All’interno della saga di Naruto Shippuden Kinkaku e Ginkaku compaiono durante la Quarta Guerra Ninja come due ninja leggendari del Villaggio della Nuvola. Sono anche noti come i fratelli Oro e Argento e hanno caratteristiche che sembrano non avere particolari peculiarità ma in realtà, come spesso accade negli anime, nulla è lasciato al caso.
Aspetto estetico e tratti caratteriali
Kinkaku ha una corporatura muscolosa e imponente, pelle chiara e capelli biondi. L’espressione del suo chakra è di colore rosso-dorata. Ginkaku invece, ha una corporatura simile a quella del fratello anche se leggermente più minuta, pelle chiara e capelli grigi. In generale appare con colori più freddi e tonalità argentee. I fratelli inoltre, utilizzano come abbigliamento tipico una giacca Kumogakure, nera ai bordi, con sopra un’uniforme viola a collo alto ed entrambi hanno due grandi corna sulla capo.

I due hanno un potere sicuramente interessante che deriva da uno scontro diretto con Kurama avvenuto anni e anni prima. I due fratelli infatti, sono stati inghiottiti dalla volpe a nove code. Sono sopravvissuti all’interno del suo stomaco mangiandone la carne e acquisendo così parte del chakra. Oltre a questo però, Ginkaku e Kinkaku sono famosi per aver utilizzato i “Tesori del Saggio dei Sei Sentieri”, armi leggendarie capaci di sigillare e manipolare le parole degli avversari. Ed è proprio qui che Naruto smette di essere solo un battle shōnen e inizia a pescare da tradizioni molto più antiche.
Dai fratelli ai templi di Kyoto
I nomi Kinkaku e Ginkaku richiamano quasi certamente due dei luoghi più famosi del Giappone: Kinkaku-ji Ginkaku-ji, ovvero il Padiglione d’Oro e il Padiglione d’Argento. Per quanto riguarda il tempio di Kinkaku-ji nasce come villa dello shōgun Ashikaga Yoshimitsu, prima di diventare un tempio zen. Rappresenta l’estetica della ricchezza e della luminosità e gli ultimi due piani risaltano molto grazie al colore dorato delle pareti. C’è da sapere inoltre che nel buddhismo zen il padiglione rappresenta il contrasto tra bellezza materiale e impermanenza.

Ginkaku-ji nasce circa un secolo dopo come residenza dello shōgun Ashikaga Yoshimasa. A differenza del fratello “dorato”: non è stato ricoperto d’argento, presenta un’estetica molto più sobria, ed è legato ai concetti zen di semplicità e contemplazione. Se il Kinkaku-ji rappresenta lo splendore e la bellezza, il Ginkaku-ji invece rappresenta la raffinatezza nascosta. Questo dualismo oro/argento evidente nelle caratteristiche dei templi, riflette perfettamente anche la costruzione narrativa dei due fratelli in Naruto.

Mitologia cinese classica
Kishimoto, il creatore di Naruto, non si è basato solo sui due padiglioni di Kyoto, ma ha unito anche la tradizione cinese. I due fratelli prendono ampiamente spunto infatti dal classico “Journey to the West“. In questa storia i fratelli sono due Re Demoni sono conosciuti come il Grande Re Ginkaku e il Grande Re Kinkaku. Entrambi vivono nella Grotta del Loto, sul Monte Heichō, e posseggono diversi strumenti interessanti ed estremamente potenti. Alcuni di questi possono sigillare, imprigionare e persino assorbire i poteri altrui, e qui cominciano ad esserci delle evidenti similitudini con l’anime.

Le armi dei fratelli in Naruto infatti, funzionano proprio come reliquie soprannaturali basate su parole, nomi e sigilli, esattamente nello stile del folklore cinese e hanno le medesime peculiarità degli strumenti posseduti dai Re Demoni. Nel romanzo cinese molti poteri funzionano pronunciando il vero nome della vittima, in Naruto questo concetto viene semplicemente trasformato: la giara dei fratelli sigilla chi pronuncia la parola che usa più spesso. Questo è un tema molto presente sia nel taoismo sia nel buddhismo esoterico: conoscere il vero nome significa esercitare potere sull’essenza di qualcuno.
Forse è proprio questo che rende l’universo di Naruto ancora così affascinante: dietro molti personaggi si nascondono quasi sempre leggende antiche.










