La Storia di Genji: il primo romanzo psicologico nasce in Giappone 1000 anni fa

Kimono_Forest_at_night_Arashiyama_Station_Arashiyama_Kyoto_Japan usati dlla scrittrice autrice della Storia di ganji

Quando pensiamo ai “primi romanzi” della storia, di solito la mente vola all’Europa: Cervantes, Defoe, forse Jane Austen. E invece il primo romanzo psicologico,  e per molti anche il primo romanzo moderno, nasce in Giappone, scritto da una donna vissuta oltre mille anni fa: Murasaki Shikibu, dama di corte del periodo Heian. Il suo capolavoro, La Storia di Genji (Genji Monogatari), è un’opera monumentale che ha plasmato la letteratura giapponese e anticipato di secoli tecniche narrative e sensibilità psicologiche oggi considerate “moderne”.

copertina de la Storia di Genji in epoca moderna

La storia di Genji, un romanzo dell’XI secolo eppure incredibilmente moderno

Composto all’inizio dell’XI secolo, il Genji Monogatari racconta la vita di Hikaru Genji, figlio dell’imperatore, celebre per bellezza, talento e fascino. Privato del titolo per ragioni politiche, Genji cresce come un raffinatissimo cortigiano, muovendosi tra amori proibiti, passioni tormentate e intrighi di palazzo che sembrano destinati a ripetersi all’infinito. L’opera attraversa decenni della sua esistenza, mostrando la sua maturazione e quella delle successive generazioni.

Ciò che sorprende è la costruzione dei personaggi: complessi, contraddittori, mossi da emozioni sottili. Murasaki li osserva dall’interno, scolpendo i loro pensieri più intimi con una delicatezza psicologica che anticipa gli autori del Novecento. Secondo la traduttrice e studiosa Maria Teresa Orsi, Murasaki “ricorda Proust” nelle sue introspezioni, e la struttura del romanzo richiama quella del romanzo moderno, fondato sulla vita privata, la memoria emotiva e la ricerca di senso.

Murasaki Shikibu composing Genji Monogatari (Tale of Genji) by Tosa Mitsuoki (1617-1691)autrice de la Storia di Genji
Murasaki Shikibu composing Genji Monogatari (Tale of Genji) by Tosa Mitsuoki (1617-1691) pubblico dominio

La storia di Genji, passioni, dubbi, silenzi

Ne La storia di Genji  i sentimenti contano più degli eventi. Infatti emozioni, dubbi, silenzi e sguardi hanno un ruolo narrativo più forte di guerre, viaggi o colpi di scena. La corte Heian è un mondo in cui l’emozione diventa linguaggio, e Murasaki lo rende con una precisione straordinaria.

La poetica giapponese dell’epoca definisce questo sentimento come mono no aware, la consapevolezza struggente dell’impermanenza: l’idea che tutto ciò che è bello è destinato a svanire, e proprio in quel momento rivela la sua verità più profonda. Nel romanzo questo concetto appare ovunque: petali di ciliegio che cadono, amori che nascono e si consumano come incenso, ambizioni che si sgretolano nel silenzio della corte. Tutto questo rende l’opera un unicum nel suo tempo.

storia di GenjiIllustrazione del capitolo 42, – 匂宮 Niō no Miya ("Il principe profumato"). Attribuita a Tosa Mitsuoki (1617–1691)

Storia di Genji Illustrazione del capitolo 42, – 匂宮 Niō no Miya (“Il principe profumato”). Attribuita a Tosa Mitsuoki (1617–1691) – pubblico dominio

Un viaggio dentro la corte Heian

Il lettore è trasportato in un mondo raffinatissimo: kimono dai colori simbolici, rituali stagionali, giardini di ciliegi, poesia waka composta e scambiata come forma di dialogo. Nella corte Heian, estetica e vita sociale sono strettamente intrecciate, e Murasaki Shikibu conosce questo universo dall’interno, essendo al servizio dell’imperatrice Shōshi.

Il romanzo, inoltre, offre uno spaccato prezioso del Giappone medievale: dalla rigidità dell’etichetta al ruolo delle donne, spesso educate ma confinate nelle stanze interne del palazzo. Proprio la condizione femminile rende ancora più straordinaria la figura di Murasaki, che scrive un’opera così vasta e innovativa in un’epoca in cui alle donne è preclusa gran parte dell’istruzione formale.

Tale of Genji Museum

Tale of Genji Museum foto di Irina Gelbukh licenza CC

Un intreccio di amori, desideri e ossessioni

L’amore è sublime, doloroso, spesso impossibile. Genji non è un eroe impeccabile, è un uomo vulnerabile che insegue un ideale: la madre perduta quando era bambino. E la cerca nelle sue amanti: nei loro gesti e nei loro lineamenti. Il suo amore proibito per Dama Fujitsubo, giovane e leggiadra concubina dell’imperatore suo padre, è uno dei nuclei emotivi più intensi del romanzo.

Murasaki racconta amori felici e tragedie silenziose, gelosie e separazioni, matrimoni di convenienza e desideri inespressi. Le figure femminili non sono comparse: sono personaggi complessi, indipendenti, con una voce e una psicologia profonde.

 

Un’eredità che attraversa i secoli dal teatro Nō ai manga

Il Genji Monogatari conta 54 capitoli, oltre un migliaio di pagine e quasi 500 personaggi. È un’opera titanica che ha influenzato secoli di letteratura, pittura, teatro Nō, stampe ukiyo-e e perfino manga contemporanei. Parliamo di Asaki yumemishi  un manga di Waki Yamato, pubblicato a puntate su Mimi di Kōdansha, a partire dall’ottobre 1979, per poi essere raccolto in 13 volumi dal 1980 al 1993.

Oggi La storia di Genji  continua a essere studiata, tradotta e reinterpretata in tutto il mondo.

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