Mozambico, 7 librerie per oltre 30 milioni di abitanti: il Paese che vuole creare un’industria del libro

Maputo fiera del ibro immagine di repertorio

Una fiera del libro di solito serve a vendere diritti, presentare novità e riempire calendari di incontri. In Mozambico la nuova Maputo International Book Fair invece,  fà qualcosa di più radicale: contribuisce a costruire il mercato editoriale che ancora manca.

La manifestazione debutterà a novembre 2026 nell’area metropolitana di Maputo, coinvolgendo un settore dalle dimensioni sorprendentemente ridotte. Sandra Tamele, presidente della Mozambican Publishers and Booksellers Association (AMEL), ha dichiarato in una recente intervista che l’associazione identifica attualmente 27 editori e appena sette librai strutturati.

Il dato colpisce ancora di più considerando la popolazione. Tamele parla di circa 32 milioni di abitanti; le stime più recenti della Banca Mondiale indicano invece 35,6 milioni nel 2025. In ogni caso, il rapporto tra abitanti e infrastrutture librarie resta impressionante.

Maputo Mozambico, skyline
Maputo Skyline foto licenza CC

Mozambico, una fiera che deve costruire ciò che altrove trova già pronto

La MIBF avrà due anime. Da una parte ci sarà il festival aperto ai lettori, con libri, autori e iniziative culturali. Dall’altra funzionerà come una vera fiera professionale: compravendita di diritti, pitching di manoscritti, incontri tra operatori, formazione, matchmaking e networking.

È proprio questa seconda parte a raccontare meglio l’esperimento mozambicano.

Sandra Tamele sottolinea che una distribuzione limitata, basse tirature, scarsità di librerie e mancanza di percorsi professionali specifici impediscono ancora di parlare di un ecosistema editoriale completo del Mozambico. Molti addetti del settore hanno imparato il mestiere direttamente sul campo. Eppure esiste una domanda per libri per bambini e ragazzi, scolastica e narrativa.

In pratica, prima di far crescere il numero dei titoli bisogna costruire le strade — commerciali, naturalmente — sulle quali quei libri possano viaggiare.

Biblioteca Nazionale a MAputo
la Biblioteca Nazionale di MAputo foto licenza CC

Livroteca e lo scenario social

Accanto ai pochi operatori tradizionali stanno comparendo venditori di libri che lavorano attraverso Instagram e altri social network. La Tamele non li considera un fenomeno marginale: ritiene anzi necessario coinvolgerli per capire le reali dimensioni del mercato e accompagnarne la professionalizzazione. Una piccola rivoluzione libraria che comincia dallo smartphone prima ancora che dalla vetrina.

Ma ci sono anche aperture di luoghi fisici.Nel novembre 2025 ha aperto Livroteca a Marracuene, nell’area di Maputo: una formula a metà tra libreria e biblioteca. Il centro, con oltre 260.000 abitanti, fino ad allora non disponeva né di una libreria né di una biblioteca pubblica.

sandra tamele di fornte alla livroteca area di Maputo Mozambico
Sandra Tamele di fronte alla Livroteca foto uso stampa

Il grande patrimonio delle lingue mozambicane

C’è poi una risorsa che potrebbe diventare uno dei motori dell’editoria locale: la traduzione. Il portoghese è la lingua ufficiale, ma il Mozambico è profondamente multilingue. L’UNESCO segnala oltre venti lingue parlate nel Paese e già da anni sostiene programmi educativi che affiancano il portoghese alle lingue mozambicane.

Per Sandra Tamele sviluppare libri nelle lingue locali e creare traduttori capaci di lavorare tra queste e il portoghese rappresenta un’opportunità culturale e commerciale. L’obiettivo guarda anche nella direzione opposta: trasformare la letteratura mozambicana in un prodotto culturale da esportare, facendo circolare all’estero autori, storie e diritti.

A Francoforte o Bologna le fiere raccontano la forza di industrie editoriali già consolidate. A Maputo, per una volta, gli stand potrebbero diventare i mattoni con cui provare a costruirne una,

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