Voleva accendere fuochi che niente e nessuno potesse spegnere.
È da qui che nasce La maestra, il romanzo di José Antonio Lucero (edizioni Libreria Pienogiorno) che racconta la forza silenziosa dell’educazione e la fragilità luminosa di chi sceglie di insegnare in tempi ostili. Un libro che parla al cuore, alla memoria storica e che restituisce dignità a una vocazione spesso dimenticata. Una storia delicata e potente che rende omaggio a chi ha creduto nell’istruzione anche quando farlo significava rischiare tutto.
Un romanzo che sottolinea come il sapere, quando è autentico, non può essere messo a tacere.

La maestra Eulalia: insegnare come atto d’amore
Ambientato nella Spagna del 1936, alle soglie della Guerra Civile, La maestra è il ritratto intenso e commovente di Eulalia, giovane insegnante al suo primo incarico in un piccolo villaggio vicino a Cadice. Arriva con l’entusiasmo di chi crede che il sapere possa cambiare il mondo, o almeno la vita di chi lo riceve. Non vede l’ora di entrare in classe. Sa che per molti dei suoi alunni e alunne la scuola è un lusso strappato alla fatica dei campi, l’unico spiraglio verso un futuro diverso. Per questo non si limita a spiegare: ascolta, osserva, accompagna.
Crede che le donne debbano essere libere, indipendenti, capaci di scegliere. Crede che la vita vada vissuta guardando chi ci cammina accanto, pronti a tendere una mano. E soprattutto crede che pensare liberamente sia il primo vero insegnamento.
Con pochissimi mezzi ma una dedizione incrollabile, Eulalia porta nella sua classe i valori della uguaglianza, della solidarietà e del rispetto, appresi dai più moderni principi pedagogici della Seconda Repubblica spagnola. Sono proprio questi valori, però, a renderla pericolosa agli occhi del potere.
Quando insegnare diventa una colpa
La Storia irrompe con violenza nella vita di Eulalia. Con la Guerra Civile e la repressione che segue, l’educazione smette di essere una speranza e diventa una colpa. Come molte altre maestre, Eulalia viene privata della libertà e della professione, punita per aver creduto che la scuola potesse essere uno spazio di crescita e non di obbedienza.
Accanto a lei c’è Juana, collega e amica, con cui condivide ideali, sogni e giorni di prigionia. Poi Juana scompare. Di lei restano solo ricordi e domande senza risposta.
In queste pagine Lucero racconta una ferita collettiva: quella di un’intera generazione di insegnanti perseguitati perché portatori di pensiero critico. Lo fa senza retorica, affidandosi alla forza delle emozioni e al silenzio delle assenze.

Il dittatore Miguel Primo de Rivera con Alfonso XIII nel marzo 1930foto di Bundesarchiv, licenza CC
Il tempo, la memoria, la possibilità di ricominciare
La maestra è anche un romanzo sul tempo. Trent’anni dopo, quando Eulalia pensa che tutto sia ormai alle spalle, una visita inattesa riapre il passato e ne cambia ancora una volta il corso. È un momento delicatissimo, carico di dolore e speranza, in cui la protagonista è costretta a guardarsi indietro per capire chi è diventata.
Lucero ci ricorda che nulla di ciò che abbiamo vissuto va davvero perduto. Le parole insegnate, i gesti di cura, le lezioni impartite con amore continuano a vivere negli altri, anche quando crediamo che tutto sia stato cancellato.
Un romanzo sul “fuoco” che ci portiamo dentro
La maestra è un romanzo di vocazione, passione e amicizia, ma anche un omaggio profondo a chi ha fatto dell’insegnamento una scelta di vita. Il “fuoco” evocato nel libro è quello della conoscenza, della curiosità, dell’infanzia che non ci abbandona mai davvero.
Si dice che non smettiamo mai di essere i bambini che eravamo.
Forse è per questo che Eulalia fa la maestra.
In questa frase si condensa il senso più intimo del romanzo: insegnare significa continuare a credere, nonostante tutto.
José Antonio Lucero
José Antonio Lucero (Rota, 1988) è scrittore, storico e docente di Lingua e Letteratura. La sua narrativa unisce rigore storico e sensibilità emotiva, con una particolare attenzione ai temi dell’educazione, della memoria e dell’impegno civile. La maestra è uno dei suoi romanzi più intensi e rappresentativi.











