C’è oggi una fiaba ci suggerisce che il castello incantato esiste, ed è quello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo.
Appena varcato il cancello si è subito catapultati in una fiaba. È l’inizio della primavera e alcune delle centotrenta varietà di Camelie sono già sbocciate. Introdotte dalla Contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, sono presenti nel parco da oltre un secolo. Fungono da guardiane del castello diventando esse stesse un’installazione artistica. Si fondono perfettamente con le opere d’arte che da diciotto anni la Fondazione Cosso propone con grande maestria per consentire alla dimora di produrre vita, energia e sogni.

Foto A.M.
La bruma primaverile che risalta le gocce della pioggia caduta nella notte sfiora leggera i petali dei fiori e prepara il visitatore ad addentrarsi in un percorso dove oggetti, opere d’arte e libri creano la magia.
C’è oggi una fiaba, il castello è un mondo incantato
Come castellani curiosi camminiamo nei corridoi e sbuchiamo in ambienti dove la realtà cambia e diventa quella delle favole. Le stanze si trasformano nei capitoli di una storia da indovinare e riscrivere a nostra fantasia. Qui, il confronto delle immagini con la dimensione immaginaria del racconto muta gli oggetti in indizi e le opere in “soglie” inaspettate per un mondo incantato.
La fiaba classica attraverso l’arte moderna e contemporanea
Il percorso espositivo sceglie la favola per riflettere sul ruolo contemporaneo del castello stesso, sulla sua vocazione al femminile. La parola “fiaba” nasce infatti al femminile e molte delle prime favole europee sono scritte da donne.
È una narrazione corale dove i protagonisti dell’arte moderna e contemporanea dialogano con una ricca selezione di libri — da Giovan Francesco Straparola a Giambattista Basile, dai Fratelli Grimm a Madame d’Aulnoy, da Carlo Collodi a Hans Christian Andersen.
C’è oggi una fiaba, dove il visitatore diventa personaggio

In questa mostra il protagonista prende forma nello specchio: il visitatore entra nell’opera e diventa personaggio. Qui poi l’antagonista affiora tra ombre, scacchiere e presenze informali che evocano conflitto e disordine. Oggetti minimi e simbolici, scarpe, mele, rose, tappeti magici, costruiscono una costellazione di indizi, mentre la trasformazione, l’aiutante e il lieto fine si dispiegano in installazioni, sculture leggere e cieli traforati che suggeriscono possibilità più che soluzioni.
C’è oggi una fiaba dove le opere d’arte diventano bacchette magiche
Curata da Roberto Galimberti, con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, C’è oggi una fiaba si serve di opere d’arte come fossero bacchette magiche o oggetti incantati. I lavori di artisti come Lucio Fontana, Pistoletto, Yves Klein, Carol Rama, Emilio Isgrò, Sofia Cacherano di Bricherasio e molti altri, si intrecciano tra linguaggi ed epoche diverse per restituire la fiaba come pensiero visivo.

Provenienti da istituzioni torinesi, da importanti collezioni private o da fondazioni, le opere non illustrano storie, ne assumono i meccanismi profondi – lo specchio, il bosco, l’oggetto magico, la scarpetta, la metamorfosi, il lieto fine – trasformano il Castello di Miradolo in uno spazio intimo e insieme collettivo.
La colonna sonora del castello
Ad accompagnare il visitatore lungo il percorso e permettergli di comporre la propria narrazione fantastica, è la suite per pianoforte a quattro mani, Ma mère l’Oye. Scritta tra il 1908 e il 1910 da Maurice Ravel. Fluttua nelle stanze questa musica ispirata ai grandi favolisti francesi del Sei e Settecento e dedicata dal maestro ai suoi due figli, Jean e Mimie.
Libri preziosi dal passato
Le origini delle fiabe sono lontane, incerte nel tempo e nello spazio, scaturite tra focolari domestici, dai racconti di viaggiatori, in seno a corti eleganti e tramandate in lingue lontane come sanscrito, persiano, arabo, cinese, idiomi africani, dialetti …

Le avventure di Pinocchio
1943, Collana Universale, Giulio Einaudi Editore, Torino
A cura di Cesare Zavattini
Libreria antiquaria Dedalo M. Bosio, Torino. Foto A.M.
Una selezione di libri illustrati, antichi, rari e curiosi, sono parte del percorso visivo della mostra. Ci sono edizioni preziose di Alice nel paese delle meraviglie, antichissimi esemplari di Collodi e affascinanti libri pop-up.
Il castello incantato di Miradolo, uno spazio inclusivo
Il Castello di Miradolo si conferma uno spazio aperto. Parallelamente alla mostra si sviluppa il progetto Da un metro in giù: un percorso didattico che invita i visitatori più piccoli ad osservare l’arte attraverso il gioco.
L’accessibilità è totale. Testi in più lingue, strumenti inclusivi come il linguaggio Easy to Read, CAA, (Comunicazione Aumentativa Alternativa), la LIS, e la presenza dello Spazio Calmo fanno sì che tutti possano scrivere la propria fiaba.
La mostra C’è oggi una fiaba è aperta fino al 21 giugno 2026 presso la Fondazione Cosso – Castello di Miradolo – San Secondo di Pinerolo (TO)










