A Praga c’è una biblioteca in cui un volume può contenere rami, foglie e radici. Il dorso è di corteccia, la copertina di legno: per conoscere un albero, si apre un piccolo campionario della sua stessa materia. Parliamo della Biblioteca di Strahov, e della sua xiloteca, realizzata intorno al 1825 che comprende 68 volumi dedicati ad altrettanti tipi di alberi.
Ogni contenitore utilizza il legno della specie rappresentata; il dorso conserva la corteccia, mentre all’interno sono raccolti campioni vegetali.
Ma la sua affascinante storia non finisce qui.

Biblioteca di Strahov un monastero tra il Castello di Praga e Petřín
La biblioteca appartiene al monastero di Strahov, vicino al Castello di Praga e alla collina di Petřín. Fondato nel XII secolo ospita ancora oggi una comunità di religiosi premostratensi. Il patrimonio librario comprende circa 200.000 volumi, distribuiti fra ambienti storici e depositi. Le due sale più celebri, la Teologica e la Filosofica, rappresentano momenti diversi della sua crescita.

La Sala Teologica: leggere sotto una volta dipinta
Realizzata negli anni Settanta del Seicento per iniziativa dell’abate Jeroným Hirnhaim, la Sala Teologica custodisce soprattutto opere religiose e numerose edizioni della Bibbia.
Gli affreschi di Siard Nosecký risalgono invece al successivo ampliamento settecentesco. Un dettaglio delle scaffalature rivela quanto l’ornamento avesse anche una funzione pratica: cartigli con immagini e iscrizioni indicavano le discipline dei libri sottostanti. Prima ancora di ammirare il soffitto, il lettore doveva potersi orientare fra gli scaffali.

La Sala Filosofica e il viaggio verso la conoscenza
La Sala Filosofica, costruita attraverso un progetto sviluppato fra il 1782 e il 1797, cambia completamente le proporzioni della visita. Le scaffalature salgono su due livelli e lo sguardo viene attirato verso il grande affresco di Franz Anton Maulbertsch, dedicato allo sviluppo spirituale dell’umanità.
L’ambiente misura circa 32 metri di lunghezza, dieci di larghezza e quattordici di altezza. Accanto alla filosofia trovano posto discipline come medicina, matematica, geografia e astronomia: una raccolta che restituisce l’ampiezza degli interessi coltivati nella biblioteca.
Anche l’accesso ai ripiani superiori nasconde un espediente curioso: le scale a chiocciola che conducono alla galleria sono celate negli angoli, dietro falsi dorsi di libri.

Il gabinetto delle curiosità: la natura prima dei musei
Nel percorso compare il nucleo del gabinetto delle curiosità che viene acquistato nel 1798 dagli eredi del barone Karl Jan Eben.
Queste collezioni, nate nel Rinascimento e considerate antenate dei musei moderni, accostano materiali differenti anche per suscitare meraviglia. A Strahov si incontrano reperti naturalistici, frutti in cera e oggetti ai quali il passato attribuiva proprietà straordinarie.
Fra questi figurano le cosiddette “pietre di rospo”: in realtà denti fossili di pesci del genere Lepidotus, ai quali venivano riconosciute capacità curative e la facoltà di reagire ai veleni.
Visitare la Biblioteca di Strahov: cosa sapere prima di acquistare il biglietto
La visita ordinaria non consente di entrare nelle due sale monumentali: si osservano dalle porte d’ingresso. Il percorso accessibile comprende il corridoio con il gabinetto delle curiosità e le esposizioni dedicate ai libri. La durata consigliata è di circa quaranta minuti.
Esistono visite guidate con accesso alle sale, ma richiedono una prenotazione anticipata e hanno disponibilità limitata.
La restrizione protegge libri, arredi e affreschi dalle variazioni di umidità e dalla polvere. Nel percorso sono inoltre presentati globi dal Seicento all’Ottocento e facsimili di preziosi manoscritti medievali.










