C’è chi ne ha solo uno e lo usa da anni e anni. Chi se li procura tra gli stand delle fiere del libro, piccole o grandi che siano, per conquistarne grandi quantità. Altri spesso li ricevono in regalo e li conservano in una scatola. Esistono poi i veri e propri collezionisti con tanto di dossier, elenchi alfabetici, scambi di doppioni, cataloghi suddivisi per genere.

Un nastrino dalla lunga storia
Stiamo parlando del segnalibro, l’oggetto che fa parte della vita di coloro che amano leggere.
A partire dal 1400 i dipinti ci mostrano che i primi segnalibri erano semplici nastrini colorati o bottoni che spuntavano dalle pagine dei volumi, come nell’opera La Madonna del Cancelliere Rolin di Jan van Eyck. Fettucce e nastri di stoffa fissati ai bordi delle copertine ne rappresentano la versione più comune fino alla prima metà del 1800, quando iniziano a comparire i primi segnalibri rimovibili che diventano oggetti a sé stanti.

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Molteplici materiali e forme
Dal più comune cartoncino rettangolare il segnalibro può cambiare forme, materiali e dimensioni. Possiamo trovarne in stoffa, pergamena, plexiglass, resina, pizzo, legno, metallo, cuoio, gomma.
Le forme hanno come unico limite la fantasia: animali, fiori e piante, oggetti di scrittura, mezzi di trasporto, con particolari in rilievo, ornati da nappine, ciondoli, perline, campanellini. Vi sono poi i segnalibri personalizzati sui quali sapienti mani hanno vergato il nome del futuro destinatario.
Il segnalibro si presta molto bene a essere decorato a seconda della stagione e della ricorrenza: natalizio, pasquale, per il compleanno, per Halloween, per l’inizio della scuola, per un matrimonio o un anniversario di nozze. Esistono segnalibri-calendario, da colorare o da dipingere, con effetto 3D, ricamati, magnetici, profumati, con luce.

Un modo per farsi conoscere
Il segnalibro è stato usato nel tempo, ed è usato tuttora, come strumento di marketing. Numerose case editrici realizzano segnalibri dedicati a ciascuna nuova pubblicazione. Alcune incorporano il segnalibro nell’aletta della copertina, purtroppo per poterlo utilizzare è necessario separarlo dall’aletta con le forbici.
Molte aziende che nulla hanno a che fare con i libri propongono all’interno delle confezioni dei loro prodotti un segnalibro pubblicitario quale omaggio ai loro clienti. Qualche esempio: tisane, frutti tropicali, bibite, tavolette di cioccolato, voli di una compagnia aerea, articoli di abbigliamento.

Dal collezionista per gioco al collezionista professionista
Il collezionista per gioco soddisfa la sua passione attraverso la quantità. Si aggira per gli stand delle fiere del libro alla caccia di segnalibri sempre nuovi allo scopo di averne il più possibile. La sua è un’attività ludica, alimentata dalla gioia che prova nel portare a casa molti esemplari. C’è poi chi li acquista durante i viaggi e le immancabili soste ai bookshop dei musei. Altri appassionati li ricevono in regalo dagli amici e li collocano tutti insieme in una scatola come un tesoro dal quale trarre i ricordi. Vi sono poi i collezionisti professionisti che inseriscono ciascun segnalibro all’interno di raccoglitori con le pagine trasparenti, che scambiano gli esemplari con altri collezionisti, che ricercano con pazienza il pezzo raro, che si specializzano in un genere o in un periodo storico in particolare.
Alcune curiosità
La Biblioteca comunale di Primaluna, in provincia di Lecco, possiede una collezione di segnalibri trovati all’interno dei volumi donati oppure dati in prestito.
Il maggiore collezionista di segnalibri, entrato nel Guinnes dei Primati, è l’olandese Frank Divendal che ne possiede oltre 103.009 esemplari.
Nel 2020 è stato pubblicato il volume “Breve storia del segnalibro” di Massimo Gatta, Graphe.it Edizioni.
Gli oggetti più particolari che vengono utilizzati come segnalibro, a parte fascette, biglietti e scontrini vari, sembrano essere: piume, fiori, foglie, i cartellini degli abiti. E poi ancora posate, occhiali, la carta di una caramella, una fotografia, l’involucro di una bustina di tè, una banconota, un uncinetto, una carta da gioco.










