C’è qualcosa di profondamente rivoluzionario nell’ultima creazione di Vanna Vinci: non una biografia, non un semplice activity book, ma un vero e proprio laboratorio emotivo. Con With Frida Diario Artistico, Vinci ci invita a una sorta di dialogo creativo con Frida.
L’opera è una via di accesso all’universo di Frida Kahlo, molto diversa da una classica biografia. In un mondo dove la pittrice messicana è spesso venduta come “icona di stile”, Vanna Vinci fa il contrario: la richiama al suo potere più autentico, quello di incarnare le contraddizioni, il dolore, la trasformazione.

Whit Frida Diario Artistico: un’esperienza immersiva, tra arte e introspezione
Il volume, edito da 24 ORE Cultura, è pensato per far sentire più vicini all’universo interiore di Frida con illustrazioni colorate, adesivi e lamina in copertina.
Whit Frida – Diario Artistico non è un fumetto, non è un diario scolastico: è piuttosto un percorso creativo che assomiglia a un diario visivo. Qui è possibile disegnare un autoritratto caleidoscopico, scrivere di ferite, desideri, ricordi e esplorare emozioni che spesso rimangono nascoste.
La struttura è suddivisa in sezioni tematiche: autoritratto, corpo, dolore, memoria, natura, simboli, abiti, animali. Ogni capitolo è guidato da testi in prima persona scritti come se fosse la stessa pittrice a parlare. L’ironica, profonda, indomita Frida di Vinci guida, ma lascia anche libertà assoluta: iniziare da qualsiasi pagina, tornare indietro, strappare, incollare, riscrivere. Un invito alla creatività.

L’arte di Frida come chiave per esplorare se stessi
L’idea di partenza non è casuale: Frida Kahlo stessa ha usato l’arte come diario dell’anima. Nei suoi autoritratti, nei suoi studi sul sé, nelle sue immagini simboliche, ha trasformato il dolore in bellezza. Vinci prende ispirazione da questo atteggiamento profondo, dall’iconografia di Frida (animali, piante, simboli spirituali), e ci propone un percorso di auto-riflessione che riecheggia la pratica della Kahlo.
Il regno animale e gli elementi simbolici
Infatti Frida ha spesso rappresentato animali come scimmie, cervi, uccelli nei suoi dipinti, simboli carichi di significato emotivo o spirituale. In “The Wounded Deer”, si trasforma letteralmente in un cervo ferito, un’immagine dolorosa ma potente, simbolo di vulnerabilità e resilienza. Oppure, nel celebre “The Broken Column” (1944), distrugge la propria colonna vertebrale con crepe e serrature, visualizzando il suo dolore fisico e psichico.
Questi elementi simbolici, così ricchi nella pittura di Frida, sono la materia prima di Vinci: non solo come riferimento, ma come strumenti per guardarsi dentro, per dialogare con ferite e sogni.

Non sono malata, sono rotta
Alcune delle citazioni più celebri di Frida, pur non essendo scritte in Whit Frida – Diario Artistico, risuonano perfettamente nell’esperienza del diario, ricordando il suo rapporto unico con l’arte e la vita. Frasi, intense e intime che diventano guida per chi sfoglia il diario, ricordandoci che l’arte è uno specchio dell’anima.
«Mi dipingo perché sono così spesso sola e perché sono il soggetto che conosco meglio.» «Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice finché posso dipingere.» «Piedi, a cosa mi servite quando ho ali per volare?»
Vanna Vinci
Chi è la mente dietro questo progetto? Vanna Vinci, fumettista italiana nata a Cagliari (oggi tra Bologna e Milano), è una delle voci più autorevoli nel panorama del fumetto europeo. Ha pubblicato per editori italiani ed esteri, vinto premi come lo Yellow Kid e il Gran Guinigi, e ha anche ricevuto una mostra monografica a Città di Castello, un riconoscimento raro per una fumettista donna.
Questo non è il suo primo omaggio a Frida: già aveva firmato Frida. Operetta amorale a fumetti, un’opera che ha riscosso molto successo — oltre 20.000 copie vendute secondo l’editore. In quel fumetto, Vinci ricostruisce la vita di Frida (infanzia, incidente, matrimonio con Diego Rivera, sofferenza, creatività) alternando sequenze narrative e tavole ispirate al suo immaginario — animali, foto di famiglia, simboli politici, abiti tradizionali… tutti elementi che tornano anche nel nuovo diario artistico.











