Ben Jonson, il drammaturgo salvato dalla forca perché sapeva leggere

Il 22 settembre 1598 Benjamin Jonson, noto come Ben Jonson,  drammaturgo, attore teatrale e poeta britannico, futuro autore di Volpone uccide l’attore Gabriel Spenser in duello. Arrestato e vicino alla condanna a morte, si affida a una singolare possibilità prevista dalla legge inglese: leggere un versetto della Bibbia.

Aveva circa ventisei anni, frequentava già il mondo del teatro londinese e proprio nel 1598 Every Man in His Humour aveva contribuito a far conoscere il suo nome; tra gli attori della commedia figurava anche William Shakespeare. Ma quel giorno la carriera dell’uomo destinato a diventare uno dei maggiori drammaturghi dell’età elisabettiana rischia di terminare prima ancora di essere davvero cominciata.

A decidere della sua vita sarebbe stata, in modo sorprendente, la sua capacità di leggere.

Ben Jonson, ritratto di Abraham Blyenberch (1617)
Ben Jonson, ritratto di Abraham Blyenberch (1617) immagine pubblico dominio

Un duello nei campi fuori Londra

Jonson incontra l’attore Gabriel Spenser a Hogsden Fields, un’area allora aperta nei pressi di Shoreditch, nell’odierna Londra. Le circostanze precise della lite rimangono poco chiare, ma sappiamo che i due si affrontano con le armi e che Spenser rimane ucciso. La notizia circola immediatamente nell’ambiente teatrale. Quindi Jonson viene arrestato, rinchiuso a Newgate e processato per l’uccisione di Spenser. La prospettiva dell’impiccagione è concreta.

Una legge medievale sopravvissuta nell’Inghilterra di Elisabetta I

È allora che entra in gioco il benefit of clergy, il “privilegio del clero”.

La sua origine risale al Medioevo, quando gli ecclesiastici potevano rivendicare il diritto a essere giudicati secondo una giurisdizione differente da quella dei tribunali secolari. Con il passare dei secoli il meccanismo era cambiato profondamente e la capacità di leggere era diventata, in determinati procedimenti, il sistema utilizzato per dimostrare di poter accedere al privilegio.

La prova aveva qualcosa di quasi irreale vista con gli occhi di oggi: occorreva leggere correttamente un passo della Bibbia.

Manoscritto medioevale merlino in Asta Christies's foto da Christie's
foto da sito Christie’s

Il “neck verse”, il versetto che salvava il collo

Il brano tradizionalmente utilizzato era l’inizio del Salmo 51, il Miserere: una scelta divenuta talmente famosa da guadagnarsi il soprannome di “neck verse”, il “versetto del collo”, perché per alcuni condannati riuscire a leggerlo significava letteralmente sottrarsi alla corda del boia. .

Jonson era stato educato alla Westminster School. Il latino che aveva appreso sui libri diventa improvvisamente una questione di vita o di morte. Legge il versetto. E supera la prova. La sua alfabetizzazione gli consente di invocare il privilegio e di sfuggire alla pena capitale.

Il salmo 51, con miniatura di Davide penitente, ne Les Très Riches Heures du duc de Berry
Il salmo 51, con miniatura di Davide penitente, ne Les Très Riches Heures du duc de Berry immagine pubblico dominio

Salvo dalla forca, ma con un marchio sulla mano

La libertà ha comunque un prezzo. Gli atti relativi al procedimento mostrano che Jonson subisce la confisca dei propri beni e viene marchiato sul pollice, una pratica collegata al benefit of clergy che serviva anche a rendere riconoscibile chi aveva già usufruito di quella possibilità.

La storia letteraria, intanto, continua. Negli anni successivi Jonson scrive opere come Volpone, The Alchemist e Bartholomew Fair, costruendo una fama destinata a sopravvivere per secoli. Prima dei grandi personaggi, delle satire e delle commedie, erano state poche righe imparate a leggere sui libri a decidere che avrebbe avuto il tempo di scriverle.

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