Una giornata per la scrittura a mano
Il 23 gennaio è la Giornata mondiale della scrittura a mano che nasce nel 1977 negli Stati Uniti. Una data in cui, anche in Italia, vengono realizzati laboratori, eventi divulgativi, incontri, iniziative didattiche. Quest’anno, presso numerosi istituti scolastici e associazioni di calligrafia, le attività dedicate comprendono più giorni.
Dietro al gesto di afferrare uno strumento di scrittura e tracciare sulla carta i segni che corrispondono alle parole c’è una storia di millenni e, allo stesso tempo, una proiezione verso il futuro.

La storia della scrittura di ciascuno di noi
Scrivere a mano è una competenza che si conquista a piccoli passi, è un impegno fisico, mentale, emotivo che se non si mantiene in allenamento, così come accade per una lingua straniera o per la capacità di suonare uno strumento musicale, si affievolisce e inizia a vacillare.
Chi scrive a mano si mette in relazione con la sua parte più profonda, si analizza e si scopre, riesce a entrare in confidenza anche con i pensieri scomodi.
Calligrafia: una materia d’altri tempi?
Negli anni ‘30, sul quaderno a quadretti di prima elementare (oggi prima classe della scuola primaria) fiorivano, rigorosamente a matita, distese di aste, di trattini verticali e obliqui, di ovali, di piccoli segni a uncino. Negli anni ‘40 la calligrafia veniva valutata sulla pagella alla voce “Disegno e bella scrittura”.

La scrittura a mano: perché fa bene
Quando si scrive a mano vengono stimolate alcune funzioni del cervello, cosa che non accade durante la scrittura su una qualsiasi tastiera.
Questi i principali vantaggi:
– migliora l’apprendimento
– sviluppa la creatività
– aumenta la memoria e la capacità di selezione
– consente di leggere con più sicurezza.

Questione di carattere: il corsivo
L’Enciclopedia Treccani definisce in questo modo la calligrafia: “L’arte, affine al disegno, che insegna a tracciare la scrittura in forma elegante e regolare”. Il corsivo, uno dei caratteri che viene insegnato a scuola, con le sue linee arrotondate, con le salite e discese delle lettere maiuscole e minuscole, con l’eleganza del tratto ha molto in comune con l’attività del disegno.
Il fatto di scrivere le parole unendo le lettere tra di loro, con una linea per quanto possibile continua, e staccando una parola dall’altra, favorisce un migliore apprendimento della lettura rispetto allo stampatello, carattere nel quale ciascuna lettera occupa uno spazio a sé stante.

Il favoloso mondo degli appunti: uno sguardo al passato
Le annotazioni di scuola negli anni ‘70 si duplicavano soltanto usando la carta carbone, calcando con la penna per poterne avere fino a tre copie. Da allora, fino ai copia-incolla o ai pdf delle dispense messe a disposizione online dai docenti, gli appunti ne hanno fatta di strada!
Questo elemento, indispensabile per ogni studente o corsista, se scritto a mano acquista un valore aggiunto: quello della personalizzazione.
Il favoloso mondo degli appunti: ciascuno a suo modo
Ciascuno di noi ha i propri schemi, il proprio stile, la propria maniera di prendere appunti, di creare collegamenti con frecce e riquadri, di sottolineare o di scrivere in stampatello un punto importante. E proprio quel linguaggio, fatto su misura, diventa unico, perfetto, nostro. Non solo, il fatto di averli scritti a mano permette di fissare nella mente i concetti ancora prima di studiarli.

Scrittura a mano e grafologia: quando il segno è rivelatore
Si può comprendere il carattere di una persona attraverso la scrittura a mano? La grafologia studia il rapporto tra il segno grafico e l’indole o lo stato d’animo di chi scrive. I periti grafologi o periti calligrafi vengono coinvolti in casi di contraffazione di documenti. Inoltre, nei procedimenti civili o in quelli penali, esaminano il testo manoscritto per confermarne o meno l’autenticità.
Il lettering: disegnare le parole
Da almeno dieci anni il lettering ha conquistato gli appassionati della scrittura artistica. I canali social offrono innumerevoli tutorial per chi è principiante. Altrettanti sono i video di approfondimento per chi desidera passare a un livello superiore. Nei negozi di cancelleria si trovano serie di penne e pennarelli speciali con punte di ogni spessore, misura e colore. Il lettering, a differenza della calligrafia che si riferisce alla scrittura propriamente detta, considera le lettere come un disegno e può utilizzare caratteri di fantasia, ideati proprio per il progetto che si vuole realizzare.

C’era una volta il diario segreto
Oggi si chiama journaling, ma l’abitudine di tenere un diario, che nella versione per bambine è munito di lucchetto e di chiave, è tutt’altro che una novità. Scrivere le sensazioni provate nella giornata appena trascorsa, le riflessioni su piccoli e grandi temi, descrivere le proprie emozioni è la parte più intima della scrittura. Il journaling viene consigliato, in età adulta, per ridurre lo stress e per dedicare tempo consapevole a se stessi.

Una pacifica convivenza
Ogni giorno per risparmiare il tempo della digitazione di un messaggio comunichiamo con le registrazioni vocali. Proporre di aggiungere più scrittura a mano nella nostra vita sembra quasi un gesto rivoluzionario. L’invito è di tenere carta e penna accanto alla tastiera e al cellulare. La sfida è quella di scrivere a mano la lista della spesa, un biglietto di auguri, una dichiarazione d’amore.
Il nostro cervello ci ringrazierà!










