Proverbi, aforismi, motti, modi di dire: la quintessenza del linguaggio

immagine grafica di nuvolette dei fumetti vuote che rappresentano i proverbi, gli aforismi, le citazioni e i modi di dire

Quante parole ha la lingua italiana? Se ne possono contare, comprendendo sia il lessico di base sia tutte le declinazioni dei verbi e le varianti di genere e di numero, da oltre 427.000 per arrivare a oltre due milioni. In questo mare di vocaboli si trovano anche particolari accostamenti: i proverbi, gli aforismi, i motti e i modi di dire.
Inoltre, ogni parola italiana è corredata da una certa quantità di sinonimi e di contrari che consentono di esprimersi, a voce o per iscritto, con un linguaggio corretto e vario, evitando le ripetizioni e rendendo maggiormente colorato e personale il proprio modo di comunicare.

 

Frontespizio del Vocabolario della Crusca che comprende le parole contenute in proverbi, aforismi, motti e modi di dire
Vocabolario della Crusca 1612 – licenza CC

Proverbi, aforismi, motti, modi di dire: cosa sono

Si tratta di forme di espressione che lavorano per sottrazione, che enfatizzano il significato e riducono al minimo l’uso delle parole. Proprio per questo si possono ricordare e citare facilmente, e rappresentano il lato popolare, antico, arguto e simbolico della cultura letteraria.

Proverbi: la saggezza del passato in forma anonima

Il mondo contadino, le stagioni e il tempo atmosferico, gli animali e le caratteristiche fisiche o morali delle persone, i sentimenti, gli avvertimenti, la vita quotidiana, queste sono alcune delle molte categorie in cui si suddividono i proverbi. Anche se oggi consideriamo alcune definizioni poco rispettose oppure discriminanti, il fatto di conoscerle permette di evidenziare i pregiudizi da cui hanno avuto origine. Proprio perché i proverbi derivano dalla tradizione popolare, non si conosce il nome di chi li ha creati.

Chi va al mulino si infarina
(Chi si trova a contatto con un ambiente o con persone di un certo tipo, nel bene e nel male ne viene influenzato).

Ruota di un mulino ad acqua con un canale sullo sfondo.
Foto di Siggy Nowak da Pixabay

L’aforisma: un distillato di riflessione e di ironia

È una considerazione precisa ed essenziale su un particolare argomento che rivela l’opinione e l’atteggiamento di chi l’ha ideata. L’aforisma deve essere breve e deve suscitare una reazione di sorpresa in chi lo legge o lo ascolta. Tra le aforiste e gli aforisti più celebri ricordiamo Oscar Wilde, Maria Luisa Spaziani, Marcello Marchesi, Virginia Woolf, Alda Merini, Charles Baudelaire.
Al contrario dei proverbi e dei modi di dire, gli aforismi non necessitano di interpretazione perché il suo significato è evidente e non dà adito a fraintendimenti. Esistono poi gli aforismi sugli aforismi, ecco due esempi:

Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole. (Gesualdo Bufalino)

L’aforisma non coincide mai con la verità: o è una mezza verità o una verità e mezza. (Karl Kraus)

Ritratto fotografico di Oscar Wilde, scrittore e autore di aforismi.
Oscar Wilde 1894 – licenza CC

Motti, massime e sentenze: poche parole per grandi intenzioni

Le definizioni di motto che troviamo sul dizionario sono più di una. In questo caso ci si riferisce alle parole che spesso compaiono sugli stemmi araldici, sui marchi di alcune aziende o associazioni, sui simboli di corpi militari oppure di ordini religiosi. Il più delle volte i motti sono in latino ed esprimono la volontà e la determinazione che contraddistingue il gruppo di persone a cui si riferiscono. Alla stessa famiglia appartengono le massime e le sentenze, queste ultime nel loro significato letterario e non in quello giuridico.

Flammas Domamus Donamus Corda – Domiamo le fiamme, doniamo i cuori
(motto del Corpo nazionale dei vigili del fuoco)

Tutti per uno, uno per tutti
(motto tratto dal romanzo I tre moschettieri di Alexandre Dumas)

Disegno che rappresenta Dartagnan e i tre moschettieri.
I tre moschettieri – incisione colorata di Jules Huyot da un disegno di Maurice Leloir – licenza CC

I modi di dire: quando il significato si mette la maschera

Espressioni come “essere al verde”, “prendere un granchio”, andare a tutta birra, “spaccare il minuto”, “avere le mani bucate” possono lasciare di stucco (ecco un altro modo di dire) chi sta imparando la lingua italiana.
In questi casi il vero significato è un altro e bisogna saperlo riconoscere, anche se è nascosto, per non “fare una figura da cioccolataio”.

Immagine evocativa di una persona con le tasche dei pantaloni vuote.
Foto di Ferdinand Herndler da Pixabay

Seimilacinquecento

Ecco la quantità di vocaboli che si usano ogni giorno e che compongono il 98% della normale comunicazione, dai rapporti con colleghe e colleghi di lavoro alle chiacchiere con chi ci serve il caffè al bar, dalle discussioni con le persone amiche ai discorsi in famiglia.

Una tavola imbandita vista dall'alto con un gruppo di persone che mangiano.
Foto di Spencer Davis su Unsplash

In questo mare di parole

La lingua italiana è un mare in continuo movimento, si agita, si trasforma, cambia con il tempo. E come il mare, anche se a un primo sguardo potrebbe sembrare sempre uguale, può rivelare fondali sorprendenti, incontri ravvicinati e angoli da esplorare con curiosità, per tornare in superficie e assaporare il piacere della conoscenza.

Condividi articolo
Facebook
X