Ci sono momenti in cui sembra che la strada si fermi e il mondo vada avanti. Traguardi da raggiungere, tappe fisse su cui tutti sembrano avere chiarezza, tranne noi. Chi si sente ancora alla ricerca, o peggio, in ritardo, rischia di vivere questi momenti come un fallimento. Ma ancora una volta la letteratura ci viene in aiuto, e ci racconta che il viaggio, quello fisico così come quello spirituale, non ha una tabella di marcia uguale per tutti. Questi quattro viaggi letterari ci raccontano come partire e ricominciare siano verbi che possono essere sempre coniugati al presente, e come “tardi” sia un concetto estremamente relativo.
Viaggi letterari mistici e allegorici: L’Alchimista di Paulo Coelho
Pubblicato del 1988, L’Alchimista è presto diventato il libro simbolo del viaggio mistico alla ricerca di se stessi. Visionario, allegorico e trasformativo, è il viaggio di formazione del pastore Santiago. Egli abbandona tutto per rincorrere un sogno che lo porta lontano, fra incontri inaspettati ma fatali e la crescita interiore che gli permette di raggiungere nuove consapevolezze. Dalla Spagna all’Egitto, il corollario di personaggi non fa da semplice sfondo. È un varco che gli permette di accedere a una nuova versione di sé, e insegna come il tempo perso a cercare non sia mai davvero tempo perso.
Wild di Cheryl Strayed: viaggi letterari passo dopo passo
A volte il rimedio migliore per un lutto è partire in solitaria. Il dolore di certe perdite e delusioni va processato tra se stessi e la natura, con due scarponi ai piedi, vette da scalare che paiono insormontabili come certe difficoltà che la vita ci mette davanti. È quello che fa Cheryl, che a ventisei anni, dopo la morte della madre e un matrimonio fallito alle spalle, decide di percorrere da sola gli oltre 1700 km del Pacific Crest Trail.
Il memoir è una storia vera, trasposto anche sul grande schermo nel 2014 e interpretato da Reese Witherspoon. Wild è doloroso e reale, non edulcora nulla del processo di rinascita attraverso il viaggio, che diventa emblema perfetto del sudore, della fatica e della frustrazione, ma anche della profonda costanza e determinazione, fisiche ma soprattutto mentali, che occorrono per affrontarlo. Passo dopo passo.

Mangia, prega, ama di Elizabeth Gilbert
Spesso bollato come self-help book un po’ cliché, Mangia, prega, ama rientra però a pieno titolo nella categoria dei viaggi letterari che trasformano e superano. Nato anch’esso da una crisi vera nel corso dei trent’anni, il libro parte da divorzio e depressione, per poi concludersi con speranza e nuovi inizi. Non senza essersi fatta attraversare da uno smarrimento senza precedenti, Elizabeth trova a fatica il coraggio di abbandonare una vita vuota e infelice. La liberazione dalle costrizioni sociali passa attraverso il contatto con culture diverse dalla sua. Roma, l’India e Bali le insegnano che non esiste un unico modo di vivere la vita e che ognuno ha il suo tempo. Non si può essere in ritardo su un percorso che è nostro soltanto.
Shantaram e l’India che risveglia
Shantaram è una storia d’avventura e redenzione, il romanzo-fiume di una completa rinascita. Dopo una vita travagliata fatta di eccessi e crimini, Greg scappa dalla prigione australiana e si rifugia a Bombay. Qui iniziano la sua nuova vita, la sua nuova identità e la ricostruzione di uno scopo. La ricerca di significato passa per lui dall’incontro con un variopinto mosaico di personaggi, con vita in una baraccopoli, l’amore, e l’India, terra di sacro e di caos, sorrisi e dolore. Un rito di passaggio che sconvolge interamente i pezzi della sua esistenza e li ricompone dando loro nuova vita. Un’altra conferma del fatto che per ripartire a volte è necessario demolire, a qualsiasi età.











