Torino, aprile 2026. Nello stesso identico fine settimana la città si troverà a ospitare due fiere praticamente identiche per pubblico, contenuti e target, separate da pochi chilometri ma divise da una frattura profonda. Da una parte Torino Comics, evento storico che lascia il Lingotto per approdare a Collegno dopo oltre vent’anni, dall’altra Be Comics! Be Games!, nuovo format che debutta proprio al Lingotto Fiere, nelle stesse date.
Una coincidenza temporale che molti hanno già definito uno scontro diretto senza precedenti nel panorama fieristico torinese. Per le due fiere, che si ignorano l’una con altra come due supereroi antagonisti dello stesso fumetto, è come se il conflitto non esistesse. Invece è sotto gli occhi di tutti. Con la città che si trova a fare da ring.
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Be Comics! Be Games! Vs Torino Comics
E quindi ecco a voi signore e signori i due contendenti. Be Comics! Be Games! organizzato da GL events Italia e Fandango Club Creators a Torino Lingotto Fiere il il 18 e 19 aprile 2026. Torino Comics, alla Certosa Reale di Collegno dal 17 al 19 aprile 2026.
Il risultato è paradossale: lo stesso pubblico di riferimento – fumetti, gaming, cosplay, cultura pop – dovrà scegliere tra due eventi concorrenti nello stesso weekend, con espositori e community inevitabilmente divisi.
Sul sito ufficiale di Be Comics non c’è per ora quasi nulla
A rendere la situazione ancora più surreale è che sul sito di Be Comics! Be Games!, alla voce dedicata a Torino, compare esclusivamente questo:
Screen da sito web home page be Comics be games
Nessun programma, nessun ospite, nessuna spiegazione sul posizionamento rispetto a Torino Comics. Solo un annuncio minimale, quasi criptico che segna però l’arrivo di un modello “alla francese”, forte dell’esperienza di GL events nella Paris Games Week.
Un format che parla il linguaggio delle community globali, degli esports, delle experience immersive, della pop culture come industria.
Torino Comics riparte da Collegno: una location tutt’altro che improvvisata
Dall’altra parte del ring invece Torino Comics che, con l’amministrazione comunale di Collegno, fa proclami da più di 10 giorni.
Per la sua trentesima edizione infatti l’evento si trasforma in un grande festival outdoor ospitato alla Certosa Reale di Collegno e al Parco Dalla Chiesa.
Il Comune di Collegno, nella persona del Sindaco Matteo Cavallone, ha dichiarato apertamente che si tratta di una scelta strategica e ambiziosa, capace di generare ricadute economiche e turistiche significative sul territorio.
Lingotto Fiere: quante occasioni perse negli ultimi anni
Il caso Be Comics! Be Games! si inserisce in un contesto più ampio: il Lingotto Fiere è da anni al centro di una crisi strutturale e identitaria.Regione Piemonte, Comune di Torino e Camera di Commercio stanno discutendo un possibile ritorno alla proprietà pubblica, segno evidente di un modello che non ha funzionato come previsto.
Negli ultimi anni, più voci hanno sottolineato come gli spazi del Lingotto siano inadeguati e non rinnovati da oltre 35 anni, al punto da mettere a rischio persino eventi storici come il Salone Internazionale del Libro, la cui convenzione scadrà nel 2027.
In questo scenario, la perdita di Torino Comics dopo oltre due decenni rappresenta un segnale pesante. E la risposta non è stata una mediazione, ma l’introduzione di un evento concorrente nello stesso weekend. Una guerra fredda evidente ma non dichiarata.
Una città divisa in due nello stesso weekend
Torino non è Lucca, né Milano, né Parigi. Il bacino è quello. Dividere pubblico, espositori, artisti, cosplayer, editori e creator nello stesso weekend significa, in modo palese, indebolire entrambi gli eventi. Costringere le community a scegliere, o a pagare due ingressi ( per chi può permetterselo) per andare a vedere il “nuovo” sia di qua che di là.
Forse Be Comics! Be Games! farà grandi numeri. Forse Torino Comics reggerà il colpo e troverà una nuova identità. Forse il pubblico si dividerà, o raddoppierà le presenze. Più che una sana competizione, sembra la fotografia di una frattura gestionale e culturale, dove invece di rafforzare un sistema si preferisce duplicarlo. Il pubblico deciderà, certo. Ma il rischio è che a perdere non sia una fiera o l’altra, bensì l’intero ecosistema della cultura pop torinese.
Che dire: vinca il migliore? Perché in queste situazioni, raramente vince la cultura.
Cronista e giornalista di lungo corso (da Il Corriere Rivoli15 a Luna Nuova), collezionista di uffici stampa e di storie da raccontare. Ha diretto start-up, promosso mostre visitatissime, seguito, e segue tutt'ora, artisti, autori, aziende, eventi e gallerie d’arte. Direttrice di Open Libri dal 2024 , intreccia arte e letteratura con la stessa passione con cui crede che scrivere non sia mettere in fila parole, ma emozioni.