Gianpiero Casagrande e il navigare in un mare di libri. Intervista al direttore delle Biblioteche di Pinerolo

Gianpiero Casagrande, direttore della Biblioteca di Pinerolo.

La concentrazione più alta di appassionati dei libri si trova in un punto preciso di Pinerolo: la Biblioteca. Possiamo considerare la Biblioteca Civica Centrale Alliaudi come la nave ammiraglia di una flotta numerosa formata da tutte le sedi del Sistema Bibliotecario Pinerolese. Al timone di questa flotta c’è il direttore Gianpiero Casagrande. Entriamo nel suo ufficio con le pareti foderate di volumi per farci raccontare ciò che rende la sua Biblioteca un luogo speciale, al passo con i tempi e ricco di curiosità.

Esterno della Biblioteca Alliaudi di Pinerolo.
La Biblioteca Alliaudi di PInerolo – immagine tratta dal sito

Dottor Casagrande, come si diventa direttore di una Biblioteca?

Si diventa direttore di Biblioteca… studiando! Potrà sembrare banale, ma in primo luogo è necessario un adeguato titolo di studio. Oggi è possibile frequentare corsi universitari magistrali di Biblioteconomia e Archivistica (anche all’Università di Torino) che ti danno la base teorica (scientifica e giuridica), poi, naturalmente, è necessario fare molta pratica, sul campo. Quando qualcuno mi dice: “Che bello, lavori in mezzo ai libri!” rispondo “Vero, ma ci si deve occupare di un po’ di tutto: il primo lavoro che dovetti seguire arrivato a Pinerolo fu… il guano dei piccioni!”.

Mappa del sistema Bibliotecario Pinerolese.
mappa del Sistema Bibliotecario Pinerolese – immagine tratta dal sito

Qual è la parte del suo lavoro che ama di più? Quando da bambino le chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” cosa rispondeva?

La parte del lavoro che dà più soddisfazione è (non sembri retorico) la gratitudine degli utenti: la biblioteca di pubblica lettura appartiene ai cittadini (sul serio, non è un modo di dire: i nostri utenti sono al contempo i nostri datori di lavoro). Vederli soddisfatti dopo l’incontro con uno scrittore o anche, più semplicemente, perché sei riuscito a trovare proprio il libro desiderato, dà un senso alla fatica. Da grande? Beh, volevo fare lo scrittore (e qui, tutto sommato, ogni tanto ci riesco).

Gianpiero Casagrande
courtesy by G. Casagrande

Il 2026 è un anno eccezionale per le Biblioteche di Pinerolo, cosa è già successo e cosa succederà nei prossimi mesi?

È un anno che, credo, si ricorderà a lungo: non solo nella storia della nostra Biblioteca (che si avvia a compiere 160 anni), ma della Città tutta. Con uno sforzo economico encomiabile da parte dell’Amministrazione, siamo finalmente riusciti a tagliare due importantissimi traguardi: in primo luogo la nuova Biblioteca Ragazzi, o meglio, il Polo 0-14, intitolato alla fisica di origini pinerolesi Giustina Baroni. Uno spazio straordinario (grande tre volte la precedente Biblioteca), ristrutturato, arricchito di arredi modernissimi, agili e studiati ad hoc, che dialoga con un esterno meraviglioso, il Parco di Villa Prever. Un’immersione nel verde che è e sarà anche immersione nella scienza, grazie alla sinergia con il vicino Museo didattico di Scienze Naturali.

Siamo anche riusciti, finalmente, a cambiare volto alla sede centrale della Alliaudi, fornendo gli utenti di nuovi spazi, soprattutto creando una Biblioagorà, una piazza centrale che non è solo della Biblioteca, ma della Città tutta. Nei prossimi mesi cercheremo di ampliare l’orario di apertura dei nuovi servizi (ma per farlo abbiamo bisogno di nuovo personale, qualificato!).

Interno della Biblioteca Ragazzi di Pinerolo.
La nuova Biblioteca Ragazzi – immagine tratta dal sito

Non tutti sanno che, dal salone che ha uno splendido soffitto in vetro in stile Liberty, lei può accedere a un’enorme cassaforte. Cosa ci fa una cassaforte in una Biblioteca?

La Biblioteca Alliaudi di Pinerolo, aperta al pubblico il 7 giugno 1868, per quasi cent’anni è ospitata all’ultimo piano del Palazzo comunale. Nel settembre 1964 apre nella nuova sede, quella attuale: la palazzina liberty costruita nel 1927 (fra pochi mesi saranno cent’anni) per la Banca d’Italia. E ogni banca… ha un caveau. Inevitabilmente il nostro caveau custodisce i documenti più preziosi della nostra Biblioteca: manoscritti storici e letterari (i più antichi risalgono ai primi anni del XV secolo), incunaboli, cinquecentine, edizioni bodoniane.

Particolare del soffitto liberty della Biblioteca di Pinerolo.
Particolare del soffitto liberty della Biblioteca di Pinerolo – immagine tratta dal sito

È vero che la cassaforte della Biblioteca al suo interno custodisce anche una capsula del tempo?

Sì, esiste anche una importante capsula del tempo, figlia di un progetto realizzatosi con l’Associazione Yowras di Pinerolo (con la quale creammo, nel 2013, PineroloPoesia): un messaggio destinato ai posteri, una (piccola) cassaforte nella (grande) cassaforte che contiene Poesia, un piccolo saggio della produzione poetica pinerolese di questi ultimi anni che sarà letto (speriamo) fra tanti anni.

A Pinerolo la poesia è di casa: cos’è la Poeteca, a cosa serve, da quando esiste e cosa possiamo trovare sui suoi scaffali?

La declinazione della nostra Biblioteca (generalista per definizione) verso la Poesia data da molti anni. L’idea di creare uno spazio apposito per i libri di poesia, ma che diventasse, nel contempo, un laboratorio di ricerca poetica, suggeritomi dall’amico Tiziano Fratus, si è concretizzato nel 2009. Nel 2013 l’allora Sindaco Eugenio Buttiero scoprì la targa, ancora oggi ben visibile su un lato della Biblioteca, che proclamava Pinerolo Città della Poesia.

Interno della Biblioteca Alliaudi di Pinerolo
Interno della Biblioteca – immagine tratta dal sito

La Biblioteca realizza una manifestazione dal titolo Pinerolo Poesia. Quanti poeti e poetesse questo festival ha ospitato nelle sue ormai molte edizioni?

Sempre nel 2013, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino, con l’Associazione Yowras, in anni più recenti con il Circolo dei Lettori di Pinerolo, prendeva il via “PineroloPoesia”, un festival letterario (principalmente ma non esclusivamente poetico), che ha ospitato in 13 edizioni (è in fase avanzata di progettazione la XIV) poeti e poetesse, narratrici e narratori, musiciste e musicisti non solo italiani. Ogni anno gli ospiti sono stati, come minimo, quattro (non ci siamo fermati neppure nel 2020 e 2021, abbiamo semplicemente sostituito alcuni incontri in presenza con il mezzo digitale): il computo complessivo di ospiti supera ampiamente i 50.

Quali sono i documenti più antichi e particolari che conservate nel vostro Archivio storico? Che cos’è il “Libro della catena”?

La storia quasi millenaria di Pinerolo si riflette, naturalmente, nel nostro Archivio storico, che conserva documenti dal 1075 al 1875 (con alcune aggiunte novecentesche). Dalla donazione di Adelaide di Susa all’Abbazia di Santa Maria di parte consistente del territorio oggi occupato dal centro storico della città, passando per D’Artagnan, Luigi XIV e Napoleone, ma anche i principi d’Acaja, Emanuele Filiberto, duchi e sovrani sabaudi, l’intera storia pinerolese si ritrova nei nostri documenti, a partire da quel meraviglioso codice pergamenaceo dei primi del Quattrocento (il Libro della Catena) che contiene gli Statuti di Pinerolo, che tutti i cittadini dovevano conoscere (consultare, come fosse l’odierno albo pretorio digitale), ma non sottrarre: il codice era quindi tenuto in luogo pubblico, ma… incatenato.

Mi piace però sottolineare (omaggiando il magistero del grande Marc Bloch, a fine giugno assiso al Panthéon parigino per volere del presidente Macron) che la storia non è fatta solo da re e soldati ma anche, se non soprattutto, dalla gente comune: anche i “semplici” cittadini popolano il nostro Archivio.

Disegno che rappresenta Dartagnan e i tre moschettieri.
I tre moschettieri – incisione colorata di Jules Huyot da un disegno di Maurice Leloir – licenza CC

La Biblioteca e le giovani generazioni: a ottobre 2025 si è svolta la prima edizione di B.A.n.G. Biblio, Art n’ Games, di cosa si tratta e com’è andata in termini di partecipazione e di attenzione da parte dei media? I giovani stanno riscoprendo la Biblioteca come punto di aggregazione e di socialità silenziosa, come si legge in un recente articolo. Cosa ne pensa?

Intanto che i giovani leggono: contrariamente a quanto si è portati a credere (anche dall’assenza dei 14-19enni dalle nostre biblioteche, dato comune in tutta Italia), le ragazze adolescenti (molti meno i maschi) leggono, scegliendo naturalmente ciò che loro preferiscono, il romance, in tutte le sue sfaccettature, il fantasy, spesso allontanandosi però dall’editoria principale, quella che trovi nelle nostre librerie. I social (TikTok soprattutto) fungono da potentissimo mezzo di condivisione di passioni, di passaparola molto più efficaci di intere campagne pubblicitarie. Il nostro sforzo dev’essere di intercettare quella specifica domanda e per farlo abbiamo bisogno delle ragazze e dei ragazzi.

La prima edizione di B.A.n.G. è stata un successo parziale: grande partecipazione di pubblico, ma di un pubblico un po’ troppo “adulto”: puntavamo ad avere gli studenti delle scuole superiori, abbiamo avuto gli universitari. Benissimo, ma progettiamo con la seconda edizione di ampliare la platea. La Biblioteca è un luogo pubblico e gratuito: non pensiamo che i ragazzi non siano sensibili da questo punto di vista, anzi: è un nostro punto di forza, dobbiamo rendere sempre più gradevoli gli spazi.

Atrio della Biblioteca di Pinerolo
Atrio della Biblioteca – immagne tratta dal sito

Ora poniamo due domande non al direttore della Biblioteca ma al poeta: una delle sue raccolte ha per titolo L’ingegneria della vita felice. Come guarda un poeta la natura che lo circonda?

Domande difficilissime per chi (il poeta) è molto più bravo a formulare (appunto) domande piuttosto che a trovare risposte. La natura è la casa di noi tutti, il problema è esserne sempre consapevoli. Non è neppure necessario chiedersi se la natura sia madre o matrigna: è l’ambiente in cui viviamo e del quale dobbiamo avere estrema cura. Il poeta funge da intermediario: ricerca e descrive le connessioni tra il grigio dell’asfalto e il verde scuro delle pinete.

Copertina della raccolta poetica L'ingegneria della vita felice di Gianpiero Casagrande.

Quali sono, a suo parere, le tre “regole d’oro” per chi desidera avvicinarsi alla poesia?

Le tre regole fondamentali per avvicinarsi alla poesia sono: 1. leggere; 2. leggere; 3. leggere. In un paese come il nostro dove tutti scrivono, dove almeno un milione di persone ogni anno scrive versi, dove decine di migliaia di libri di poesia autoprodotta vengono pubblicati (e dimenticati) ogni 12 mesi, senza mai raggiungere neppure gli scaffali di una libreria, l’unica soluzione per produrre buona poesia è leggerla. Cosa che, ben lo sappiamo, da noi non si fa: i libri di poesia venduti nelle librerie o letti nella nostra Poeteca sono pochissimi e, comunque, sempre gli stessi (per ragioni perlopiù di studio: Dante, Petrarca, Montale – ben vengano, naturalmente! – o di passione per i pochi soliti nomi, da Prévert a Neruda, grandissimi ma non sono i soli).

Bisogna leggere poesia contemporanea, soprattutto italiana: come per la narrativa o la saggistica, c’è poesia buona e altra pessima, ci sono libri facili da affrontare e altri (francamente troppi) pressoché illeggibili. È necessario saper scegliere, ma il libraio e il bibliotecario sono lì per quello.

Copertina della raccolta poetica Primo tempo di Gianpiero Casagrande.

Ringraziamo di cuore Gianpiero Casagrande per averci raccontato la sua Biblioteca: un organismo vivo e scalpitante, moderno e in evoluzione, uno spazio diffuso e pronto a spalancare le porte a chiunque per offrire cultura multiforme, gratuita e condivisa.

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