Vernante, il paese incantato dove Pinocchio è di casa

Pinocchio e i burattini del teatro dipinti sui muri di Vernante.

A Vernante, in provincia di Cuneo, i muri delle case sono come pagine illustrate di uno dei libri che vantano il maggior numero di traduzioni: 669 in 192 diverse lingue e dialetti. Il titolo di questo libro è Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino.

Pinocchio nella città di Acchiappacitrulli in uno dei murales di Vernante.
foto N. Fabrizio

Come inizia Pinocchio

C’era una volta…. – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. – No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Già dalle prime righe Carlo Collodi, del quale nel 2026 si celebrano i 200 anni dalla nascita, ci racconta non una fiaba classica ma una lunga storia di viaggio, di avventura, di incontri e di pericoli. Un percorso che inizia con un pezzo di legno e termina con un bambino che si guarda allo specchio.

Geppetto inizia a costruire il burattino in uno dei murales di Vernante.
foto N. Fabrizio

Vernante: il paese dedicato a Pinocchio

In questo piccolo borgo di montagna ai confini tra Piemonte e Liguria, passeggiando per vicoli silenziosi e stradine dall’aspetto curato, si possono ammirare numerosissime immagini dipinte a colori vivaci. I murales decorano balconi, portici, gli spazi tra le finestre, intere facciate. Ogni superficie verticale, persino la parte di muro sopra le porte o le saracinesche, racconta un frammento della storia di Pinocchio.

Pinocchio e Geppetto nel ventre del pescecane in uno dei murales di Vernante.
foto N. Fabrizio

L’illustratore Attilio Mussino

Il suo Pinocchio fu il primo a colori. L’edizione con le sue illustrazioni è quella con più ristampe. Le sue tavole furono premiate nel 1911 con una medaglia d’oro. Vernante è stata l’ultima residenza di Attilio Mussino che amava profondamente questi luoghi. Molte delle sue opere, dipinti ad acquerello, a olio e numerose illustrazioni, sono esposte in un museo realizzato e gestito a cura della Pro Loco.

Immagine di Pinocchio realizzata da Attilio Mussino.
tavola realizzata da A. Mussino – immagine di pubblico dominio

Un omaggio allo “zio di Pinocchio”

Così un giornalista televisivo, nel 1954, definì Attilio Mussino durante un’intervista. Due artisti di Vernante, Bartolomeo Cavallera e Bruno Carletto, per rendergli omaggio, iniziarono nello stesso anno a dipingere sui muri delle case le avventure di Pinocchio, ispirandosi alle illustrazioni di Mussino.

Un angolo di Vernante decorato con due disegni.
foto N. Fabrizio

Sculture, sagome e un burattino gigante

Ogni angolo di Vernante è una sorpresa, nella via principale compare la scultura di due carabinieri dall’aria tutt’altro che benevola, anche i giardini delle case ospitano le sagome a grandezza naturale di alcuni personaggi, ma il vero protagonista è un Pinocchio gigante che, seduto sulla tettoia dell’Ufficio Turistico, dà un sorridente benvenuto a chi viene a fagli visita.

Un Pinocchio di grandi dimensioni seduto su una tettoia a Vernante.
foto N. Fabrizio

L’intera storia narrata per filo e per segno

Chi conosce bene le pagine di Pinocchio troverà, osservando con attenzione i murales di Vernante, le vicende, gli amici, i nemici, le situazioni narrate da Collodi. Incontrerà proprio tutti: da Geppetto alla Fata turchina, da Mangiafuoco a Lucignolo, dal Grillo parlante all’Omino di burro, dal Gatto e la Volpe al cane Alidoro. Ogni disegno può essere lo spunto per una “lettura ad alta voce” che potrebbe suscitare, in coloro che per ragioni anagrafiche ancora non ne hanno sentito parlare, il desiderio di saperne di più.

La Fata turchina e altri personaggi in uno dei murales di Vernante.
foto N. Fabrizio

Un luogo che affascina bambini e bambine di tutte le età

Camminare per le strade di Vernante è come partecipare a una caccia al tesoro. Il premio è lo stupore di scovare un disegno su un muretto o vicino alla ringhiera di una scala, il piacere di riconoscere le figure e le scene che ben conosciamo e di gustarne i colori. Il premio è il poter portare a casa il ricordo di un’esperienza semplice e profonda al tempo stesso. Una testimonianza del valore universale della storia che Carlo Collodi ha voluto regalarci.

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