La Fata madrina e l’incantesimo che trasforma le storie

Disegno di una fata tra i fiori, immagine evocativa della fata madrina.

La Fata madrina esiste da sempre, in latino la definizione era “deus ex machina”, il personaggio-divinità, nato nella tragedia greca, che appariva dall’alto e rimetteva a posto situazioni complicate in un modo che oggi definiremmo “non convenzionale”, con stratagemmi che uscivano dalla logica e dalla normalità.

Disegno di una scenografia in cui appare il deus ex machina, immagine evocativa della fata madrina.
bozzetto di una scenografia in cui compare il deus ex machina, 1651, pubblico dominio

Nel tempo, la Fata madrina diventa una leggiadra figura femminile che, spesso munita di bacchetta magica, appare dall’alto o dal nulla e aiuta il personaggio principale della fiaba. Il suo intervento è provvidenziale per dare alla storia una svolta risolutiva. La sua missione è eliminare gli ostacoli e spianare la strada che conduce più o meno velocemente al lieto fine, quello che ciascuno di noi si aspetta. Oggi, nel curriculum vitae di una ipotetica Fata madrina in cerca di impiego, alla voce Problem solving verrebbe data la massima evidenza. La sua capacità di trasformare il fallimento in opportunità, di lavorare sotto pressione, di mettere a frutto la creatività e il pensiero laterale la renderebbero una risorsa preziosa per qualsiasi gruppo di lavoro.

Immagine di una fata madrina con bacchetta magica.
immagine di pubblico dominio

Fate madrine famose

Spesso meno in evidenza e meno presente nell’immaginario collettivo, a parte le eccezioni delle righe seguenti, la Fata madrina è il motore della storia. Senza i suoi incantesimi Cenerentola non sarebbe andata al ballo con il suo splendido abito e la carrozza-zucca, e il principe avrebbe sposato la nobile e anonima figlia di un regnante qualsiasi. Senza la Fata turchina, i suoi suggerimenti, il suo sparire e apparire con nomi ed età diverse, senza le prove da superare, Pinocchio sarebbe rimasto un burattino di legno.

La Fata turchina e Pinocchio, immagine evocativa per la fata madrina.
immagine di pubblico dominio

Altre fate, madrine e non

Vi sono poi fate madrine meno appariscenti ma allo stesso modo indispensabili: la fata Lilla di Pelle d’Asino, che sottrae la protagonista all’orribile destino che la attende suggerendole di fuggire. I tre abiti che la fanciulla porterà con sé verranno indossati alle feste del principe nel cui castello lei lavora come sguattera. Le fate madrine di colei che diventerà la Bella addormentata le donano le più rare virtù, ma è la fata anziana che non era stata invitata alla festa per la nascita della principessina a mutare per sempre il suo destino.

Nel romanzo Il meraviglioso mago di Oz le streghe sono quattro come i punti cardinali, ma due sono buone, e danno a Dorothy oggetti e talismani magici che le consentiranno, dopo una lunga serie di avventure, di tornare nel Kansas. Trilli-Campanellino è una fata minuscola, il suo affetto per Peter Pan si trasforma in gelosia nei confronti di Wendy, ma Trilli è pronta a sacrificare la sua vita quando Capitan Uncino tenta di avvelenare il suo nemico.

Le fate madrine della Bella addormentata.
immagine tratta da “Futte le fiabe” di proprietà N. Fabrizio

Dalla Fata madrina alla Tata madrina

La letteratura e il cinema ci hanno regalato figure che posseggono le caratteristiche della Fata madrina, si tratta delle “tate madrine”. Fra queste, ecco comparire dall’alto, come si conviene a una fata, Mary Poppins, e poi Tata Matilda il cui aspetto si trasforma al mutare del comportamento dei bambini che le sono stati affidati. E che dire di Maria, l’istitutrice di Tutti insieme appassionatamente? Con il suo spirito positivo, le sue canzoni e la sua determinazione nel farsi benvolere dai figli del comandante Von Trapp, non sembra proprio una fata?

copertina del libro "Tata Matilda", immagine evocativa della fata madrina.

Tate madrine sotto copertura

Ma le tate madrine possono appartenere anche a generi, epoche, mondi diversi. Totoro, il personaggio simbolo degli anime di Hayao Miyazaki, si prende cura delle due sorelline Mei e Satzuki mentre la loro mamma è ricoverata in ospedale. Mrs. Doubtfire rimette insieme, come per incanto, una famiglia devastata dalla separazione. Miss Pettigrew, tata madrina inconsapevole, dà una sistemata alla vita di una giovane e volubile cantante degli anni ’30. Nel frattempo sistema anche la sua. Il bambino solitario e con un’infinita collezione di cappelli di Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie riesce a convincere la ormai demotivata Molly che l’emporio può rinascere grazie alla magia, quella che lei custodice dentro di sé.

copertina del libro "Il mio vicino Totoro", immagine evocativa della fata madrina.

Fate madrine nel mondo reale

A ben vedere, nella vita di ciascuno di noi esiste almeno una Fata madrina. Si tratta di quella persona che sa dove cercare le soluzioni ai problemi, che, anche senza dire “ci penso io”, si attiva per rimettere a posto le questioni ingarbugliate. È la persona che sa fare le domande giuste affinché emergano, dentro di noi, le risposte giuste. La saggezza e la velocità di esecuzione sono le sue caratteristiche. Potrebbero sembrare due prerogative contrastanti, ma una volta che, saggiamente, è trascorso il tempo necessario per decidere, allora la Fata madrina agisce, senza tentennamenti o procrastinazioni.

La fata madrina di Cenerentola.
immagine tratta da “Futte le fiabe” di proprietà N. Fabrizio

Spesso diamo per scontata l’attività della nostra Fata madrina, perché è sempre stato così, perché siamo abituati al suo sfavillante ingegno, perché sembra che le venga naturale e che non le sia di nessun disturbo aiutarci. Potrebbe essere utile, però, fermarsi ogni tanto a pensare a come sarebbe la nostra vita senza di lei, e trovare il tempo e il modo di ringraziarla. I suoi occhi brillerebbero e le sue ali invisibili spargerebbero polvere dorata.

Locandina di "Cendrillon" di Jules Massenet.
locandina per la prima rappresentazione all’Opéra-Comique, 1899, pubblico dominio

Possiamo essere Fata madrina di noi stessi?

Quando, cercando con molta attenzione, di fate madrine intorno a noi non c’è nemmeno l’ombra, se ci guardiamo allo specchio potremmo scoprire che siamo noi ad avere la bacchetta magica.
È accaduto senza che ce ne accorgessimo, ma eccoci qui, ad aver eseguito vere magie e magari ad aver sottovalutato le nostre capacità di trasformare le cose in meglio non solo per gli altri ma per noi stessi. Quella vocina calma e saggia che sentivamo nei momenti difficili era la nostra, quei pensieri che giravano fra l’indecisione e lo sconforto, e che finalmente trovavano una collocazione, sono stati messi in ordine da noi, quella montagna di problemi da scalare l’abbiamo conquistata noi, un passo alla volta. La Fata madrina non è superba, non è saccente, non si vanta, semplicemente sa di esserlo, e questo le basta.

Opere letterarie citate

– Cenerentola – versioni: Gianbattista Basile, La Gatta Cenerentola (1634), Charles Perrault (1697), Fratelli Grimm (1812)
– Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi (1883)
– Pelle d’Asino di Charles Perrault (1694), traduzione dal francese di Carlo Collodi (1875)
– La Bella addormentata – versioni: Charles Perrault (1697), Fratelli Grimm (1812)
– Il meraviglioso Mago di Oz di Lyman Frank Braum (1900)
– Peter Pan di James Matthew Barrie (1911)
– Mary Poppins di Pamela Lyndon Travers (1934)
– Tata Matilda di Christianna Brand (1964).

Copertina del libro "Miss Pettigrew".

Opere cinematografiche citate

– Tutti insieme appassionatamente, regia di Robert Wise (1965), tratto da La famiglia Trapp di Maria Augusta von Trapp (1949)
– Il mio vicino Totoro, regia di Hayao Miyazaki (1988)
– Mrs. Doubtfire, regia di Chris Columbus (1963), tratto da Un padre a ore di Anne Fine (1987)
– Miss Pettigrew, regia di Bharat Nallouri (2008), tratto da Un giorno di gloria per Miss Pettigrew di Winifred Watson (1938)
– Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie, regia di Zach Helm (2007).

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