11 marzo 2026, Milano, Via Ulrico Hoepli 5: nelle vetrine della libreria accanto ai soliti volumi ci sono cartelli con scritte grandi. Recitano: ‘Lavoratori e lavoratrici non si liquidano’. Oppure: ’89 dipendenti come danni collaterali di una guerra tra ricchi’; ‘Hoepli spa Difendiamo il nostro posto di lavoro e il patrimonio culturale‘. Gli occhi corrono e si legge ancora : ‘Hoepli spa patrimonio di Milano!’; ‘Lavoratori e lavoratrici in stato d’agitazione per il diritto al lavoro e contro le prospettive di liquidazione’ (fonte: ANSA 11 marzo 2026).

La libreria Hoepli, una delle più belle d’Europa

La notizia dell’imminente messa in liquidazione volontaria della libreria e casa editrice Hoepli  ha provocato una vera e propria processione di persone da ogni parte di Milano. Vengono ed esprimono il loro dispiacere per la fine di un’epoca. Portano il proprio sostegno ai novanta dipendenti in procinto di essere licenziati.

L’11 marzo 2016, l’ottantenne Ulrico Hoepli, discendente diretto del fondatore dell’omonima azienda, affermava: «Ci abbiamo messo 150 anni per arrivare fin qui, chissà dove arriveremo nei prossimi 150!» (cit. ILPOST.it). L’imprenditore parlava della libreria milanese aggiudicatasi la finale del premio della Fiera del libro di Londra come libreria più bella tra le quattro migliori al mondo in lizza nel 2016. L’edificio attuale che oggi ospita libreria e uffici è stato progettato tra il 1955 e il 1959 dai celebri architetti milanesi Luigi Figini e Gino Pollini ed è un importante esempio di architettura razionalista. È una delle librerie più grandi d’Europa: si sviluppa su 5 piani e vanta un’offerta di oltre 500.000 titoli internazionali di ogni genere.

Milano, edificio per uffici in via Ulrico Hoepli 5
Milano, edificio per uffici in via Ulrico Hoepli 5, costruito dal 1955 al 1957 su progetto di Luigi Figini e Gino Pollini. Via Wikimedia Commons

A dieci anni esatti di distanza dalle parole di Ulrico Hoepli, spiace constatare che per la ditta storica milanese non sono previsti altrettanti anni verso il futuro.

Manuali per aiutare chi costruisce l’Italia

Nel 1870, Johannes Ulrich Hoepli, fondatore del marchio, è un giovane brillante e perspicace negli affari. Appassionato di libri e di cultura, intuisce qual è il tassello mancante alle pubblicazioni presenti sul mercato di una nazione appena nata e in una Milano che inizia ad affermarsi in Italia come la città trainante per gli affari.

Trasforma questa lacuna in opportunità. Hoepli si ritaglia uno spazio di mercato collegandosi alle forze della cultura scientifica e inizia a stampare manuali tecnici di informazione e aggiornamento per i nuovi ceti artigianali e industriali. Contemporaneamente, trasforma la libreria in un luogo di incontro, scambio intellettuale e accosta alla vendita libraria l’attività editoriale.

Nel 1871 pubblica una grammatica francese a basso costo e, nel 1872, la Guida per le arti e i mestieri che, nel 1876, si trasforma nel periodico L’Arte e l’industria.

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La libreria Hoepli nel 1926 – Via Wikimedia Commons

Da allora, tra gli alti e bassi scanditi dai periodi di pace e delle guerre mondiali, la Hoepli edizioni diventa simbolo indiscusso di cultura e il principale punto di riferimento in Italia per la manualistica tecnica, scientifica e universitaria.

In un tempo in cui per scaricare manuali, istruzioni e notizie tecniche basta inquadrare un QR code, chiudere il cerchio e tirare giù la saracinesca di una casa editrice specializzata in pubblicazioni tecniche e della sua libreria di riferimento sembra una soluzione quasi naturale.

Hoepli, i motivi della fine

Eppure le motivazioni non sono solo queste. A complicare le cose c’è un profondo conflitto familiare. La Hoepli è sempre stata un’azienda a forte trazione familiare, ma di recente si è creata una spaccatura insanabile sulle visioni future.

Da una parte ci sono i tre fratelli Hoepli, dall’altra il cugino Giovanni Nava. Questa divisione ha di fatto paralizzato la governance, impedendo una linea unitaria su investimenti e piani di rilancio. Nava, tra l’altro, si è opposto duramente allo scioglimento e ha promesso battaglie legali per tentare di salvare il patrimonio aziendale.

Inoltre, esiste una difficile situazione economica. Il mercato editoriale e la gestione delle grandi librerie fisiche stanno attraversando una fase complessa. Qui si aggiungono i costi di mantenimento di un palazzo di cinque piani nel cuore di Milano

La divisione interna ha fatto naufragare ogni possibile acquisizione o creazione di partnership con colossi del settore.

Un epilogo amaro per un’istituzione che ha superato indenne due conflitti mondiali per inciampare nella complessità del presente. Oggi che le risposte ai nostri dubbi si generano in pochi secondi con l’intelligenza artificiale, i pesanti volumi intelati dei manuali di Ulrico Hoepli sembrano davvero reperti di un’altra era.

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