Per fruire della lettura ad alta voce non è necessario andarla a cercare. È lei che ci trova, ci circonda piacevolmente ed entra nella nostra quotidianità. Spesso non ce ne accorgiamo ma, drizzando le antenne, è possibile coglierne i colori e iniziare a percepirla con un orecchio diverso.
Audiolibri e podcast: voci per le storie di cui abbiamo bisogno
Il ricordo del momento della favola della buonanotte viene sempre vissuto con grande emozione. Si tratta di momenti magici che, richiamati alla memoria, rendono lo sguardo dolce e suscitano sorrisi. Da un certo punto della vita gli adulti smettono di raccontare le fiabe. La voglia di storie però non si affievolisce. Ecco il motivo per cui negli audiolibri e nei podcast si ricerca una narrazione, una voce che possa accompagnare il tempo del viaggio, dello svago, delle attività durante le quali si può ascoltare.

Dove la voce è importante
Le voci sono intorno a noi, nella maggior parte dei casi quelle che ascoltiamo sono voci che leggono.
Le trasmissioni televisive di intrattenimento, di cronaca, di approfondimento, hanno degli autori: coloro che scrivono i testi che fanno parte della struttura del programma. Talvolta capita che le telecamere inquadrino il “gobbo”, ora chiamato teleprompter: uno schermo sul quale scorrono i testi che gli autori hanno scritto e che i conduttori leggono con naturalezza e capacità interpretativa.
In tutti i notiziari i giornalisti leggono ad alta voce le note di attualità dai fogli che hanno tra le mani. Tutti coloro che parlano in pubblico in un convegno, una conferenza, un rito religioso, un comizio politico leggono ad alta voce il testo che essi stessi hanno scritto oppure che altri hanno scritto per loro.

Il reading: quando la lettura diventa spettacolo
La lettura sul palco è un rituale antico e moderno allo stesso tempo, riporta ai racconti attorno al fuoco. In essa si ricrea il silenzio ricco di attesa che accompagna una pausa ben studiata, il desiderio di far arrivare, prima ancora delle righe stampate, la voce umana insieme alle storie. Dietro al leggio illuminato dai riflettori nel buio della sala, oppure circondati dagli scaffali di una libreria, prendono vita i personaggi e la descrizione dei loro pensieri. La lettura interpretata crea inoltre il paesaggio che fa da sfondo e gli ambienti che racchiudono le vicende intrecciate nella trama del racconto.
Leggere per mestiere
Docenti, studenti, relatori, professionisti, presentatori televisivi e radiofonici. E poi ancora educatori, animatori culturali, istruttori, interpreti musicali e cantautori, doppiatori, coloro che prestano le voci fuori campo nei documentari, coloro che, nei video, leggono la traduzione senza sovrapporsi completamente alla voce originale: in tutte queste attività la lettura ad alta voce è un elemento importante.
Una cosa diversa è la dizione che fornisce gli strumenti per la corretta pronuncia di una lingua.
Esporsi completamente
Daniel Pennac, nel suo saggio “Come un romanzo”, descrive la lettura attraverso la sua esperienza di insegnante e stila il decalogo dei diritti imprescrittibili del lettore. Il nono diritto è quello di leggere a voce alta. “L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano. […] Se legge veramente, […] allora i libri si spalancano e in essi si riversa la folla di coloro che si credevano esclusi dalla lettura”.

Un piacere da riscoprire
La lettura ad alta voce crea legami che durano nel tempo oppure rafforza quelli già in essere. Leggere un brano a una persona per la quale si provano affetto, amore, complicità, tenerezza, amicizia può diventare una buona abitudine da coltivare. Anche in questo caso, come per le fiabe della buonanotte, è consigliabile isolarsi dal mondo esterno, ritagliarsi un po’ di tempo da dedicare solo a questo. Un libro “a puntate”, una serie di racconti brevi, una poesia alla volta, non ci sono limiti di scelta.
Un terzo consiglio per sperimentare
Ecco un nuovo suggerimento da aggiungere ai due precedenti.
L’autrice o l’autore disseminano il loro scritto di indizi, di piccole molliche di pane che noi dobbiamo trovare per poter rendere più efficace la nostra lettura ad alta voce.
Proviamo a trasformarci in detective della parola, a cogliere e sfruttare gli spunti che chi scrive inserisce prima dei dialoghi, durante le descrizioni, in mezzo alle riflessioni dei personaggi.

Il terzo consiglio: un paio di esempi pratici
Quando zio Podger, nel terzo capitolo di “Tre uomini in barca”, pronuncia, con orgoglio evidente, la frase conclusiva della sua impresa, l’orgoglio deve emergere con chiarezza.
Nella poesia “Valse brillante” di Hermann Hesse, dopo l’aria di tempesta si descrive la corona di fiori appassita sul pianoforte. È vero che il valzer del titolo è brillante ma la corona è appassita, e bisogna sottolinearlo con il tono giusto.
Spesso è tutto lì, sotto ai nostri occhi. Andiamo oltre le righe, con la nostra voce, e fabbrichiamo la meraviglia.
Se vuoi leggere anche i primi due consigli puoi cliccare sui titoli qui sotto
Lettura ad alta voce: il superpotere segreto che crea la meraviglia
Leggere a voce alta: non è mai troppo presto per cominciare










