Triora: un piccolo borgo dall’atmosfera medioevale nella provincia di Imperia. Un paese conosciuto per il Ponte di Loreto, la Porta della Fontana Soprana, per la vista incredibile di cui si gode da alcuni scorci ma soprattutto per il suo lato oscuro ed esoterico. Nel 1500 Triora è teatro di un processo alle streghe tra i più conosciuti in Italia. Grazie alle leggende e al suo lato sinistro e inquietante questo piccolo paese viene tutt’oggi definito “la Salem italiana”.

La leggenda delle streghe di Triora
Siamo a fine Cinquecento, dopo un lungo periodo fatto di pace e prosperità, l’entroterra ligure vive un momento grande difficoltà. Carestie, povertà ed epidemie dilagano soprattutto nelle zone rurali rendendo la sopravvivenza particolarmente difficile. Proprio in questo frangente, tra il 1587 e il 1589, alcune donne locali sono accusate di compiere atti di stregoneria. Infatti, secondo i paesani, sono proprio loro la causa di tutte le disgrazie: dalle malattie alla mancanza di cibo ai cambiamenti meteorologici anomali.
Le cosiddette “streghe” sono accusate di compiere malefici, produrre veleni letali e persino di avere rapporti carnali con il diavolo in persona. Voci di corridoio insinuano che le streghe influenzino i raccolti compromettendoli, oltre anche all’inaridimento delle mammelle delle mucche, lasciando così intere famiglie senza cibo in tavola. Si crede persino che alcune tra loro si trasformino in gatti per entrare nelle case altrui e fare dispetti. Credenze popolari che contribuiscono alla persecuzione delle presunte streghe.

I processi delle streghe
Si pensa che alla base di questa credenza ci sia la paura dell’ignoto e soprattutto l’ignoranza di un popolo che vive nella povertà assoluta e che necessita di un caprio espiatorio. Ben trentacinque donne e un uomo sono accusati di stregoneria. Parte così un inchiesta ufficiale da parte dell’Inquisizione. Le carceri di Genova si trasformano in luoghi segnati da torture e persecuzioni. L’obiettivo è quello di estorcere confessioni e pentimenti dalle persone ingiustamente accusate. Alcune crollano dando delle false testimonianze pur di non patire più quelle atrocità e vengono successivamente condannate alla pena di morte. Altre perdono la vita proprio a causa delle violenze così brutali continuando ad alimentare un clima di odio e malfidenza.
In quel periodo Triora è sotto la giurisdizione della Repubblica marinara di Genova. Per fortuna il doge di Genova, Davide Vacca, presenta al Santo Uffizio due istanze per far interrompere il procedimento e alla fine, il 23 aprile 1589, il drammatico processo contro le presunte streghe ha finalmente fine, evitando così la morte di numerose donne.

Triora ai giorni nostri
Il drammatico passato di Triora è ormai un ricordo lontano… Anche se ancora oggi alcuni luoghi risultano particolarmente sinistri. Si dice che chi passa di fianco alle carceri senta ancora dei lamenti di voci femminili, o ancora che, camminando per i borghi del paese, si provi una sensazione di inquietudine e brividi sulla pelle. Ufficialmente le streghe di Triora non esistono, ma rimangono ancora impresse su carta le storie.
Il museo etnografico e della stregoneria ospita antichi documenti che raccolgono diverse testimonianze con le quali è stato possibile ricostruire le vicende dell’epoca, ma offre anche una visione più ampia della vita in quei tempi duri. È anche possibile visitare i luoghi dove avvenivano le torture, donando così ai visitatori un quadro completo e immersivo di Triora. Sicuramente il periodo migliore per visitare il paese è durante la festa di Halloween, dove Triora ospita un mercato medievale, artisti di strada e spettacoli teatrali.











