Boosta e la musica come viaggio, un’intervista dietro le quinte di Narrazioni Parallele

Boosta, Davide Dileo al pianoforte, durante il concerto conclusivo di Narrazioni Parallele il 31 ottobre 2026 al Teatro Juvarra di Torino

Intervista a Davide Dileo, Boosta, dietro le quinte di Narrazioni Parallele

Narrazioni Parallele è un percorso che ha fatto incontrare e dialogare Intelligenze Naturali e Intelligenza Artificiale innovando il mondo della musica e della fruizione culturale.  Un percorso durato tre anni, un cantiere culturale ideato dall’associazione culturale LUCAS che ha messo in  dialogo l’elettronica contemporanea con la polifonia secolare dell’Accademia Corale Stefano Tempia e l’associazione  Cultura e Salute. Un progetto in partnership con Filarmonica TRT, Biblioteche Civiche Torinesi e Politecnico di Torino.

Rivolto a un pubblico intergenerazionale, affianca concerti-workshop partecipativi nelle biblioteche a incontri tra musica colta, elettronica e nuove tecnologie, con call e concerti dedicati a compositori e compositrici under 35. L’intelligenza artificiale collega i due percorsi.

 

Progetto Narrazioni Parallele - Immagine simbolo
Immagine simbolo del progetto Narrazioni Parallele
per gentile concessione di NP

Boosta e l’arte che non conosce steccati di genere.

È in questo spazio di confine, tra l’eredità storica dell’Accademia Corale Stefano Tempia, le partiture inedite della Call for Composers e le trame elettroniche dei suoi sintetizzatori, che prende forma la nostra intervista a Davide Boosta Dileo.

A ridosso delle prove generali dell’ultimo appuntamento di Narrazioni Parallele al Teatro Juvarra di Torino, Davide Dileo fa il bilancio di un percorso condiviso, riflettendo sul dialogo tra note e pagina scritta e sull’urgenza universale del narrare.

Con i Subsonica avete tessuto la cronaca sonora di Torino, portandola ovunque, e sul palco mantieni da sempre una presenza catalizzatrice. Boosta, quando sei in scena, il tuo intento intimo è narrare una storia a chi ascolta o piuttosto offrire uno spazio espressivo universale?

il gruppo musicale Subsonica nel 2020
Il gruppo musicale Subsonica nel 2020
immagine via Wikimedia Commons

Non ho l’ambizione di salire sul palco per raccontare storie mie o per pretendere ascolto. La musica è uno strumento che agisce su ciascuno in modo irripetibile: la usiamo per dare forma alla gioia, alla tristezza o a qualsiasi cosa di cui sentiamo il bisogno. Sul palco amo mettere a disposizione ciò che amo, trasformandomi in uno strumento al servizio della coscienza, del cuore e dei pensieri delle persone. Chi siede in platea ha un proprio percorso da compiere; il mio ruolo è semplicemente quello di accompagnare quel viaggio.

Il percorso di Narrazioni Parallele si chiude stasera dopo un cammino lungo tre anni, fatto di commistioni e incontri. Qual è la consapevolezza più forte che ti lascia questo dialogo tra la polifonia classica e la tua ricerca sonora?

É la conferma che esiste ancora tantissima musica straordinaria e che resta uno strumento indispensabile all’essere umano. Spesso tendiamo a erigere steccati tra i generi perché catalogare semplifica il lavoro della mente, ma nella musica non ha senso essere integralisti. Classica, elettronica o pop sono solo colori diversi sulla medesima tavolozza. Questi tre anni di lavoro condiviso e di contaminazione non sono stati una forzatura, ma un atto naturale: è così che la musica deve funzionare.

Tra i tasselli del progetto c’è stata la Call for Composers, pensata per dare voce e spazio a nuove penne musicali. Boosta, quanto conta oggi aprire un’istituzione storica e un palco vero alla creatività emergente?

Poter disporre di un palcoscenico e avere l’opportunità reale di esprimersi è fondamentale, a maggior ragione quando si ha qualcosa di autentico da comunicare. I giovani compositori coinvolti lo hanno dimostrato chiaramente sul campo: mettere a loro disposizione uno spazio vivo significa dare un futuro al mestiere.

Boosta, Davide Dileo, improvvisa al pianoforte durante il concerto conclusivo di Narrazioni Parallele il 31 ottobre 2026 al Teatro Juvarra di Torino Foto ©Norman Sgrò per Narrazioni Parallele
Boosta, Davide Dileo, durante il concerto conclusivo di Narrazioni Parallele il 31 ottobre 2026 al Teatro Juvarra.
Foto ©Norman Sgrò per Narrazioni Parallele

Boosta, musicista e al contempo scrittore di romanzi e racconti: come si integrano nella tua creatività la pagina scritta e la partitura?

Sono parti del tutto complementari che rispondono alla medesima matrice: l’urgenza di raccontare. Questa urgenza talvolta trova il proprio canale naturale nelle canzoni, altre volte nei suoni d’ambiente, nei brani strumentali o nella letteratura, che si tratti di forma breve o di un romanzo. L’essenziale è preservare la curiosità: finché esiste un impulso narrativo forte, qualsiasi mezzo si scelga per esprimerlo assume un senso compiuto.

Nel tuo quotidiano riesci a tracciare un confine tra la dimensione privata e i tuoi progetti artistici, o convergono in un’unica identità?

Ho la fortuna di amare profondamente la mia vita. Tutto ciò che faccio è permeato di passione e mi restituisce soddisfazione proprio perché posso declinarlo in modi sempre differenti. Ho l’opportunità di incontrare tante persone e di condividere affetti sinceri: considero un autentico privilegio poter condurre un’esistenza simile, e mi auguro duri il più a lungo possibile.

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