Amazon si ritira dal Salone del Libro di Parigi 2026: la polemica scuote il settore

Amazon ha annunciato il ritiro dal Salone del Libro di Parigi 2026, previsto dal 17 al 19 aprile, dopo giorni di tensione con il Syndicat de la librairie française (SLF), il principale sindacato delle librerie indipendenti francesi.

La decisione arriva in seguito alle dure critiche del SLF, che aveva minacciato il boicottaggio dell’evento, creando una frattura senza precedenti nel settore,  a causa del partenariato stretto tra il Festival du Livre de Paris e il colosso dell’e‑commerce.

Libri al festival du livre 2026 Amazon si ritira
Foto repertorio Salon su libre Paris

Amazon non è amico del libro

Il Syndicat de la librairie française ha contestato apertamente la presenza di Amazon al Salone, definendo il gigante statunitense: “Non un amico del libro”.

Ha aggiunto inoltre che  la partecipazione di Amazon sarebbe incoerente con la missione culturale del festival e dannosa per l’ecosistema delle librerie indipendenti.

Concorrenza sleale e creazione di un precedente

Le accuse principali che SLF muove a sostegno della sua presa di posizione sono:

Concorrenza ritenuta sleale: Amazon applicherebbe prezzi più bassi rispetto alle librerie fisiche e online tradizionali.

Ruolo dominante nella distribuzione: il sindacato denuncia l’impatto delle piattaforme di self‑publishing come Kindle Direct Publishing, che metterebbero in difficoltà ed e librai.

Rischio di “normalizzare” la presenza delle big tech in un evento culturale dedicato al libro.

Locandina salon du livre 2026

 La risposta di Amazon: “Polemica assurda”

La replica di Amazon è stata immediata e molto dura. Un portavoce, citato da France Presse, ha dichiarato:

Deploriamo profondamente questa manovra partigiana dello SLF, basata su accuse infondate e false, che confisca l’evento a suo beneficio e lo distoglie dalla sua legittima ambizione: celebrare lettura, lettori e autori.”

Amazon ha poi , dopo un giorno, annunciato il ritiro “di comune accordo” con il Festival du Livre de Paris, spiegando:

 “Per evitare di contribuire a questa polemica assurda, Amazon ha deciso di ritirarsi da questa edizione.”

Il colosso ha inoltre sottolineato un punto chiave:

“In un Paese in cui oltre il 90% dei comuni non dispone di librerie, la lettura non dovrebbe essere strumentalizzata ma dovrebbe riunire tutti gli attori della filiera.”

Furgone Amazon Delivery
Foto licenza CC di Polk

La posizione degli editori francesi (SNE)

Il Syndicat national de l’édition (SNE), che organizza il festival tramite Paris Livres Événements, ha difeso la scelta di coinvolgere diversi attori del settore, ribadendo il proprio impegno nella difesa del prezzo unico del libro e l’assenza di legami istituzionali con piattaforme di vendita come Amazon.

Il SNE ha cercato di smorzare i toni, ma la frattura tra librai e piattaforme digitali è apparsa evidente.

Il caso Amazon apre nuove questioni

Il Festival du Livre de Paris è uno degli appuntamenti letterari più importanti d’Europa: nel 2025 ha registrato 114.000 visitatori, 1.200 autori e 450 case editrici.

Il caso Amazon apre però nuove questioni:

– Quale ruolo devono avere le big tech negli eventi culturali?

– Come conciliare innovazione digitale e tutela delle librerie indipendenti?

– Il self‑publishing è una risorsa o una minaccia per l’editoria tradizionale?

La vicenda potrebbe influenzare anche le future edizioni del festival e altri eventi europei dedicati al libro. Il caso francese, infatti, si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda tutta l’Europa, un segnale forte delle tensioni che attraversano oggi il mondo del libro.

Una nuova ridefinizione degli equilibri?

Da un lato quindi, le librerie indipendenti chiedono protezione e riconoscimento; dall’altro, le piattaforme digitali rivendicano il loro ruolo nell’ampliare l’accesso alla lettura.

Il confronto resta aperto e potrebbe ridefinire gli equilibri dell’editoria globale nei prossimi anni

Condividi articolo
Facebook
X