Per Gaza, è un libro che non parla solo di un un conflitto. È un atto di testimonianza, un grido morale, un appello alla coscienza collettiva. Con questo testo, Montanari e Sauro invitano a “vedere” e “sentire” la tragedia che investe la popolazione di Gaza. Parole e immagini si fondono, dando vita a un’opera che si colloca a metà strada tra saggio, pamphlet, diario e libro illustrato. Feltrinelli Editore.
In un momento storico che troppo spesso normalizza la guerra e in cui troppe storie di sofferenza rischiano l’oblio, Per Gaza si pone come sfida. Non lasciare che il dolore venga normalizzato, che le vittime vengano ridotte a numeri, che la storia venga confinata in un angolo. Leggerlo significa accettare una responsabilità: quella di ricordare, di denunciare, di reagire.

Per Gaza, un libro tra parole e immagini
La scelta di un formato ibrido — parole + immagini — non è casuale. Riflette la consapevolezza che certe verità possono essere trasmesse solo con mezzi non convenzionali. L’arte, in questo caso, diventa strumento di memoria e resistenza, capace di raggiungere le emozioni più profonde, di avvicinare culture, di rompere l’indifferenza.
- Le testimonianze scritte di Montanari raccontano la guerra, la fame, la distruzione culturale, la censura. Non sono freddi reportage: sono voci umane, intime, che urlano il dolore, la perdita, la resilienza.
- Le tavole illustrate di Marco Sauro danno corpo a quelle parole: un contro-canto visivo, un coro silenzioso che rende visibile l’invisibile. Bambini, famiglie, città sventrate, speranze infrante, ma anche resistenza artistica e intellettuale.

Guerra, censura e negazione
Al centro di Per Gaza emergono con forza alcuni temi cruciali:
- La guerra come distruzione dell’umanità: non solo edifici, case, infrastrutture, ma vite, culture, memorie, identità. La fame usata come arma, la cancellazione culturale, la censura, l’eliminazione della dignità.
- La censura e la negazione del dolore: tacere, non vedere, ignorare. Una delle armi più subdole della guerra. Per Gaza si oppone a questo, restituendo volti, nomi, storie.
- La resistenza civile e artistica: nonostante le bombe, nonostante la distruzione, c’è chi continua a dipingere, a scrivere, a testimoniare. L’arte che resiste diventa forma di dignità, di memoria, di speranza.
- L’umanità che interroga le sue distruzioni: con passaggi intensi, il libro pone domande morali. «Come è possibile che tutto il senso di umanità si sia riversato a Gaza, lasciando disumano il resto del mondo, che non insorge?» Un quesito che riguarda ognuno di noi, non solo i diretti coinvolti.

Israeli airstrike on Gaza Strip during Gaza War 23-25 foto di Jaber Jehad Badwan licenza CC
Valore civile, politico e morale
In tempi in cui molte tragedie vengono catalogate come “notizie di passaggio”, magari dimenticate poco dopo, Per Gaza ricorda in modo insistente e urgente che il silenzio è complicità. Mostra che ignorare non è innocente: è un atto che consente la ripetizione, la distruzione, l’oblio.
Spesso la politica, i media, la diplomazia — per comodità o distanza — riducono conflitti e vittime a cifre, statistiche, “problemi geopolitici”. Questo libro restituisce volti, storie, sofferenze, resistenze. Riporta l’umanità al centro di una tragedia che altrimenti rischia di diventare “abituale”.
Chiamata all’azione
Per Gaza chiede, interpella, scuote. Invita lettori, cittadini, istituzioni, società civile a non voltarsi dall’altra parte. A prendersi una responsabilità. A riconoscersi — come autori scrivono — in Gaza: perché “noi siamo Gaza”.

Tomaso Montanari
Storico dell’arte, saggista e accademico italiano, Montanari è da tempo impegnato nel dibattito culturale e civile. Conosciuto per le sue prese di posizione su patrimonio culturale, memoria, diritti civili, porta nel libro rigore analitico e profondità morale. La sua voce — lucida, appassionata, indignata — guida il lettore attraverso la tragedia con consapevolezza e verità.
Marco Sauro
Illustratore e artista, Sauro mette al centro la dimensione visiva dell’esperienza. Le sue tavole per Per Gaza vogliono testimoniare, scuotere, dare forma al dolore e alla speranza. Il suo lavoro trasforma il libro in un oggetto estetico e morale al tempo stesso — un’arte che non dimentica.










