Le notizie degli ultimi giorni sull’Iran lasciano sconvolti. Fanno pensare non solo all’atrocità di ciò che sta accadendo, ma anche a chi rivolgersi per capire. La letteratura può far scoprire l’Iran attraverso i libri di autrici che aprono le porte di un mondo e di una cultura tanto magnetici quanto sconosciuti. In tempi come questi, i libri sono il rifugio a cui ricorrere per comprendere, con la lentezza che la storia di un paese si merita.

Scoprire l’Iran attraverso la storia di una famiglia
L’illuminazione del susino selvatico di Shokoofeh Azar è arrivato meritatamente finalista all’International Booker Prize del 2020. Un romanzo familiare ambientato ai tempi della rivoluzione culturale del ’79, condito di realismo magico e Storia che irrompe nelle case. Sa di foglie di tè che bollono sul fuoco e di spezie in polvere che intridono l’aria.
È un romanzo che parla farsi e trasuda cultura persiana con tutte le sue meraviglie folcloristiche. Visionario, intimo ed estremamente commovente, è un grido d’amore per una terra vessata dall’allora regime di Khomeini. Protagonista è una famiglia di intellettuali persiani, distrutta dall’avanzata autoritaria della Repubblica Islamica. La famiglia di Bahar diventa il simbolo di una resistenza sussurrata, di fronte a un regime che urla.
L’Iran visto da una bambina
Numerosi sono i racconti d’ispirazione autobiografica di chi l’Iran l’ha lasciato da molti anni. Persepolis di Marjane Satrapi è un graphic novel (racconto a fumetti) che illustra i primi anni di vita dell’autrice, da tempo emigrata in Francia per sfuggire al regime degli ayatollah. Una storia semplicissima in bianco e nero che racconta l’avvento della Repubblica Islamica e dei suoi assurdi dogmi visti dagli occhi di una bambina, poi ragazza e donna, cresciuta in perenne conflitto con il proprio paese.
Gli anni passano tra l’imposizione del chador, la guerra contro l’Iraq e lo studio all’estero. Marjane sperimenta la libertà in un altro paese, ma la sua identità si frammenta nel rapporto di amore e odio con l’Iran.
Le lezioni segrete di una professoressa iraniana
Azar Nafisi insegna letteratura inglese e angloamericana all’università di Teheran, quando è costretta a lasciare il lavoro a causa della censura imposta dalla rivoluzione culturale. Sì a velo e repressione, no a Austen e Fitzgerald. Ma la letteratura non si ferma, e nel buio della rivolta può diventare una luce potente, anche se accesa in segreto. Azar iniziò così a tenere una serie di lezioni clandestine nell’intimo salotto di casa sua, per un circolo ristretto di sette allieve selezionate.
Casa Nafisi diventa uno spazio sicuro in cui le ragazze leggono e discutono alcune delle pagine più famose della letteratura. Tra le parole di Gatsby e Lolita si mettono a nudo, si tolgono il velo e rischiano la vita per la propria istruzione. In Leggere Lolita a Teheran Nafisi mette per iscritto i ricordi di quegli anni, descrivendo con potenza disarmante la vita sotto il regime e la forza della letteratura.
La letteratura fa viaggiare. Ci permette di conoscere paesi e culture, o almeno di sbirciarli dal buco della serratura. Oggi possiamo scoprire l’Iran attraverso i libri di scrittrici simbolo di una resistenza intellettuale audace e paziente. Possiamo imparare ad ascoltare in silenzio le storie di chi ha la sua verità da raccontare, facendo loro spazio. E possiamo iniziare dal gesto più sovversivo che ci sia: leggere.










