Villaggio e non solo.

Oggi ci addentriamo nel suo mondo: una bellissima storia ricca di insegnamenti, morale e colpi di scena. Ma non è solo fantasia. Molte delle tecniche utilizzate dai personaggi prendono spunto dalla mitologia giapponese, buddhista e shintoista. Questa opera è basata sull’importanza di creare legami, inseguire i propri sogni e non arrendersi mai.

È un’opera ideata e disegnata da Masashi Kishimoto. I manga di Naruto si suddividono in 700 capitoli, distribuiti in 72 volumi dall’etichetta Jump Comics. Il primo numero è stato pubblicato nel 1999 e terminato nel 2014. A seguito dell’enorme successo riscontrato in molti Paesi viene prodotta successivamente anche la serie anime da Pierrot e TV Tokyo nel 2002.

Naruto anime
Da fanpage Naruto facebook

Naruto: la trama

Naruto Uzumaki è un giovane ninja del Villaggio della Foglia cresciuto da emarginato, senza genitori o parenti. Durante il suo primo scontro con un ninja traditore scopre un segreto: dentro di lui è imprigionata la Volpe a Nove Code, il cercoterio responsabile del devastante attacco al villaggio anni prima. In accademia cominciano i primi approcci con le tecniche ninja, che saranno quelle che lo aiuteranno sia a combattere e crescere come persona.

Dopo aver concluso gli studi, Naruto viene assegnato al Team 7. Nel team sono presenti anche Sasuke Uchiha e Sakura Haruno, sotto la supervisione del maestro Kakashi Hatake. Dopo varie missioni Sasuke decide di abbandonare il villaggio per unirsi a Orochimaru. É convinto che solo così potrà ottenere la forza necessaria a eliminare suo fratello Itachi e vendicare il massacro del clan Uchiha. Naruto prova senza successo a fermarlo, rimanendo sempre fedele alle sue convinzioni: Sasuke è probabilmente il suo migliore amico e non ha alcuna intenzione di lasciargli intraprendere un percorso fatto di odio e vendetta.

Naruto comincia così un duro addestramento con il suo mentore Jiraiya. Circa due anni dopo fa ritorno al Villaggio della Foglia e riprende con le missioni all’interno del Team. Durante il suo allenamento apprende nuove tecniche da combattimento senza mai scoraggiarsi, nella piena convinzione di riuscire a riportare indietro il suo amico Sasuke.

Nel frattempo l’Organizzazione Alba, un gruppo di ninja disertori che mirano a catturare tutti i nove cercoteri, punta il mirino proprio su di lui. Sasuke, dopo aver scoperto la verità sul suo clan in seguito alla morte di Itachi, è nuovamente consumato dall’odio. Sceglie così di unirsi all’Alba per ottenere ulteriore potere e distruggere il Villaggio della Foglia. La vicenda di Naruto prosegue tra il confronto con l’Alba, il tentativo di riportare Sasuke sulla retta via e la determinazione nel realizzare il suo sogno più ambizioso: diventare Hokage.

Naruto e Sasuke
Foto da fanpage facebook

Tecniche ninja

Nel mondo di Naruto gli scontri avvengono sempre attraverso l’utilizzo di tecniche di combattimento che sfruttano il chakra di ogni ninja. Il chakra è l’unione di forza fisica e forza mentale e viene emanato in tutto il corpo dell’utilizzatore traverso un sistema circolatorio (simile al sistema circolatorio sanguigno). Le arti utilizzate si possono dividere in tre categorie principali:

  • Arti illusorie: utilizzano il chakra per alterare il senso della realtà e della percezione;
  • Arti marziali: il chakra può rafforzare la forza fisica per combattimenti corpo a corpo;
  • Arti magiche: “impastando” il chakra in diversi modi è possibile compiere azioni inumane come lanciare fulmini, moltiplicarsi o sostituirsi con degli oggetti.

Esistono anche delle abilità particolari definite “innate”, questo perché sono trasmesse geneticamente e non è possibile apprenderle nel corso del tempo. É il caso ad esempio del clan Uchiha che possiede lo sharingan o degli Yuga che ha sviluppato il byakugan, entrambe sono arti oculari innate che posseggono solo i membri dei rispettivi clan.

Naruto
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Naruto e la mitologia Buddhista e Induista

Per la stesura dell’opera di Naruto, Kishimoto si è basato su vari aspetti della mitologia e della cultura di diversi Paesi. In primis alla base del sistema di combattimento e dell’utilizzo del chakra vengono utilizzati i 5 elementi: acqua, aria, terra, fuoco e fulmine. Attraverso la combinazione di questi elementi si possono creare nuove tecniche ninja da sfruttare in combattimento. Il concetto buddista di questi elementi si divide in due scuole di pensiero:

  • Nel Buddhismo Mahayana, i Cinque Elementi sono visti come le parti che formano l’esperienza di ogni persona. Sono importanti per capire l’idea di “anatman”, cioè il fatto che non esista un sé permanente.
  • Nel Buddhismo Tibetano, questi elementi sono considerati parti fondamentali della realtà e aiutano a capire ciò che appare durante la meditazione. Sono anche visti come i componenti che formano il mondo esterno, offrendo una visione completa di come è fatto l’universo.

Nell’Induismo, invece, i cinque elementi sono i fondamentali che formano l’universo materiale: terra, acqua, fuoco, aria ed etere (o spazio). Non sono solo sostanze fisiche, ma idee che rappresentano diverse energie. Questi elementi sono visti come la base di tutta la creazione e sono necessari per l’esistenza di tutte le cose, sia animate che non.

5 elementi
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Le evoluzioni dello sharingan: Tsukuyomi, Amaterasu e Susano in Naruto

Nel manga di Naruto, come accennavo prima, sono presenti abilità innate come lo sharingan. Tra le sue forme ed evoluzioni possiamo riconoscere:

  • Tsukuyomichi lancia questa tecnica ha la possibilità di intrappolare la mente dell’avversario in un mondo illusorio. In questo mondo tempo e spazio sono controllati dal possessore della tecnica quindi, anche sciogliendo l’illusione in pochi secondi, la vittima può pensare di aver trascorso lì giorni o addirittura mesi;
  • Amaterasu: la forza di questa tecnica risiede in un fuoco nero eterno capace di bruciare qualsiasi cosa, impossibile da evitare. Al possessore della tecnica basta guardare ciò che vuole colpire per attivarla. Nel manga Amaterasu risiede nell’occhio destro di Itachi;
  • Susano: crea un guerriero spirituale gigantesco potentissimo. Solo chi ha già ottenuto Tsukuyomi e Amaterasu è in grado di utilizzare questa tecnica. Spesso questi guerrieri hanno anche delle armi (anch’esse spirituali) per combattere l’avversario. In questo caso, Susano risiede nell’occhio sinistro di Itachi.
Naruto e Sasuke
Foto da fanpage Naruto facebook

Tsukuyomi

Nella mitologia giapponese Tsukuyomi, Amaterasu e Susano sono i figli di Izanagi e Izanami. La loro nascita coincide con la creazione delle isole giapponesi, più precisamente quando Izanagi decide di purificarsi dopo essere fuggita dall’oltretomba.

Lavandosi l‘occhio destro dà alla luce Tsukuyomi (Dio della Luna). Secondo la leggenda Tsukuyomi risiedeva in paradiso insieme a sua sorella Amaterasu (Dea del Sole). Un giorno a seguito dell’invito ad un un banchetto da parte della Dea del cibo Uke-Mochi, Tsukuyomi rimane disgustato: Uke-Mochi ha prodotto del cibo buonissimo, ma in modi alquanto discutibili. Infuriato, Tsukuyomi uccide la Dea del cibo scatenando così l’ira di sua sorella Amaterasu che si trasferisce da un altra parte del cielo, separandosi così per sempre dal fratello.

Questa leggenda viene spesso utilizzata per spiegare il perché il giorno e la notte non possono coesistere.

Tsukuyomi
Tsukuyomi foto licenza CC

Amaterasu

Secondo il Kojiki (libro che narra le origini del Giappone dall’era mitologica delle divinità shintoiste), la Dea del Sole nasce dall’occhio sinistro di Inazagi e attraverso un antico racconto è evidente come il tema della scomparsa del Sole sia ricorrente nella mitologia giapponese.

A seguito di un terribile litigio con il fratello più irriverente e indisciplinato Susano (Dio della Tempesta), Amaterasu si rifugia nella caverna Ama-no-Iwato, facendo precipitare il mondo nell’oscurità. Per tirare fuori Amaterasu la Dea Ama-no-Uzume ha un idea: appende di fronte alla caverna uno specchio su un albero vicino e si esibisce in una danza erotica. Sentendo gli altri Dei ridere Amaterasu dà una sbirciatina fuori e vedendosi riflessa nello specchio rimane di stucco. Talmente immobile che gli Dei riescono a tirarla fuori e a convincerla a tornare in cielo, facendo nuovamente risplendere il sole sulla Terra.

Amaterasu
Amaterasu foto licenza CC

Susano

La mitologia induista ci rivela che Susano nasce dal naso di Inazagi e gli viene attribuito il dominio dei mari. É un Dio malefico che devasta non solo gli oceani ma anche la terraferma e il cielo attraverso le sue tempeste. Proprio per questo, e per la sua indole impetuosa e collerica, decide di vendicarsi di sua sorella Amaterasu che lo esilia dal regno celeste ritenendolo troppo distruttivo. Proprio a causa delle persecuzioni di Susano la Dea del Sole decide di rinchiudersi nella caverna facendo scomparire la luce.

Susano
Susano foto licenza CC

Queste sono solo alcune delle storie da cui nasce il mondo creativo di Naruto. Sono presenti anche altri riferimenti alla mitologia cinese con la leggenda dello yin e dello yang (tecnica utilizzata dall’Eremita delle Sei Vie per creare i cercoteri), o quella giapponese del filo rosso che unisce le persone (come nel caso di Kushina e Minato, i genitori di Naruto), legati da un amore eterno e indissolubile che può resistere anche alla morte.

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